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Catanzaro riapre il buco nero della salute perinatale in Italia
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Catanzaro riapre il buco nero della salute perinatale in Italia

Il Rapporto ISS: 24,5% delle donne a rischio depressione perinatale, ma solo il 3,3% arriva alla psicoterapia. La rete copre 8 regioni su 20.

Il 22 aprile 2026, poco prima delle tre del mattino, a Catanzaro una donna di 46 anni ha gettato dal balcone i tre figli e si è lanciata dopo di loro. I bambini di 4 anni e 4 mesi sono morti sul colpo, la sorella di 6 anni è stata trasferita in condizioni gravissime all'ospedale Gaslini di Genova. Il parroco del rione De Filippis, don Vincenzo Zoccoli, l'aveva incoraggiata pochi giorni prima a rivolgersi allo psicologo o al medico. La vicenda riporta al centro la salute mentale perinatale in Italia, dove i dati ufficiali arrivano da una rete che copre appena 8 regioni su 20.

I numeri del Network italiano sulla salute mentale perinatale

Il dossier pubblico più aggiornato sulla condizione psichica delle donne italiane in gravidanza e nel primo anno dopo il parto è il Rapporto ISTISAN 23/16 dell'ISS sulla rete perinatale, uscito a settembre 2023. Racconta il primo anno di attività del Network avviato dall'ISS a settembre 2020. Tra novembre 2021 e novembre 2022 sono state screenate 4.884 donne in 20 strutture di 8 regioni, tra consultori familiari e servizi ospedalieri.

Il 24,5% ha superato il cutoff di rischio depressione dell'EPDS, la Edinburgh Postnatal Depression Scale, il 15,4% quello di rischio ansia del GAD-7 e l'11,3% presenta contemporaneamente entrambi i quadri. La quota con probabile diagnosi di depressione (EPDS pari o superiore a 14) è il 6,9% del campione: 9,0% nel periodo prima del parto, 4,2% nel dopo.

Dallo screening alla presa in carico il crollo è del 90%

Il buco è tra il campanello e la cura. Nella stessa indagine, tra tutte le donne uscite come a rischio, la psicoterapia viene proposta al 3,3%: 4,4% nel preparto, appena 1,9% nel postparto. L'intervento farmacologico si ferma allo 0,4%. Il counselling è offerto al 41,3%, ma con un divario netto: 64,8% prima del parto, 9,7% dopo. Gli interventi psicosociali di rete restano al 19,7%.

Chi vive in una delle 12 regioni fuori dalla rete non ha nemmeno l'ingresso al percorso. L'ISS segnala la difficoltà del Servizio Sanitario Nazionale nell'offrire alle donne a rischio percorsi accessibili e standardizzati, dall'home visiting ostetrico alle Unità madre-bambino attive in altri Paesi europei per accogliere in un ambiente dedicato le donne con depressione severa insieme ai loro bambini.

Il Pansm 2025-2030 mette la parola ma non i target

Il Piano di azione nazionale per la salute mentale 2025-2030 approvato dal Ministero della Salute, varato dalla Conferenza Unificata il 29 dicembre 2025, cita esplicitamente la salute mentale perinatale tra gli ambiti da presidiare, dall'infanzia all'età adulta. La legge di bilancio 2026 stanzia 80 milioni per l'anno in corso, 85 milioni per il 2027, 90 milioni per il 2028 e 30 milioni annui strutturali dal 2029, più altri 30 milioni ogni anno per l'assunzione di personale sanitario e sociosanitario. Manca però un obiettivo quantitativo vincolante per la copertura regionale dello screening perinatale. Le regioni non incluse nella rete ISS non hanno oggi impegni numerici da rispettare.

Comunità educative e sanitarie come sentinelle

La bambina sopravvissuta era in età di scuola primaria. Nella fascia 0-6 i primi adulti a incrociare i segnali di sofferenza di una madre sono il pediatra di libera scelta, gli educatori del nido, gli insegnanti della scuola dell'infanzia e gli operatori del consultorio familiare. L'Ordine degli Psicologi della Calabria, dopo il fatto, ha chiesto un impegno comune di cittadini, istituzioni e professionisti per intercettare precocemente i segnali prima che diventino irreversibili.

In consiglio regionale è in esame una proposta di legge, "Non sei sola", depositata a luglio 2026 dal gruppo del Partito Democratico, che disegna una rete territoriale integrata fra consultori, dipartimenti di salute mentale, pediatri di libera scelta e servizi sociali comunali, con screening gratuito e Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale dedicato.

Al parroco che le aveva indicato psicologo, psichiatra o medico, la mamma di Catanzaro non aveva risposto. Serve un percorso che parta subito dopo il primo campanello e non un elenco di numeri da comporre da sola.

Domande frequenti

Qual è la situazione attuale della salute mentale perinatale in Italia?

La salute mentale perinatale in Italia è monitorata principalmente da una rete che copre solo 8 regioni su 20, lasciando scoperta gran parte del territorio nazionale. I dati evidenziano una difficoltà del Servizio Sanitario Nazionale nell'offrire percorsi accessibili e standardizzati alle donne a rischio.

Quali sono i principali risultati emersi dallo screening del Network italiano sulla salute mentale perinatale?

Secondo il rapporto ISTISAN, tra le donne screenate il 24,5% ha mostrato rischio di depressione, il 15,4% rischio di ansia, e l'11,3% entrambi i disturbi. Tuttavia, solo una piccola percentuale ha ricevuto una proposta di psicoterapia o intervento farmacologico.

Quali sono le principali criticità nell'accesso alle cure dopo l'identificazione del rischio?

Dopo lo screening, solo il 3,3% delle donne a rischio riceve una proposta di psicoterapia e lo 0,4% un intervento farmacologico. Vi è dunque un forte crollo tra l'identificazione del rischio e la presa in carico effettiva.

Cosa prevede il Piano di azione nazionale per la salute mentale 2025-2030 riguardo la salute mentale perinatale?

Il Piano cita espressamente la salute mentale perinatale tra gli ambiti da presidiare e prevede finanziamenti crescenti fino al 2029. Tuttavia, manca un obiettivo quantitativo vincolante che garantisca una copertura omogenea dello screening su tutto il territorio nazionale.

Qual è il ruolo delle comunità educative e sanitarie nell'intercettare segnali di disagio perinatale?

Pediatri, educatori, insegnanti e operatori dei consultori sono spesso i primi a notare segnali di sofferenza nelle madri. È fondamentale un impegno congiunto di cittadini, istituzioni e professionisti per intercettare precocemente questi segnali.

Cosa propone la legge 'Non sei sola' in discussione in Calabria?

La proposta di legge mira a creare una rete territoriale integrata tra consultori, dipartimenti di salute mentale, pediatri e servizi sociali, garantendo screening gratuito e un percorso diagnostico-terapeutico dedicato alle madri a rischio.

Pubblicato il: 23 settembre 2026 alle ore 13:31

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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