I corsi di specializzazione per il sostegno didattico gestiti da INDIRE valgono 40 crediti formativi universitari (CFU), contro i 60 previsti dal TFA universitario ordinario. Un divario del 33% che diventa concreto quando si considera l'elemento assente dal programma INDIRE: il tirocinio indiretto, la fase in cui il futuro docente impara a riconoscere i propri errori attraverso la supervisione. La misura, nata come eccezionale, è al secondo anno consecutivo di proroga.
Da 30 a 40 CFU: la storia dei corsi ridotti
I corsi INDIRE sono stati istituiti con il D.L. 71/2024, convertito nella L. 106/2024, come risposta eccezionale alla carenza di docenti di sostegno specializzati per l'anno scolastico 2024/2025. Il piano originale prevedeva soltanto 30 CFU: la metà esatta del TFA ordinario. Solo dopo le pressioni delle associazioni di categoria il monte crediti è salito a 40. Il confronto con il percorso universitario completo resta penalizzante: 20 CFU in meno, pari a un terzo del programma. Come si è svolto il confronto tra Ministero e sindacati all'avvio dei corsi INDIRE
La proroga è arrivata con il D.L. 127/2025, convertito nella L. 164/2025, per estendere i corsi all'anno scolastico 2025/2026. La proroga di un decreto legge con un secondo decreto legge contraddice i requisiti costituzionali di urgenza e straordinarietà che giustificano questo strumento normativo. Se la misura era urgente nel 2024, non può essere ancora urgente nel 2026 per le stesse ragioni strutturali.
Il 40% ancora da specializzare
Il presidente dell'INDIRE, professor Manfredi, ha comunicato che il 60% dei docenti di sostegno privi di specializzazione ha acquisito il titolo attraverso i corsi già svolti. Resta circa il 40%: una quota stimata in circa 24.000 insegnanti confermati per l'anno scolastico 2026/2027, pari a circa uno su tre tra i docenti di sostegno non di ruolo.
Con il decreto ministeriale del 14 aprile 2026, il MIM ha bloccato l'avvio di nuovi percorsi universitari di specializzazione in molte province, motivando la decisione con la saturazione delle graduatorie per le supplenze. Il risultato pratico: i docenti non specializzati nelle province bloccate possono accedere soltanto ai corsi INDIRE a 40 CFU. Il parere favorevole dell'Osservatorio permanente che ha aperto la strada ai corsi
Il 40% ancora da formare potrebbe essere indirizzato ai percorsi ordinari delle università, finanziate con le risorse attualmente destinate ad INDIRE. In questo modo si manterrebbero i 60 CFU completi e il tirocinio indiretto come componente obbligatoria della formazione.
L'assenza del tirocinio indiretto
Il presidente INDIRE sostiene che il piano didattico dei corsi rispecchia quello dei percorsi ordinari, tenendo conto dell'esperienza già maturata dai corsisti, tutti docenti già in servizio. I dettagli dell'edizione 2026 sono disponibili nella pagina ufficiale del TFA INDIRE edizione 2026. La differenza di 20 CFU, tuttavia, non è solo formale.
Il tirocinio indiretto previsto nel TFA ordinario è la fase in cui il docente in formazione esamina la propria pratica con un supervisore, identifica gli errori metodologici e costruisce le competenze relazionali necessarie per lavorare con alunni con disabilità diverse. Nei corsi INDIRE questa componente riflessiva non è prevista: la formazione si basa sull'esperienza già acquisita dal docente, senza un momento strutturato di verifica critica.
La testimonianza concreta è arrivata da una madre di un alunno con disabilità, che su La Stampa del 5 maggio 2026 ha segnalato difficoltà dei docenti formati con i corsi INDIRE: scarsa preparazione relazionale, ore di lezione ridotte e assenza del tirocinio come fattori che compromettono la crescita educativa dell'alunno. Un quadro che riguarda anche le opportunità per chi ha percorsi formativi diversi: le iniziative per chi ha conseguito la specializzazione all'estero.
Con due anni di proroghe alle spalle, la misura non è più emergenziale nei fatti: è diventata strutturale. La domanda concreta è se 40 CFU senza tirocinio indiretto preparino adeguatamente i docenti per le complessità dell'inclusione scolastica. A rispondere non sarà un decreto, ma ogni singola aula.
Domande frequenti
Qual è la principale differenza tra i corsi INDIRE per il sostegno e il TFA ordinario?
La principale differenza è che i corsi INDIRE prevedono 40 CFU, 20 in meno rispetto ai 60 del TFA ordinario, e non includono il tirocinio indiretto supervisionato.
Perché i corsi INDIRE sono stati introdotti e a chi sono rivolti?
I corsi INDIRE sono stati introdotti come misura eccezionale per rispondere alla carenza di docenti di sostegno specializzati e sono rivolti a docenti già in servizio senza specializzazione.
Quali sono le criticità evidenziate riguardo alla proroga dei corsi INDIRE?
La proroga dei corsi INDIRE è stata criticata perché utilizza uno strumento normativo pensato per emergenze, ma la misura è stata estesa per due anni consecutivi, diventando di fatto strutturale e non più straordinaria.
Cosa comporta l’assenza del tirocinio indiretto nei corsi INDIRE?
L’assenza del tirocinio indiretto significa che i docenti non hanno una fase strutturata di supervisione e riflessione sulle proprie pratiche, elemento considerato fondamentale per sviluppare competenze relazionali e metodologiche nell’inclusione.
Quali sono le conseguenze pratiche del blocco dei percorsi universitari in alcune province?
In molte province, il blocco dei percorsi universitari obbliga i docenti non specializzati ad accedere esclusivamente ai corsi INDIRE da 40 CFU, limitando le possibilità di formazione più completa offerte dal TFA ordinario.
Esistono proposte alternative ai corsi INDIRE per specializzare i docenti di sostegno?
Sì, è stato proposto di indirizzare il 40% ancora da specializzare verso i percorsi universitari ordinari, finanziando le università con le risorse ora destinate a INDIRE, per garantire una formazione più completa con 60 CFU e tirocinio indiretto.