Le barene della laguna di Venezia perdono 2,6 millimetri all'anno di crescita verticale con l'attuale gestione del Mose. Il mare sale a 4-5 millimetri all'anno. Il divario tra chi si alza e chi affonda ha adesso un numero. Uno studio pubblicato su Nature Water e coordinato dal Dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova quantifica per la prima volta il costo ambientale di sei anni di paratoie sollevate e propone una strategia alternativa capace di ridurre del 30% le chiusure senza toccare la sicurezza di Venezia.
Sessantanove chiusure passate ai raggi X
Il team coordinato da Andrea D'Alpaos, in collaborazione con l'Università di Southampton e ISPRA, ha ricostruito con modelli numerici tutti i 69 eventi di chiusura del Mose registrati tra il 2020 e il 2023. Per ciascuno sono stati simulati propagazione della marea, correnti lagunari ed effetti del vento, confrontando tre scenari: bocche di porto sempre aperte, gestione realmente adottata e strategia ottimizzata denominata AThOS. Il paper pubblicato su Nature Water mostra che nel 30% dei casi la chiusura sarebbe stata evitabile: circa una ventina di eventi su 69 sono state manovre cautelative che non aggiungevano protezione urbana. La durata annuale totale delle chiusure è stata in media più che doppia rispetto a quella strettamente necessaria per la sicurezza dei centri lagunari. Le paratoie sono entrate in funzione il 3 ottobre 2020: oltre cinque anni di dati che ora hanno una lettura sistematica.
Il costo nascosto sulle barene
Le barene sono superfici vegetate periodicamente sommerse dall'alta marea. Ospitano biodiversità, accumulano carbonio e attenuano il moto ondoso: la loro sopravvivenza dipende dal sedimento che ogni marea deposita sulla superficie, l'unico meccanismo che permette loro di crescere in verticale. Sollevare le paratoie interrompe questo processo. Con la strategia effettivamente adottata negli ultimi anni, la superficie di barena allagata si riduce mediamente del 27,5% rispetto allo scenario con bocche aperte. In singoli eventi, a seconda del momento in cui le barriere vengono sollevate e delle condizioni del vento, la riduzione supera il 75%. La profondità media dell'acqua sulle barene cala del 45%, e le chiusure hanno tagliato del 32% l'accumulo di sedimenti nel periodo esaminato. Tradotto in crescita verticale, la perdita è di 2,6 ± 1,9 millimetri all'anno. L'innalzamento relativo del livello del mare nella laguna corre a 4-5 millimetri all'anno. Il divario è quasi il doppio: nella corsa con il mare, le barene stanno perdendo terreno.
La strategia AThOS ribalta i numeri
AThOS, la strategia alternativa messa a punto dai ricercatori, mira a sollevare le paratoie solo quando la sicurezza urbana lo richiede, mantenendo comunque i livelli dell'acqua sotto le soglie previste per Venezia, Burano e Chioggia. Applicata retrospettivamente al triennio 2020-2023, avrebbe fatto scendere la riduzione della superficie di barena allagata dal 27,5% al 2,9%: un fattore quasi dieci volte più basso. Piccoli aggiustamenti nel timing delle chiusure producono un beneficio ambientale sproporzionato. La sedimentazione sulle barene sarebbe aumentata del 19% rispetto a quella realmente osservata, con un recupero medio di 1,3 millimetri all'anno di crescita verticale. Il gap con l'innalzamento del mare si dimezzerebbe. Il primo autore Alessandro Michielotto ricorda che il modello è stato applicato ex post, senza le incertezze meteo di una gestione real-time: portarlo in operatività è la sfida ingegneristica dei prossimi anni.
La gestione delle paratoie non è statica. Nel 2023, secondo i coordinatori del Dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova, i livelli osservati durante le chiusure sono stati più elevati rispetto ai primi anni di esercizio: l'apprendimento è già in corso. Il modello di Padova offre ora un metro numerico per misurarlo. È un tassello della ricerca italiana capace di produrre risultati rilevanti nei campi più diversi, dall'oncologia con la scoperta del gene NDRG1 come nuovo bersaglio nel tumore del colon all'astrofisica con il nuovo valore log 11,5 che avvicina il Sole alle meteoriti primitive fino alla planetologia, dove le missioni storiche restano un riferimento come mostra la parabola del lander Viking 1 durato 25 volte più del previsto.
Domande frequenti
Qual è l'impatto del Mose sulle barene della laguna di Venezia?
L'attuale gestione del Mose riduce la crescita verticale delle barene di 2,6 mm all'anno, mentre il livello del mare sale di 4-5 mm all'anno. Questo squilibrio mette a rischio la sopravvivenza delle barene, fondamentali per la biodiversità e la stabilità lagunare.
Che ruolo svolgono le barene nell'ecosistema lagunare?
Le barene sono aree vegetate sommerse periodicamente dall'alta marea, che ospitano biodiversità, accumulano carbonio e attenuano il moto ondoso. La loro sopravvivenza dipende dal deposito di sedimenti durante le maree, processo ostacolato dalle chiusure delle paratoie del Mose.
Cosa propone la strategia AThOS rispetto alla gestione attuale del Mose?
La strategia AThOS prevede di sollevare le paratoie solo quando strettamente necessario per la sicurezza urbana, riducendo così l'impatto ambientale sulle barene. Applicando AThOS, la riduzione della superficie di barena allagata scenderebbe dal 27,5% al 2,9% e la crescita verticale recupererebbe circa la metà del gap con l'innalzamento del mare.
Quanti eventi di chiusura del Mose sono stati analizzati nello studio e quali risultati principali sono emersi?
Lo studio ha ricostruito 69 eventi di chiusura tra il 2020 e il 2023, dimostrando che circa il 30% di essi erano evitabili senza compromettere la sicurezza di Venezia. La durata delle chiusure è risultata più che doppia rispetto al necessario, aumentando l'impatto negativo sulle barene.
Quali sono le principali sfide per implementare la strategia AThOS nella gestione reale del Mose?
La sfida principale è passare dall'applicazione ex post del modello, priva di incertezze meteo, a una gestione operativa in tempo reale. Ciò richiede sviluppo ingegneristico e un continuo miglioramento della gestione basato sui dati e sulle previsioni.
Come sta evolvendo la gestione delle paratoie del Mose secondo i ricercatori?
I livelli osservati durante le chiusure nel 2023 sono stati più elevati rispetto ai primi anni di esercizio, segno che il processo di apprendimento e ottimizzazione è già in atto. Il nuovo modello numerico dell’Università di Padova permette ora di misurare e guidare questi miglioramenti.