La Camera dei deputati ha approvato il 23 settembre il disegno di legge delega per la riforma dell'ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile. Il ddl commercialisti è passato con 145 voti favorevoli, nessun contrario e 80 astenuti. Collegato alla Manovra di finanza pubblica, il testo ora si sposta al Senato per la seconda lettura del provvedimento.
Il provvedimento assegna al Governo una delega di dodici mesi dall'entrata in vigore della legge per adottare un decreto legislativo che ridisegnerà l'esercizio della professione, il regime dei compensi, il tirocinio e il sistema elettorale degli ordini territoriali. È la prima revisione organica dell'ordinamento della categoria dopo l'unificazione tra dottori commercialisti ed esperti contabili.
L'esito del voto e il passaggio al Senato
Il voto in Aula fotografa una maggioranza compatta a sostegno della delega, senza opposizioni frontali ma con un'ampia area di astensione che ha scelto di non pronunciarsi sul merito del testo. Il collegamento alla Manovra imprime al provvedimento una corsia procedurale accelerata, che il Senato dovrà seguire per completare l'iter entro i tempi del ciclo di bilancio. Il perimetro dei principi e dei criteri direttivi che vincolano il decreto legislativo è ricostruito nel Dossier del Servizio Studi sull'A.C. 2628 - Camera, documento aggiornato a dicembre 2025 e comune con quello del Senato.
I capitoli della riforma affidati al decreto legislativo
Il decreto delegato interverrà su un perimetro ampio, con effetti diretti sulla vita professionale di dottori commercialisti ed esperti contabili e sul funzionamento degli ordini territoriali. Il dossier di Montecitorio elenca gli ambiti principali sui quali il Governo dovrà scrivere le norme di attuazione entro un anno dal via libera definitivo del Parlamento.
- Esercizio della professione in forma associata o societaria e disciplina delle incompatibilità
- Compenso professionale e aggiornamento dei parametri del sistema elettorale del Consiglio nazionale e dei consigli territoriali dell'ordine
- Procedimento disciplinare, cancellazione dall'albo e riconoscimento delle specializzazioni
- Tirocinio di accesso alla professione e forme collettive di assicurazione per la responsabilità civile
Il testo interviene anche sulle forme di aggregazione professionale, elemento che negli ultimi anni ha spinto una quota crescente di iscritti verso studi associati e società tra professionisti. La ridefinizione del compenso professionale è uno dei capitoli più attesi dalla categoria, che chiede da tempo un riferimento chiaro dopo l'abrogazione delle tariffe minime. Sul fronte disciplinare, la delega apre alla revisione delle procedure e delle sanzioni oggi affidate ai consigli territoriali.
Al Senato spetta ora decidere se confermare il perimetro complessivo della delega o intervenire con modifiche che riporterebbero il testo alla Camera, allungando l'iter e rimandando ancora la scrittura del decreto legislativo. Le scadenze del ciclo di bilancio restano il vincolo di calendario più stretto e condizioneranno la finestra utile per il primo decreto attuativo previsto dalla riforma.
Domande frequenti
Cosa prevede la riforma dei commercialisti approvata dalla Camera?
La riforma prevede una delega al Governo per ridisegnare l'esercizio della professione di dottore commercialista e di esperto contabile, includendo il regime dei compensi, il tirocinio e il sistema elettorale degli ordini territoriali.
Qual è il prossimo passo per l'approvazione definitiva della riforma?
Il disegno di legge passa ora al Senato per la seconda lettura; se il testo verrà confermato senza modifiche, il Governo avrà dodici mesi per adottare il decreto attuativo.
Quali sono i principali ambiti su cui interverrà il decreto legislativo?
Il decreto interverrà su esercizio della professione, compensi, sistema elettorale, tirocinio, disciplina delle incompatibilità, procedimento disciplinare, cancellazione dall'albo, specializzazioni e forme di responsabilità civile.
Perché la revisione del compenso professionale è particolarmente attesa dalla categoria?
La categoria attende una regolamentazione chiara sul compenso professionale dopo l'abrogazione delle tariffe minime, per garantire certezza e trasparenza nel mercato.
Cosa succede se il Senato modifica il testo della riforma?
Se il Senato apporta modifiche, il testo tornerà alla Camera per una nuova approvazione, allungando i tempi dell'iter legislativo e ritardando l'adozione del decreto attuativo.
In che modo la riforma incide sul funzionamento degli ordini territoriali?
La riforma ridefinisce il sistema elettorale, introduce nuove regole disciplinari e aggiorna le procedure di gestione degli iscritti, impattando direttamente sugli ordini professionali a livello locale.