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Elias 2-24 b, un dottorando italiano in Cile scopre il pianeta record
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Elias 2-24 b, un dottorando italiano in Cile scopre il pianeta record

Elias 2-24 b ha meno di 1 milione di anni, 5 volte meno del record precedente. Scoperto da un cremonese di Diego Portales nei dati Keck.

Il pianeta più giovane oggi conosciuto si chiama Elias 2-24 b, ha meno di un milione di anni ed è cinque volte più giovane del record precedente. A trovarlo è stato Andrea Bernardi, dottorando cremonese all'Universidad Diego Portales di Santiago del Cile, rileggendo dati d'archivio del 2018 e del 2020 conservati dall'Osservatorio Keck alle Hawaii.

Un neonato cosmico a 450 anni luce

Elias 2-24 b orbita attorno a una stella nella nube molecolare dell'Ofiuco, a 450 anni luce dalla Terra. Ha una massa paragonabile a quella di Giove e sta ancora inglobando gas dal disco protoplanetario che avvolge la stella madre: in pratica non è ancora finito di formarsi. Lo studio è stato pubblicato sull'Astrophysical Journal Letters e ripreso dalla NASA nel comunicato del 16 settembre 2026.

Prima di Elias 2-24 b il primato apparteneva a quattro corpi in condizioni molto simili: due pianeti attorno alla stella PDS 70 e due attorno a WISPIT 2. Tutti e quattro superano però i 5 milioni di anni. Il salto è imponente: da oltre 5 milioni a meno di uno, con la differenza che stavolta i telescopi stanno osservando un mondo colto letteralmente in fase di nascita.

Il record uscito da un archivio dimenticato

L'osservazione decisiva era già lì dal 2018. Il team ha incrociato le vecchie riprese del coronagrafo NIRC2 di Keck con quelle del 2020 e con i dati del radiotelescopio ALMA in Cile, che segnalavano una lacuna nel disco di polveri e gas attorno a Elias 2-24. Confrontando le posizioni della sorgente a due anni di distanza, i ricercatori hanno mostrato che quel puntino si spostava con la stella e non era né un difetto strumentale né una galassia di sfondo.

Il valore del gesto è duplice. Da un lato conferma che gli strati più antichi restano spesso i meno vulnerabili al passare del tempo: otto anni dopo la campagna osservativa, quei dati grezzi contengono ancora una scoperta record. Dall'altro lato dice che per estrarre valore da un archivio servono nuove tecniche di analisi e ricercatori formati a usarle. Il programma di dottorato YEMS di Diego Portales sta specializzando i propri iscritti proprio sul riuso dei dati di Keck, ALMA e del Very Large Telescope.

Bernardi ha lasciato Cremona per il dottorato in Cile, e il suo caso è la fotografia in miniatura di una rotta che parecchi giovani ricercatori percorrono con meno strumenti che in passato. Il coautore Lucas Cieza, professore all'Instituto de Estudios Astrofísicos di Santiago, ha ospitato il progetto attingendo a fondi NASA per l'accesso agli archivi Keck.

Cosa cambia per didattica e ricerca in Italia

Il primo insegnamento pratico riguarda l'università. Un dottorando alle prime pubblicazioni ha guidato uno studio che riscrive un capitolo dei manuali di astrofisica planetaria: quando le facoltà italiane discutono la sostenibilità dei propri corsi di dottorato in astrofisica, dovrebbero misurarsi con centri come Diego Portales che portano gli iscritti a firmare paper su una rivista come Astrophysical Journal Letters.

Il secondo insegnamento riguarda gli archivi. Le grandi infrastrutture osservative pubblicano i dati grezzi dopo un embargo di 12 o 18 mesi. Chi sa leggerli non deve aspettare l'assegnazione di nuove notti di telescopio: può cercare oggi quello che ieri era passato inosservato. È una lezione che vale per la scuola secondaria, quando si parla di alfabetizzazione ai dati, e per i corsi universitari di fisica computazionale.

Il terzo insegnamento riguarda i tempi. Otto anni tra la ripresa e la pubblicazione: chi decide di fare ricerca su dati d'archivio non deve attendersi risultati immediati, ma può contare su fonti gratuite e già disponibili. Il comunicato NASA sul nuovo pianeta più giovane lo dice chiaro: i modelli di formazione dei giganti gassosi vanno rivisti, e per farlo servono nuove immagini quanto occhi giovani sui dati già raccolti.

Domande frequenti

Chi ha scoperto il pianeta Elias 2-24 b e come è avvenuta la scoperta?

La scoperta di Elias 2-24 b è stata effettuata da Andrea Bernardi, un dottorando italiano all'Universidad Diego Portales di Santiago del Cile, analizzando dati d'archivio del 2018 e 2020 dell'Osservatorio Keck alle Hawaii.

Perché la scoperta di Elias 2-24 b è considerata un record?

Elias 2-24 b è il pianeta più giovane mai osservato, con meno di un milione di anni, superando di oltre cinque volte il record precedente detenuto da pianeti con più di 5 milioni di anni.

Qual è il valore scientifico dei dati d'archivio nelle ricerche astrofisiche?

I dati d'archivio possono contenere informazioni preziose non ancora analizzate; con nuove tecniche e competenze, è possibile fare scoperte significative anche anni dopo la raccolta dei dati.

Che impatto ha questa scoperta su didattica e ricerca universitaria in Italia?

La scoperta dimostra l'importanza di formare dottorandi capaci di condurre ricerche innovative e di valorizzare i dati d'archivio, suggerendo che i corsi italiani dovrebbero ispirarsi a modelli come quello di Diego Portales.

Perché è importante l'alfabetizzazione ai dati già a livello scolastico?

Saper leggere e interpretare dati grezzi è una competenza fondamentale sia nella scuola secondaria sia all'università, poiché permette di sfruttare le enormi risorse di archivi pubblici e contribuire attivamente alla ricerca scientifica.

Cosa suggerisce la scoperta di Elias 2-24 b per il futuro della ricerca sui pianeti giganti gassosi?

La scoperta indica che i modelli di formazione dei giganti gassosi devono essere rivisti e che nuove analisi di dati d'archivio, insieme a immagini aggiornate, sono essenziali per progredire nella comprensione di questi fenomeni.

Pubblicato il: 29 settembre 2026 alle ore 13:18

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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