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Referendum sulla Giustizia: cittadini chiamati alle urne il 22 e 23 marzo
Editoriali

Referendum sulla Giustizia: cittadini chiamati alle urne il 22 e 23 marzo

Disponibile in formato audio

Il prossimo 22 e 23 marzo 2026, gli italiani saranno chiamati a esprimersi sul referendum confermativo riguardante la riforma costituzionale della giustizia. Si vota sulla separazione delle carriere dei magistrati e l'istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura.

Introduzione al Referendum

Il 22 e 23 marzo 2026, i cittadini italiani saranno chiamati a partecipare al referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia, promossa dal governo Meloni. Questa consultazione popolare riguarda principalmente la separazione delle carriere dei magistrati e l'istituzione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura (CSM). La riforma, proposta dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, è stata approvata in Parlamento con maggioranza assoluta, ma non ha raggiunto i due terzi dei voti, rendendo necessario il referendum per la sua definitiva approvazione. È importante sottolineare che non è previsto un quorum: la riforma entrerà in vigore se i voti favorevoli supereranno quelli contrari.

Separazione delle Carriere dei Magistrati

Modifica dell'Articolo 104 della Costituzione

La riforma propone una modifica all'articolo 104 della Costituzione, aggiungendo la seguente frase: "Essa è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente". Questo implica la creazione di due carriere distinte per giudici e pubblici ministeri (PM), con concorsi separati per ciascuna funzione. In pratica, un aspirante magistrato dovrà scegliere fin dall'inizio se intraprendere la carriera di giudice o quella di PM.

Eliminazione dei Passaggi di Carriera

Attualmente, la legge consente ai magistrati di passare da una carriera all'altra una sola volta entro dieci anni dalla prima assegnazione. La riforma elimina questa possibilità, stabilendo che chi inizia come PM rimarrà tale, e lo stesso vale per i giudici. Questo cambiamento mira a garantire una maggiore specializzazione e indipendenza nelle rispettive funzioni.

Istituzione di Due Consigli Superiori della Magistratura

Struttura e Composizione

Con la separazione delle carriere, la riforma prevede la creazione di due Consigli Superiori della Magistratura: uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente. Entrambi saranno presieduti dal Presidente della Repubblica e includeranno membri di diritto, come il primo presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione.

Modalità di Selezione dei Membri

Una novità significativa riguarda la selezione dei membri dei CSM, che avverrà tramite sorteggio. I membri laici saranno estratti da un elenco di giuristi predisposto dal Parlamento, mentre i membri togati saranno sorteggiati tra tutti i magistrati con i requisiti stabiliti da una successiva legge ordinaria. Questa procedura mira a ridurre l'influenza delle correnti interne alla magistratura e a garantire maggiore imparzialità.

Creazione dell'Alta Corte Disciplinare

Funzioni e Composizione

La riforma introduce l'Alta Corte Disciplinare, un organo incaricato di gestire le questioni disciplinari relative ai magistrati ordinari. L'Alta Corte sarà composta da 15 membri: 3 nominati dal Presidente della Repubblica, 3 estratti a sorte da un elenco compilato dal Parlamento, 6 sorteggiati tra i magistrati giudicanti con almeno vent'anni di esperienza e 3 tra i magistrati requirenti con gli stessi requisiti. Il presidente dell'Alta Corte sarà eletto tra i membri laici.

Procedura e Ricorsi

Una legge ordinaria disciplinerà gli illeciti disciplinari, le sanzioni, la composizione dei collegi, il procedimento e il funzionamento dell'Alta Corte. Inoltre, le sentenze emesse saranno impugnabili solo davanti alla stessa Corte che ha giudicato in primo grado, ma con una composizione diversa, garantendo così un ulteriore livello di controllo e imparzialità.

Sintesi Finale

La riforma costituzionale proposta introduce cambiamenti significativi nel sistema giudiziario italiano, tra cui la separazione delle carriere dei magistrati, l'istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura e la creazione dell'Alta Corte Disciplinare. Queste modifiche mirano a garantire una maggiore specializzazione, indipendenza e imparzialità all'interno della magistratura. Il referendum del 22 e 23 marzo 2026 rappresenta un momento cruciale per il futuro della giustizia in Italia, offrendo ai cittadini l'opportunità di esprimere il proprio parere su queste importanti riforme.

Pubblicato il: 16 gennaio 2026 alle ore 12:54

Simona Alba

Articolo creato da

Simona Alba

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