Il 29 agosto 2026, nella piscina della Northwestern Polytechnical University di Xi'an, 116 droni sottomarini autonomi del modello TH-618 hanno navigato in formazione per 34 minuti coprendo 500 metri senza alcun comando umano. Guinness World Records ha certificato il nuovo primato per il numero di veicoli autonomi subacquei operativi contemporaneamente.
Un test da 500 metri in una piscina di 50
La prova si è svolta in un bacino da 50 metri per 20, con un team congiunto della Northwestern Polytechnical University e di Xi'an Tianhe Maritime Technologies. Gli operatori hanno rilasciato i mezzi in sequenza e poi ceduto il controllo ai sistemi autonomi di bordo. Da quel momento ogni drone ha corretto la rotta usando una telecamera e scambiando dati con gli altri veicoli dello sciame.
Il TH-618 misura 61,5 centimetri di lunghezza per 20 di larghezza e pesa 5,14 kg. Dichiara un raggio operativo di 30 chilometri e un'autonomia superiore alle otto ore. Dimensioni ridotte pensate per schierare numeri a tre cifre: più piccola è l'unità, più semplice coordinarla con decine di gemelli identici.
Pechino coltiva record scientifici anche fuori dall'acqua: la missione Tianwen-3 punta a riportare 500 grammi di campioni da Marte senza affidarsi a droni di superficie.
Lo sciame italiano Venus parte da 10 unità
La ricerca italiana sullo stesso filone lavora su scale e priorità molto diverse. Il progetto Venus, documentato nel rapporto tecnico ENEA RT/2020/12 sul veicolo per navigazione subacquea e sorveglianza, nasce al Centro Ricerche Casaccia e al Laboratorio di Robotica insieme al Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell'Università di Roma Tor Vergata come studio sugli sciami di robot in ambiente sottomarino.
I numeri raccontano una filosofia opposta a quella cinese. Il singolo veicolo Venus pesa 50 kg, scende fino a 100 metri di profondità, viaggia a 2 nodi e resta operativo per circa 3 ore. Lo sciame previsto parte da un minimo di 10 unità, posizionate a pochi metri l'una dall'altra. Il TH-618 cinese pesa quasi dieci volte meno (5,14 kg contro 50) e dura in acqua oltre il doppio del tempo (otto ore contro tre).
Venus però è pensato per missioni reali in mare aperto, non per esibizioni in piscina. Le applicazioni documentate includono la sorveglianza del MOSE a difesa della laguna di Venezia, il monitoraggio di piattaforme offshore, oleodotti, porti, e la ricerca archeologica sui fondali. Il sistema di comunicazione combina modem acustici e ottici, un brevetto italiano pensato per aggirare il limite fisico della propagazione dei segnali radio sott'acqua.
L'Italia produce traguardi scientifici anche in altre discipline di precisione: l'orologio al lutezio che sbaglia di un secondo in 260 miliardi di anni mostra quanto conta la metrologia sviluppata dai laboratori italiani.
Un mercato da 217 milioni e la sfida industriale
Dietro il confronto tecnico c'è un mercato in crescita rapida. Il report PwC Strategy Italy presentato al Sea Drone Tech Summit 2024 stima il settore italiano dei droni marini e subacquei a 93,6 milioni di euro nel 2024 (contro 76,2 milioni nel 2023) e lo proietta a 217,6 milioni nel 2030. La quota per i soli robot sottomarini a quella scadenza vale 136,8 milioni.
La differenza di approccio con la Cina non è solo quantitativa. Uno sciame da 116 unità in piscina dimostra la capacità di coordinamento algoritmico, utile tanto per rilievi batimetrici quanto per usi militari. Lo sciame italiano Venus è più piccolo ma lavora già in acque libere (test condotti al lago di Bracciano) con sensori per salinità, temperatura, correnti e inquinamento, con una ricaduta diretta sulla protezione delle coste.
Il quadro della ricerca italiana nelle discipline tecnico-scientifiche non si ferma al mare: un dottorando italiano in Cile ha scoperto un pianeta record, a conferma di come l'alta formazione nazionale continui a produrre risultati visibili all'estero.
La prossima partita si gioca sull'estensione dello sciame italiano fuori dalla piscina di Casaccia e sulla capacità di tradurre i brevetti dei laboratori ENEA e universitari in piattaforme operative per la Blue Economy.
Domande frequenti
Qual è il significato del record cinese dei 116 droni sottomarini?
Il record, certificato dal Guinness World Records, dimostra la capacità di coordinare un grande numero di droni subacquei autonomi che hanno navigato insieme senza intervento umano per 34 minuti, evidenziando avanzamenti significativi nella tecnologia degli sciami robotici.
In che cosa si differenzia lo sciame italiano Venus rispetto a quello cinese?
Lo sciame Venus utilizza droni più grandi e pesanti, in numero inferiore, progettati per missioni operative in mare aperto come la sorveglianza e il monitoraggio ambientale, mentre i droni cinesi sono più piccoli, leggeri e pensati per dimostrazioni di coordinamento algoritmico in ambienti controllati.
Quali sono le principali applicazioni del progetto Venus in Italia?
Il progetto Venus è impiegato per la sorveglianza del MOSE, il monitoraggio di piattaforme offshore, oleodotti, porti e la ricerca archeologica subacquea, grazie a una combinazione di sensori avanzati e sistemi di comunicazione brevettati.
Come si sta sviluppando il mercato italiano dei droni marini e subacquei?
Secondo un report PwC, il mercato italiano dei droni marini e subacquei è in rapida crescita, stimato a 93,6 milioni di euro nel 2024 e previsto arrivare a 217,6 milioni nel 2030, con una parte significativa rappresentata dai robot sottomarini.
Quali tecnologie di comunicazione utilizza lo sciame Venus?
Venus impiega un sistema di comunicazione che combina modem acustici e ottici, una soluzione brevettata per superare le limitazioni della trasmissione radio sott'acqua, garantendo così il coordinamento e la raccolta dati anche in ambienti marini complessi.