Il Ministero del Lavoro ha pubblicato il 23 settembre 2026 il report sui contratti di produttività: al 15 settembre risultano attivi 17.936 accordi depositati, che coprono 4.827.721 lavoratori, oltre 500mila in più rispetto al rilevamento di luglio.
Il deposito telematico, istituito dal decreto interministeriale del 25 marzo 2016 e gestito direttamente dal dicastero, censisce i contratti collettivi che legano quote variabili di retribuzione a obiettivi misurabili di produttività, redditività, qualità, welfare aziendale e partecipazione agli utili. Il monitoraggio periodico serve a orientare la contrattazione e a misurare l'efficacia degli incentivi fiscali collegati.
Aziendali in crescita, territoriali in calo
Sui 17.936 contratti attivi, 15.521 rientrano nella tipologia aziendale e 2.415 in quella territoriale. Rispetto allo stesso periodo del 2025 gli aziendali crescono del 5,9%, i territoriali arretrano del 24,5%: uno scarto che conferma la difficoltà a diffondere la contrattazione decentrata di secondo livello al di fuori delle grandi realtà d'impresa. Nell'archivio complessivo del Ministero risultano depositati 129.315 contratti, il 12,6% in più su base annua, segno che il flusso di nuovi depositi continua a superare quello dei contratti scaduti.
Sul fronte dei contenuti, gli obiettivi di produttività compaiono in 14.743 contratti e quelli di redditività in 11.503. Gli obiettivi di qualità sono presenti in 9.634 accordi, il 6,6% in più rispetto a settembre 2025, mentre le misure di welfare aziendale figurano in 11.940 contratti, in crescita del 5,7% su base annua. I piani di partecipazione agli utili restano una nicchia, con 1.740 accordi. Le voci non si escludono: un singolo contratto può combinare obiettivi di risultato, misure di welfare e clausole di partecipazione, secondo lo schema definito dal decreto attuativo.
Premio medio 1.799 euro, tassazione all'1%
Il premio medio annuo riconosciuto è pari a 1.799,26 euro, in calo di 16,17 euro rispetto a luglio ma in aumento di 194 euro sul valore di dicembre 2025. Dal 1° gennaio 2026 sui premi si applica l'aliquota sostitutiva dell'1% fino a un massimo di 5.000 euro lordi, per effetto della detassazione e dell'innalzamento del tetto introdotti dalla Legge di Bilancio 2026. La misura chiude un ciclo di alleggerimento fiscale progressivo: dopo il taglio dal 10 al 5% varato dalla Manovra 2023 (articolo 1, comma 63, Legge 197/2022), confermato nel 2024 e prorogato nel 2025, l'aliquota è scesa di ulteriori quattro punti.
La misura riguarda i dipendenti del settore privato, a tempo determinato o indeterminato, con reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell'anno precedente. Il 46% dei contratti attivi coinvolge imprese con meno di 50 dipendenti, il 39% aziende con almeno 100 addetti, il restante 15% la fascia intermedia tra 50 e 99 addetti. La forte presenza delle micro e piccole imprese segnala che lo strumento non resta appannaggio esclusivo delle grandi realtà industriali. Il Report sui premi di produttività al 15 settembre 2026 pubblicato dal dicastero contiene la ripartizione per settore, geografia e classe dimensionale.
Domande frequenti
Quanti sono i contratti di produttività attivi secondo l'ultimo report del Ministero del Lavoro?
Al 15 settembre 2026 risultano attivi 17.936 contratti di produttività, che coprono oltre 4,8 milioni di lavoratori.
Quali sono le principali tipologie di contratti di produttività e come si sono evolute?
Le principali tipologie sono i contratti aziendali (15.521) e quelli territoriali (2.415). I primi sono cresciuti del 5,9% rispetto al 2025, mentre i territoriali sono diminuiti del 24,5%.
Quali obiettivi vengono maggiormente inclusi nei contratti di produttività?
Gli obiettivi di produttività, redditività e qualità sono i più diffusi, rispettivamente presenti in 14.743, 11.503 e 9.634 contratti; crescono anche le misure di welfare aziendale, mentre le clausole di partecipazione agli utili rimangono marginali.
A quanto ammonta il premio medio di produttività e quale tassazione si applica?
Il premio medio annuo è di 1.799,26 euro. Dal 2026 si applica un'aliquota sostitutiva dell'1% fino a un massimo di 5.000 euro lordi, grazie alle recenti misure di detassazione.
Chi può beneficiare delle agevolazioni fiscali sui premi di produttività?
Le agevolazioni si applicano ai dipendenti del settore privato, sia a tempo determinato che indeterminato, con reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell'anno precedente.
Le piccole imprese sono coinvolte nella contrattazione di produttività?
Sì, il 46% dei contratti attivi coinvolge imprese con meno di 50 dipendenti, a conferma che lo strumento è adottato anche da micro e piccole realtà aziendali.