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Morti sul lavoro: i 1.200 e le famiglie invisibili
Lavoro

Morti sul lavoro: i 1.200 e le famiglie invisibili

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Nel 2024 in Italia 1.202 denunce di infortuni mortali e 88mila malattie professionali. Il libro di Mancinone racconta chi non appare nei dati INAIL.

Ogni anno l'INAIL registra oltre mille infortuni sul lavoro mortali in Italia. Nel 2024 le denunce hanno raggiunto 1.202. Le malattie professionali hanno toccato 88.000 casi, il dato più alto dal triennio 1976-1978. Queste cifre, però, non contano i familiari: chi ha perso un marito, un figlio, un padre non entra in nessun registro ufficiale.

I numeri degli infortuni sul lavoro nel 2024

Dal boom economico degli anni Sessanta, quando in Italia morivano sul lavoro oltre 4.000 persone all'anno, la discesa è stata lenta ma costante. Poi si è fermata. Oggi l'Italia non riesce a scendere sotto la soglia delle mille vittime annue. Nel 2024 le denunce di infortuni mortali hanno superato 1.200. Il settore delle costruzioni è il più colpito: dati INAIL del 28 aprile 2026 confermano che le costruzioni pesano da sole circa l'11% degli infortuni mortali. Le analisi sulla valutazione dei rischi nei siti produttivi mostrano criticità strutturali che alimentano il fenomeno.

Le malattie professionali raccontano una storia ancora più silenziosa. Gli 88.000 casi denunciati nel 2024 sono il dato più alto dal triennio 1976-1978: sordità da rumore, danni da vibrazioni, patologie da amianto, disturbi muscolo-scheletrici. Progrediscono lentamente, raramente fanno notizia, ma lasciano gli stessi lutti.

Chi non entra mai nelle statistiche

È il terreno su cui si muove 'Corpi al macello. Il silenzio dei morti sul lavoro e la sofferenza dei superstiti', scritto dal giornalista Giovanni Mancinone ed edito da Rubbettino con la prefazione di Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro. Il volume esce per il Primo Maggio 2026 e raccoglie storie che coprono quasi 150 anni: dall'8 agosto 1956, quando 262 minatori - di cui 136 italiani - morirono nell'incendio della miniera di Marcinelle in Belgio, fino al 2023.

Tiziano Santelia era un lavoratore interinale in un'impresa siderurgica. Morì al suo decimo giorno di lavoro, senza aver ricevuto la formazione necessaria. Sua figlia Camilla aveva cinque anni. Crescendo, ha trasformato quel dolore in una tesi di laurea sulla sicurezza sul lavoro. Giuseppe Mancino nel 2015 accettò un impiego da edile a Pietracatella, in provincia di Campobasso: non era stato formato, le misure di sicurezza non erano state rispettate. Cadde da dieci metri. Il santuario dove lavorava è oggi dedicato alle vittime del lavoro. Sono vicende diverse per epoca e geografia, ma accomunate da un elemento: nessuna era inevitabile.

'Un incidente sul lavoro colpisce inesorabilmente anche i familiari di chi lo subisce', scrive Cesare Damiano nella prefazione. 'È una solitudine che ha molti volti. Uno stravolgimento che investe la vita sotto ogni aspetto. Persone che non hanno nessun interesse per i risarcimenti: qualcuno che amavano è ferito, menomato o è morto. E la prima esigenza è quella per la verità.' Nessun ufficio statistico conta queste persone.

La formazione che manca e i lavoratori più vulnerabili

Il filo che attraversa i casi del libro è costante: formazione assente, norme di sicurezza ignorate, precarietà che spinge ad accettare rischi senza poter protestare. I giovani al primo impiego e i lavoratori in somministrazione sono tra i più esposti. in un mercato del lavoro dove le competenze digitali valgono sempre di più, chi non accede a formazione adeguata parte svantaggiato anche sul piano della sicurezza. le nuove figure professionali del lavoro moderno mostrano che la trasformazione del mercato richiede tutele aggiornate su tutti i fronti.

'Corpi al macello' non propone soluzioni normative. Fa una cosa più difficile: dare un nome e un volto a chi rimane. Per chi ha perso un familiare sul lavoro, quel riconoscimento pubblico è spesso l'unica forma di giustizia raggiungibile. Finché la curva dei morti non torna a scendere in modo strutturale, quei nomi continueranno ad aggiungersi a una lista che nessuna banca dati ufficiale tiene.

Pubblicato il: 30 aprile 2026 alle ore 16:27

Domande frequenti

Quanti sono stati i morti sul lavoro in Italia nel 2024?

Nel 2024 in Italia sono state registrate 1.202 denunce di infortuni sul lavoro mortali, secondo i dati INAIL.

Quali settori sono maggiormente colpiti dagli infortuni mortali sul lavoro?

Il settore delle costruzioni è il più colpito, rappresentando circa l'11% degli infortuni mortali denunciati.

Qual è l'impatto delle malattie professionali nel 2024?

Nel 2024 sono stati denunciati 88.000 casi di malattie professionali, il dato più alto dal triennio 1976-1978, coinvolgendo patologie come sordità da rumore, danni da vibrazioni, amianto e disturbi muscolo-scheletrici.

In che modo le famiglie delle vittime vengono considerate dalle statistiche ufficiali?

Le famiglie delle vittime non vengono conteggiate nei registri ufficiali; la loro sofferenza rimane invisibile nelle statistiche e spesso il riconoscimento pubblico è l'unica forma di giustizia percepita.

Quali sono le principali cause degli incidenti mortali raccontate nell’articolo?

Le principali cause sono la mancanza di formazione adeguata, il mancato rispetto delle norme di sicurezza e la precarietà lavorativa che costringe molti a rischiare senza poter protestare.

Chi sono i lavoratori più vulnerabili agli incidenti sul lavoro?

I giovani al primo impiego e i lavoratori in somministrazione risultano tra i più esposti, soprattutto se privi di formazione e tutele adeguate nel contesto di un mercato del lavoro in trasformazione.

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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