Indice dei capitoli
- Alla scoperta della pittura più antica del mondo
- Il mistero della mano di 67.800 anni
- Come gli scienziati hanno datato l’opera
- Cosa ci racconta sui primi esseri umani
- Perché questa scoperta cambia la storia dell’arte
Alla scoperta della pittura più antica del mondo
Una scoperta archeologica eccezionale ha portato alla luce quella che potrebbe essere la forma d’arte più antica finora conosciuta. Sulla piccola isola di Muna, nel sud‑est dell’Indonesia, in una grotta chiamata Liang Metanduno, un team di archeologi ha trovato il contorno di una mano dipinto su roccia, datato a almeno 67.800 anni fa. Questa datazione supera di migliaia di anni gli esempi precedenti di arte rupestre databili con certezza e sposta indietro nel tempo l’inizio della produzione artistica simbolica da parte degli esseri umani. La ricerca è stata coordinata da Maxime Aubert dell’Università Griffith in Australia e i risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Nature per sottoporre la scoperta alla comunità scientifica internazionale.
Il mistero della mano di 67.800 anni
La figura ritrovata nella grotta è uno stencil di mano umano realizzato spruzzando pigmento attorno alla mano appoggiata sulla parete, lasciando un contorno negativo. Il pigmento, di colore rossastro, è ormai molto sbiadito ma sufficientemente visibile per essere studiato. Ciò che distingue questa immagine da molte altre è la forma delle dita: i ricercatori hanno osservato che le estremità sembrano volutamente strette e appuntite, dando alla rappresentazione un aspetto simile a quello di un artiglio. Questo dettaglio stilistico suggerisce che il motivo non sia casuale, ma potrebbe avere avuto significati simbolici complessi, forse legati alla relazione tra esseri umani e animale o alla rappresentazione di identità culturali specifiche di quel gruppo. Inoltre, nell’area sono state trovate altre immagini più recenti, che mostrano come quella grotta sia stata un centro di produzione artistica per almeno 35.000 anni.
Come gli scienziati hanno datato l’opera
Per determinare l’età di questa pittura millenaria, gli studiosi si sono affidati a una tecnica di datazione altamente precisa basata sugli isotopi dell’uranio. In pratica, sono stati analizzati i microscopici depositi minerali di carbonato di calcio che si sono formati sopra e talvolta sotto il pigmento nel corso di millenni. Questi depositi contengono tracce di uranio che, attraverso la sua trasformazione radioattiva, fornisce un limite minimo per l’età dell’immagine, permettendo di stabilire con sicurezza che lo stencil fu creato almeno 67.800 anni fa. Questo approccio è considerato più affidabile per arte rupestre molto antica rispetto ad altri metodi, perché non data direttamente il pigmento ma il materiale naturale associato ad esso. Le analisi hanno anche confermato che la grotta è stata usata per creare pitture artistiche in epoche molto successive, il che indica una continuità di produzione artistica e culturale nell’area per decine di migliaia di anni.
Cosa ci racconta sui primi esseri umani
Questa scoperta rivoluziona la nostra comprensione delle prime espressioni artistiche, spostando indietro nel tempo le testimonianze di arte rupestre. Fino a oggi, le pitture più antiche conosciute in Europa, come El Castillo in Spagna e Chauvet in Francia, risalivano a 30–40.000 anni fa. Lo stencil di mano di Sulawesi, datato 67.800 anni fa, dimostra che la capacità di creare immagini simboliche era presente molto prima e in regioni diverse dall’Europa.
La grotta di Liang Metanduno mostra una tradizione artistica lunga oltre 35.000 anni, suggerendo che Sulawesi ospitava una delle culture artistiche più antiche e durature al mondo. Inoltre, queste pitture offrono nuove informazioni sui movimenti delle prime popolazioni umane: gli autori potrebbero essere stati membri di gruppi che si sono successivamente diffusi fino all’Australia, portando con sé conoscenze artistiche e simboliche. In questo senso, le opere non sono solo arte primitiva, ma testimoniano mobilità, comunicazione culturale e capacità cognitive avanzate dei primi Homo sapiens.
Perché questa scoperta cambia la storia dell’arte
La scoperta della pittura rupestre di 67.800 anni fa in Indonesia rappresenta un'importante pietra miliare nella comprensione delle origini dell'arte umana. Questo ritrovamento non solo amplia la nostra conoscenza delle prime espressioni artistiche, ma offre anche nuove prospettive sui movimenti e sulle interazioni delle antiche popolazioni umane. Future ricerche potrebbero rivelare ulteriori dettagli su queste antiche culture e sulle loro connessioni con altre regioni del mondo.
Ilaria Brozzi