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A Dur-Kurigalzu apre la galleria dei Cassiti: scavi Unibo
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A Dur-Kurigalzu apre la galleria dei Cassiti: scavi Unibo

La missione dell'Università di Bologna apre la galleria dei reperti cassiti: cosa c'è a Dur-Kurigalzu e perché l'Italia guida l'archeologia in Iraq.

Il team dell'Università di Bologna guidato da Nicolò Marchetti apre questa settimana ad Aqar Quf, a 29 chilometri da Baghdad, la galleria con i reperti rinvenuti nel sito di Dur-Kurigalzu. Frammenti di statue dal tempio e tavolette scritte dall'area del palazzo raccontano una pagina ancora poco documentata della civiltà cassita, al potere in Mesopotamia dal XIV al XII secolo a.C.

Cosa c'è nella galleria di Aqar Quf

La galleria raccoglie gli oggetti emersi dagli scavi condotti insieme alla State Board of Antiquities and Heritage irachena. Marchetti, professore ordinario di Archeologia del Vicino Oriente antico, dirige la missione a Dur-Kurigalzu dal 2024, dopo una prima fase di ricognizione sistematica partita nell'autunno 2022.

Il sito si estende attorno alla ziggurat alta circa 52 metri, una delle meglio conservate di tutta la Mesopotamia, costruita quando la città fu fondata dal re Kurigalzu I nel XIV secolo a.C. come nuova capitale religiosa e politica di Babilonia. Dalle aree di scavo emergono due blocchi di materiali diversi: dal tempio frammenti di statue, dal palazzo documenti scritti in cuneiforme che, una volta tradotti, dovrebbero chiarire l'amministrazione del regno cassita. Gli ultimi scavi iracheni risalivano al 2001, dopo le campagne di Taha Baqir e Seton Lloyd degli anni Quaranta: il cantiere diretto da Bologna è il primo intervento internazionale sul sito dopo oltre vent'anni.

Perché l'Italia è il primo paese al mondo per missioni in Iraq

La missione di Dur-Kurigalzu non è un episodio isolato. L'Italia conta 18 progetti archeologici cofinanziati in Iraq dal Ministero degli Affari Esteri, più di qualunque altro paese e la quota più alta di tutta la diplomazia culturale italiana sul fronte mesopotamico.

La curva è in crescita: nel 2010 le missioni italiane totali all'estero erano 157, nel 2022 sono salite a 211, con una concentrazione crescente sul fronte iracheno dopo il 2003. Marchetti stesso dirige quattro cantieri nel paese: oltre a Dur-Kurigalzu, Ninive, il survey nel distretto di Abu Ghraib e il progetto QADIS nella provincia di Qadisiyah, che ha censito 120 nuovi siti archeologici su 1.830 chilometri quadrati, aumentando del 28% il catalogo noto. Il primato non si misura solo con le campagne di scavo: le missioni italiane hanno contribuito alla riapertura del Museo Nazionale di Baghdad dopo i saccheggi del 2003 e, oggi, alla formazione sul campo di decine di operai e studenti iracheni che lavorano fianco a fianco con il team dell'ateneo bolognese.

Cosa cambia per studenti e ricerca italiana

Per gli studenti italiani di archeologia il cantiere di Dur-Kurigalzu è una delle poche sedi internazionali in cui si fa ancora scavo stratigrafico su un sito di assoluto rilievo. L'Università di Bologna coinvolge la propria Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, diretta da Marchetti fino al 2019 e oggi coordinata nella sua sezione di archeologia, nei turni di campagna in Iraq: chi passa dal cantiere arriva al mondo del lavoro con una formazione difficilmente replicabile nei siti italiani, dove gli scavi di questa scala sono ormai rari.

Il percorso ricorda, su un piano del tutto diverso, il tipo di valore scientifico che emerge quando l'archeologia incrocia tecniche nuove e grandi quantità di dati, come nell'analisi delle impronte dei soldati di Xi'an, o quando studi genomici su larga scala riscrivono interi capitoli della storia naturale, come nel caso del progetto Bat1K sull'origine europea dei pipistrelli. Sul piano scientifico, l'apertura della galleria apre un canale di divulgazione diretto verso il pubblico iracheno e, nel medio periodo, verso l'Europa: i materiali verranno pubblicati su riviste scientifiche di primo livello e inseriti nel database condiviso con la State Board of Antiquities and Heritage. Fra i prossimi obiettivi del team ci sono la traduzione delle tavolette cuneiformi, la ricostruzione tridimensionale del palazzo cassita e la mappatura delle aree ancora inesplorate del sito.

La prossima campagna di scavo è prevista per la primavera 2027. Entro quella data le tavolette rinvenute questo autunno dovrebbero essere trascritte e il primo rapporto scientifico comincerà a circolare negli atenei europei impegnati sullo stesso dossier mesopotamico.

Domande frequenti

Cosa si può vedere nella nuova galleria aperta ad Aqar Quf?

La galleria espone reperti provenienti dagli scavi di Dur-Kurigalzu, come frammenti di statue dal tempio e tavolette cuneiformi dall'area del palazzo, che illustrano aspetti ancora poco documentati della civiltà cassita.

Qual è l'importanza archeologica del sito di Dur-Kurigalzu?

Dur-Kurigalzu ospita una delle ziggurat meglio conservate della Mesopotamia e conserva testimonianze significative della civiltà cassita, che fu al potere tra il XIV e il XII secolo a.C.

Perché l'Italia è così attiva nelle missioni archeologiche in Iraq?

L'Italia guida a livello mondiale per numero di missioni archeologiche in Iraq, con 18 progetti cofinanziati dal Ministero degli Affari Esteri, valorizzando la diplomazia culturale e contribuendo alla formazione e alla tutela del patrimonio iracheno.

Quali opportunità offre la missione di Dur-Kurigalzu agli studenti italiani?

Gli studenti di archeologia possono partecipare a scavi stratigrafici di rilievo internazionale, acquisendo competenze pratiche difficilmente replicabili in Italia e collaborando direttamente con professionisti del settore.

Quali sono i prossimi passi per la ricerca a Dur-Kurigalzu?

Il team prevede di tradurre le tavolette cuneiformi, ricostruire tridimensionalmente il palazzo cassita e mappare le aree ancora inesplorate, con la prossima campagna di scavo programmata per la primavera 2027.

Come verranno divulgati i risultati degli scavi di Dur-Kurigalzu?

I reperti e i dati raccolti saranno pubblicati su riviste scientifiche di alto livello e inseriti in un database condiviso con la State Board of Antiquities and Heritage, favorendo la divulgazione sia in Iraq che in Europa.

Pubblicato il: 21 ottobre 2026 alle ore 13:29

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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