Sommario
- I numeri del 2025: raccolta e riciclo in forte crescita
- Obiettivi di legge superati in ogni comparto
- La rete di partnership dietro i risultati
- Carta, plastica e legno: i dettagli del riciclo
- La sfida del regolamento europeo PPWR
- Un modello per l'economia circolare italiana
- Domande frequenti
Il consorzio no profit Erion Packaging, dedicato alla gestione dei rifiuti di imballaggi provenienti da prodotti tecnologici, ha chiuso il 2025 con un bilancio che ridefinisce gli standard del settore in Italia. Oltre 30.000 tonnellate di imballaggi riciclati, un incremento del 32% rispetto all'anno precedente, e il superamento sistematico di tutti i target normativi. Numeri che, in soli tre anni di attività operativa, collocano il consorzio tra i protagonisti della transizione ecologica nazionale, proprio mentre l'Europa si prepara a introdurre regole più stringenti con il nuovo regolamento sugli imballaggi.
I numeri del 2025: raccolta e riciclo in forte crescita
I dati diffusi dal consorzio non lasciano spazio a interpretazioni. Nel corso del 2025, Erion Packaging ha raccolto su tutto il territorio nazionale oltre 36.000 tonnellate di rifiuti di imballaggi, con un balzo del +46% rispetto alle circa 25.000 tonnellate del 2024. Il dato sul riciclo effettivo è altrettanto eloquente: si è passati da circa 23.000 tonnellate a oltre 30.000, con una crescita del 32%. Volumi che, guardando al triennio, risultano più che triplicati rispetto al 2023. Una progressione che Andrea Bizzi, Direttore Generale di Erion Packaging, ha definito "un segnale importante per tutto il mercato dei prodotti tecnologici". La traiettoria ascendente non è casuale, ma il frutto di una strategia che ha puntato sull'ampliamento della base consortile e sull'efficienza operativa lungo l'intera filiera.
Obiettivi di legge superati in ogni comparto
Il risultato più significativo riguarda il rapporto tra riciclo effettivo e immesso al consumo. Erion Packaging ha raggiunto un tasso di riciclo complessivo del 76,5%, ben oltre l'obiettivo di legge fissato al 65%. Ma è nei singoli materiali che il quadro diventa ancora più nitido:
- Carta: riciclo al 76,3% contro un target normativo del 75%
- Plastica: 70,7% a fronte di un obiettivo del 50%, superato di oltre venti punti percentuali
- Legno: un impressionante 84,1%, più di tre volte il target del 25%
Questi numeri certificano che il sistema messo in piedi dal consorzio non si limita a rispettare i requisiti minimi, ma li oltrepassa con margini considerevoli. Il comparto del legno, in particolare, evidenzia un'efficienza di filiera che pochi avrebbero previsto per un consorzio così giovane. La plastica, materiale notoriamente più complesso da trattare, registra comunque una performance che supera nettamente le aspettative del legislatore.
La rete di partnership dietro i risultati
Dietro le cifre c'è un lavoro capillare di costruzione e consolidamento delle relazioni con gli operatori della filiera. Nel 2025, 33 nuove aziende sono entrate nella compagine consortile, portando l'immesso al consumo complessivo a circa 40.000 tonnellate, con un incremento del 37%. Il consorzio ha ampliato in modo significativo la propria rete di convenzioni, coinvolgendo stabilimenti produttivi, operatori logistici, distributori e installatori. Soggetti che, per la natura della loro attività, generano volumi rilevanti di rifiuti di imballaggi legati ai prodotti tecnologici. Bizzi ha sottolineato come Erion Packaging abbia dimostrato di "poter soddisfare tutti i requisiti normativi" e di aver implementato un sistema "eccellente dal punto di vista ambientale, sostenibile da quello economico, e ottimizzato sulla base delle esigenze dei Consorziati".
Carta, plastica e legno: i dettagli del riciclo
Entrando nel merito dei singoli flussi di materiale, il corretto trattamento dei rifiuti ha prodotto risultati tangibili. Sono state riciclate oltre 19.000 tonnellate di carta, l'84% delle quali proveniente dal comparto industriale e commerciale, una quantità equivalente a circa 3,8 miliardi di fogli A4. Per la plastica, le tonnellate riciclate superano quota 6.000, di cui più di 5.300 dal settore commercio e industria: l'equivalente, per dare un'idea concreta, di 2,4 milioni di sedie da giardino. Infine, circa 4.400 tonnellate di legno industriale, interamente dal comparto commerciale, corrispondenti a circa 220.000 pallet. La prevalenza del canale industriale e commerciale nei flussi raccolti conferma la vocazione specifica del consorzio, che opera in un segmento distinto rispetto alla raccolta urbana tradizionale.
La sfida del regolamento europeo PPWR
Lo sguardo di Erion Packaging è già rivolto al prossimo futuro. Dal 12 agosto 2026 entrerà in vigore il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), che introdurrà requisiti più severi in termini di progettazione, riciclabilità e riutilizzo. Gli imballaggi dovranno essere concepiti per ridurre l'impatto ambientale lungo l'intero ciclo di vita, e i produttori saranno chiamati a un coinvolgimento più diretto nella gestione dei rifiuti. Per il consorzio, questo significa garantire flussi tracciabili, misurabili e sempre più efficienti. Bizzi ha indicato come obiettivo prioritario il rafforzamento del ruolo di Erion Packaging nella filiera della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), posizionandosi come interlocutore capace di semplificare gli adempimenti normativi e generare valore concreto per le aziende associate.
Un modello per l'economia circolare italiana
I risultati del 2025 disegnano un quadro chiaro. In tre anni di attività, Erion Packaging ha costruito un sistema che funziona, cresce e supera costantemente i target imposti dalla normativa. La capacità di triplicare i volumi gestiti, di attrarre nuove aziende e di mantenere tassi di riciclo ben al di sopra degli obblighi di legge rappresenta una dimostrazione concreta che l'economia circolare applicata al settore tecnologico non è solo un obiettivo teorico. Con l'arrivo del PPWR, il banco di prova diventerà più impegnativo. Ma i numeri attuali suggeriscono che il consorzio dispone delle basi, sia operative che strategiche, per affrontare la transizione verso standard ancora più ambiziosi.