Il concorso Polizia Penitenziaria 2026 mette a disposizione 450 posti da allievo viceispettore, con candidature aperte fino alle 23:59 del 29 ottobre. Dentro quel numero ne vanno letti però altri due: 375, i posti davvero contendibili dai laureati esterni, e 15,39%, la quota di personale che manca al Corpo al 30 giugno 2026 secondo il Rapporto Antigone di metà anno.
I 75 posti già assegnati dentro i 450
Dei 450 posti complessivi, 75 sono riservati al personale della Polizia penitenziaria con almeno tre anni di anzianità effettiva: un sesto esatto del contingente. Ai cittadini italiani che vogliono entrare da esterni restano quindi 375 posti reali, con il requisito d'età non superiore a 32 anni compiuti alla scadenza, elevabile fino a tre anni per chi ha prestato servizio militare.
La riserva interna è un meccanismo comune nei concorsi delle Forze di polizia e serve a riconoscere l'esperienza maturata nei ruoli iniziali. Un principio analogo di quota riservata torna in altri bandi aperti ai più giovani: lo abbiamo raccontato nella guida sul Servizio civile 2026 e la riserva del 15%.
Un Corpo sotto del 15,39%: cosa dice il Rapporto Antigone
Il Rapporto Antigone di metà 2026, pubblicato il 5 agosto e aggiornato al 30 giugno, misura il divario che i vincitori di questo bando troveranno al momento dell'ingresso. Alla Polizia penitenziaria manca il 15,39% del personale previsto in pianta organica, con 32.212 unità effettive. Il rapporto detenuti-agente che ne risulta è pari a 2, a fronte di un valore programmato di 1,5, con oscillazioni regionali comprese tra 1,3 e 2,4; Lombardia, Puglia e Abruzzo registrano in media i valori più alti.
I 375 posti riservati ai laureati esterni, su una qualifica intermedia come quella di ispettore, non chiudono il buco complessivo. Il bando si inserisce in un calendario di reclutamento che il Ministero sta articolando su più ruoli del Corpo, da agenti a sovrintendenti a ispettori, tra il 2026 e l'inizio del 2027. L'intervento ministeriale del 1° ottobre, che chiarisce quali classi di laurea sono ammesse, va letto in questa cornice: una platea più ampia significa più domande e una selezione più stretta sul merito.
Titoli di studio, prove e scadenza del 29 ottobre
Il titolo richiesto è una laurea triennale che permetta l'acquisizione dei crediti per undici tra lauree magistrali e specialistiche a indirizzo giuridico ed economico: LMG/01 e 22/S per giurisprudenza, LM-63 e 71/S per scienze delle pubbliche amministrazioni, LM-56 e 64/S per scienze dell'economia, LM-77 e 84/S per scienze economico-aziendali, LM-62 e 70/S per scienza della politica, 102/S per teoria e tecniche della normazione e dell'informazione giuridica.
Il titolo può essere conseguito entro la prima prova d'esame. Chi ha dubbi sulla corrispondenza del proprio percorso dovrebbe verificare con l'ateneo prima di compilare la domanda; il Ministero della Giustizia ha pubblicato l'Avviso del 1° ottobre 2026 sui titoli di studio ammessi come riferimento ufficiale per sciogliere i casi dubbi.
La candidatura si trasmette dalla scheda del bando sul portale inPA, con accesso SPID. Il sistema accetta più invii entro la scadenza: vale sempre l'ultimo. La ricevuta va salvata, stampata e portata alla prova scritta, insieme al titolo dichiarato.
Il bando elimina la preselezione: si parte dallo scritto a risposta multipla su diritto penale, processuale penale e penitenziario, con soglia di superamento a 7/10. Seguono le prove di efficienza fisica, gli accertamenti psicofisici e attitudinali e la prova orale, superabile con 6/10. Il calendario sarà pubblicato sul sito ministeriale, ed è parte integrante della preparazione fino al giorno delle prove.
Il mese utile per l'invio della domanda è anche la finestra per impostare lo studio sui tre codici che decidono lo scritto. Chi conclude la triennale a dicembre o a febbraio può candidarsi subito: il titolo basta averlo prima della prima prova.
Domande frequenti
Quanti posti sono effettivamente disponibili per i laureati esterni nel concorso da viceispettore 2026?
Dei 450 posti complessivi, 375 sono destinati ai laureati esterni, mentre 75 sono riservati al personale interno della Polizia Penitenziaria.
Quali sono i requisiti di età e di titolo di studio per partecipare al concorso?
È necessario non aver compiuto 32 anni alla scadenza del bando, con un'estensione fino a 35 anni per chi ha svolto servizio militare. Il titolo richiesto è una laurea triennale che consenta l'accesso a specifiche lauree magistrali e specialistiche a indirizzo giuridico ed economico.
Come si presenta la domanda di partecipazione e cosa bisogna portare alla prova scritta?
La domanda va inviata tramite il portale inPA con autenticazione SPID e può essere modificata più volte: vale sempre l'ultima inviata. Alla prova scritta occorre portare la ricevuta della domanda e il titolo di studio dichiarato.
Qual è la struttura delle prove di selezione previste dal bando?
Le prove iniziano con uno scritto a risposta multipla su diritto penale, processuale penale e penitenziario; seguono prove di efficienza fisica, accertamenti psicofisici e attitudinali, e una prova orale. Non è prevista preselezione e il calendario delle prove sarà pubblicato sul sito del Ministero.
Qual è la situazione dell'organico nella Polizia Penitenziaria secondo il Rapporto Antigone 2026?
Al 30 giugno 2026, la Polizia Penitenziaria registra un deficit del 15,39% rispetto all'organico previsto, con un rapporto detenuti/agente superiore al programmato e differenze regionali significative.