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Il Senatore Occhiuto punta sulla rigenerazione urbana: il ddl S.863 in commissione
Editoriali

Il Senatore Occhiuto punta sulla rigenerazione urbana: il ddl S.863 in commissione

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Occhiuto (FI) vuole la legge sulla rigenerazione urbana entro il 2027: il 72% degli edifici italiani è stato costruito prima del 1980.

Il senatore Mario Occhiuto (Forza Italia), architetto di professione, ha dichiarato il 19 maggio al convegno "Carta di Parma - un manifesto collettivo per l'architettura italiana oggi" l'obiettivo di approvare entro la legislatura una legge organica sulla rigenerazione urbana. L'intervento è avvenuto a Palazzo Madama, dove il senatore è il primo firmatario del disegno di legge S.863 sulla rigenerazione urbana - Senato, presentato il 7 settembre 2023 e attualmente all'esame delle Commissioni Ambiente e Lavori Pubblici. Richiamando la propria esperienza da sindaco, Occhiuto ha indicato nelle scelte urbanistiche e architettoniche uno strumento concreto per migliorare il benessere delle comunità. Ha anche sottolineato la necessità di una "maggiore responsabilità politica e culturale" sui temi della sostenibilità, della qualità degli spazi pubblici e dell'identità dei luoghi.

Il ddl S.863 e cosa prevede la proposta di Occhiuto

Il disegno di legge S.863 punta a introdurre a livello nazionale procedure amministrative semplificate per la trasformazione e il recupero del patrimonio edilizio urbano, un Fondo nazionale dedicato direttamente a Comuni e Città Metropolitane e un ruolo centrale degli enti locali nella definizione degli interventi. L'Associazione Nazionale Comuni Italiani, in audizione il 28 febbraio 2024 in Commissione Ambiente al Senato, ha definito il testo "un valido testo base per la costruzione di un Testo Unificato". Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, che ha rappresentato l'ANCI nell'audizione, ha sottolineato come il ddl valorizzi la centralità dei Comuni nelle scelte di trasformazione urbana. L'obiettivo dichiarato dal senatore è arrivare a "un testo condiviso ed efficace", capace di promuovere i concorsi di architettura come strumento per garantire qualità progettuale e tutela dello spazio pubblico.

Il patrimonio edilizio italiano: dati e urgenza normativa

I dati del patrimonio edilizio nazionale rendono urgente un quadro legislativo. Lo stock residenziale italiano conta oltre 12,5 milioni di edifici per 32 milioni di abitazioni: il 72% è stato costruito prima del 1980, quando non era ancora in vigore la prima legge nazionale sull'efficienza energetica degli edifici (L. 373/1976). L'68,5% delle abitazioni ricade nelle classi energetiche E, F o G, le più energivore, secondo il rapporto CRESME-Fondazione Symbola. Il Superbonus 110% ha avviato processi di riqualificazione su circa 502 mila edifici, con investimenti complessivi di 125 miliardi di euro al 31 dicembre 2025 (dati ENEA): un risultato significativo, ma su un patrimonio molto più vasto e diversificato. Senza una legge organica di riferimento, la rigenerazione urbana resta affidata a normative regionali non coordinate, con trattamenti difformi tra i territori del Paese.

La XIX legislatura si chiude nel 2027: il margine per costruire un consenso parlamentare attorno al ddl S.863 è ancora aperto, ma richiede che le Commissioni completino l'esame in tempi certi. Il convegno "Carta di Parma", promosso dal mondo dell'architettura italiana, ha offerto a Palazzo Madama un manifesto collettivo e, al dibattito parlamentare, un ulteriore argomento per accelerare verso l'approvazione di una legge attesa da oltre un decennio.

Domande frequenti

Qual è l'obiettivo principale del disegno di legge S.863 presentato dal senatore Occhiuto?

L'obiettivo del ddl S.863 è approvare una legge organica sulla rigenerazione urbana, introducendo procedure amministrative semplificate e un Fondo nazionale per sostenere i Comuni e le Città Metropolitane negli interventi di recupero e trasformazione del patrimonio edilizio urbano.

Perché è urgente intervenire sulla rigenerazione urbana in Italia?

La maggior parte degli edifici residenziali italiani è stata costruita prima dell'introduzione di normative sull'efficienza energetica, e il 68,5% delle abitazioni si trova nelle classi energetiche meno efficienti, rendendo necessario un intervento normativo coordinato e nazionale.

Quali sono le principali novità introdotte dal ddl S.863 rispetto alla normativa attuale?

Il ddl S.863 prevede semplificazioni amministrative, la creazione di un fondo nazionale dedicato e un ruolo centrale per gli enti locali nella definizione degli interventi, superando così la frammentazione derivante dalle normative regionali attuali.

Che ruolo avranno i Comuni nella nuova legge sulla rigenerazione urbana?

I Comuni avranno un ruolo centrale nella pianificazione e nell'attuazione degli interventi di rigenerazione urbana, come riconosciuto anche dall'Associazione Nazionale Comuni Italiani durante le audizioni parlamentari.

In che modo il ddl S.863 promuove la qualità architettonica degli interventi?

Il ddl S.863 incentiva l'utilizzo dei concorsi di architettura come strumento per garantire la qualità progettuale e la tutela degli spazi pubblici nelle operazioni di rigenerazione urbana.

Quali sono i prossimi passi per l'approvazione del ddl S.863?

Il disegno di legge è attualmente in esame presso le Commissioni Ambiente e Lavori Pubblici del Senato e dovrà essere discusso e approvato entro la fine della legislatura, prevista per il 2027, per diventare operativo.

Pubblicato il: 19 maggio 2026 alle ore 10:11

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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