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La Sottosegretaria Borgonzoni al Salone del Mobile: «Made in MiC porta la cultura italiana nel futuro»
Editoriali

La Sottosegretaria Borgonzoni al Salone del Mobile: «Made in MiC porta la cultura italiana nel futuro»

Il sottosegretario Lucia Borgonzoni inaugura il primo padiglione del Ministero della Cultura al Salone del Mobile di Milano, celebrando il dialogo tra patrimonio culturale, design e impresa.

Il debutto del Ministero della Cultura al Salone del Mobile

Per la prima volta nella storia della manifestazione, il Ministero della Cultura ha un proprio padiglione all'interno del Salone del Mobile di Milano. Si chiama Made in MiC ed è stato inaugurato lunedì 21 aprile dal sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni, in occasione della 64esima edizione della fiera che ogni anno richiama a Milano designer, imprenditori e creativi da tutto il mondo.

Una presenza istituzionale che segna un cambio di passo. Il MiC non si limita più al ruolo di custode del patrimonio, ma entra fisicamente nel luogo dove il sistema produttivo italiano si mette in mostra, cercando un dialogo diretto tra passato e futuro.

Le parole di Borgonzoni: orgoglio e visione strategica

Le dichiarazioni del sottosegretario Borgonzoni non lasciano spazio a interpretazioni ambigue sulla direzione intrapresa dal dicastero. «Sono davvero orgogliosa di inaugurare il primo padiglione del Ministero della Cultura all'interno del Salone del Mobile di Milano», ha affermato durante la visita. Poi ha aggiunto una frase che suona come un manifesto programmatico: «Noi eravamo, siamo e saremo cultura».

Borgonzoni ha sottolineato come lo spazio Made in MiC confermi due elementi distinti ma complementari: da un lato l'importanza della manifestazione milanese nel panorama internazionale, dall'altro il ruolo che la cultura gioca nel mondo delle imprese e del made in Italy. Un binomio che il Ministero intende coltivare con sempre maggiore convinzione.

«Il MiC è nato per tutelare il nostro patrimonio, il più grande che esista al mondo, e continua a farlo», ha precisato il sottosegretario, «affiancando però a questo lavoro anche la promozione dell'arte presente e futura, del genio italiano in tutte le sue forme di artigianato e di impresa creativa». Parole che tracciano una linea chiara: la tutela resta il pilastro fondamentale, ma non è più l'unico orizzonte.

Made in MiC: il concept che trasforma il merchandising in narrazione

Al centro del progetto presentato al Salone c'è un'idea ambiziosa: ripensare il merchandising culturale come autentico strumento di racconto del Paese. Non più semplici souvenir o riproduzioni, ma oggetti di narrazione capaci di veicolare identità, saperi e visione.

L'obiettivo dichiarato da Borgonzoni è «mettere in dialogo patrimonio culturale, design contemporaneo e sistema produttivo». Un triangolo che, se funziona, potrebbe generare ricadute significative sia in termini economici sia di immagine internazionale. Il padiglione propone un percorso espositivo pensato per mostrare idee, talenti e il modo in cui il saper fare italiano viene messo al servizio della cultura.

Si tratta, in sostanza, di un esperimento che tenta di superare la tradizionale separazione tra istituzioni culturali e mercato. Il design diventa lingua comune, ponte tra la memoria custodita nei musei e la creatività che alimenta le filiere produttive.

Il legame con il PNRR e le imprese culturali creative

Durante la visita ai padiglioni del Salone, Borgonzoni ha evidenziato un altro aspetto rilevante. Tra gli espositori figurano aziende che hanno partecipato al bando Imprese Culturali Creative, promosso dal Ministero della Cultura grazie ai fondi del PNRR. Un'iniziativa che dimostra come le risorse europee stiano trovando applicazione concreta nel tessuto imprenditoriale legato alla cultura.

«In tutti i padiglioni si intrecciano con sapienza innovazione, tradizione e passione», ha osservato il sottosegretario. Non è retorica vuota: il bando ha effettivamente sostenuto realtà che operano all'incrocio tra artigianato, tecnologia e creatività, un segmento dell'economia italiana spesso sottovalutato nelle statistiche ma vitale per la competitività del Paese. Borgonzoni ha infine rivolto un ringraziamento al personale del Ministero coinvolto nella realizzazione del padiglione, definendolo un lavoro portato avanti «con passione, con testa e cuore». Un riconoscimento che, al di là della formula di cortesia, segnala la volontà di valorizzare le competenze interne al dicastero.

Un nuovo capitolo per la promozione culturale italiana

Il debutto del MiC al Salone del Mobile rappresenta qualcosa di più di un'operazione di immagine. È il segnale che il Ministero della Cultura intende occupare spazi nuovi, uscendo dal perimetro tradizionale della conservazione per entrare nel vivo del sistema economico e creativo del Paese. Le dichiarazioni di Borgonzoni, con il loro tono insieme celebrativo e programmatico, indicano una strategia precisa: far percepire la cultura non come costo da sostenere, ma come asset produttivo da integrare nelle filiere del made in Italy. Se il progetto Made in MiC riuscirà a trasformare questa visione in risultati misurabili, lo diranno le prossime edizioni del Salone e, soprattutto, i numeri.

Pubblicato il: 21 aprile 2026 alle ore 16:29

Domande frequenti

Che cos'è il progetto Made in MiC presentato al Salone del Mobile?

Made in MiC è il primo padiglione del Ministero della Cultura al Salone del Mobile, ideato per promuovere la cultura italiana come elemento strategico nel dialogo tra patrimonio, design contemporaneo e sistema produttivo.

Qual è il significato della presenza del Ministero della Cultura al Salone del Mobile?

La presenza del MiC segna un cambio di passo: il Ministero non si limita più alla tutela del patrimonio, ma si propone come attore protagonista nel sistema produttivo e creativo, promuovendo la cultura come risorsa per il futuro.

In che modo Made in MiC ripensa il merchandising culturale?

Il progetto trasforma il merchandising da semplice souvenir a strumento di narrazione, offrendo oggetti che veicolano identità, saperi e visione del Paese, e mettendo in dialogo memoria e innovazione.

Qual è il collegamento tra il padiglione Made in MiC e il PNRR?

Alcune aziende presenti al padiglione hanno partecipato al bando Imprese Culturali Creative, sostenuto dal PNRR, dimostrando come le risorse europee vengano investite concretamente nell'innovazione e nella creatività del settore culturale italiano.

Quale strategia intende perseguire il Ministero della Cultura con questa iniziativa?

Il Ministero mira a valorizzare la cultura come asset produttivo, integrandola nelle filiere del made in Italy e promuovendola come motore di competitività economica e d'immagine internazionale.

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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