Loading...
Il Regno Unito rientra nel programma Erasmus con l'Unione europea
Editoriali

Il Regno Unito rientra nel programma Erasmus con l'Unione europea

Disponibile in formato audio

Dopo cinque anni dall'uscita post-Brexit, il Regno Unito ha annunciato il rientro nel programma Erasmus+ a partire dal gennaio 2027, segnando un significativo passo avanti nelle relazioni con l'Unione Europea.

Il Regno Unito ha annunciato il suo rientro nel programma Erasmus+ a partire dal gennaio 2027, segnando un significativo passo avanti nelle relazioni con l'Unione Europea. Questa decisione rappresenta un'inversione di rotta rispetto all'uscita dal programma avvenuta nel 2020, in seguito alla Brexit.

Il contesto storico: dall'uscita alla riadesione

Nel dicembre 2020, il Regno Unito aveva deciso di abbandonare il programma Erasmus+, ritenendo che i costi superassero i benefici. L'allora Primo Ministro Boris Johnson aveva motivato la scelta sottolineando che il paese accoglieva più studenti europei di quanti ne inviava all'estero, rendendo il saldo finanziario sfavorevole. In sostituzione, era stato introdotto il programma Turing, che tuttavia non ha raggiunto la stessa popolarità e efficacia di Erasmus+.

Dettagli dell'accordo e implicazioni finanziarie

L'accordo prevede che il Regno Unito contribuisca con 570 milioni di sterline (circa 650 milioni di euro) per l'anno accademico 2027/28, una cifra negoziata con uno sconto del 30% rispetto ai termini standard per i paesi non membri dell'UE. Questo investimento consentirà a oltre 100.000 studenti britannici di beneficiare del programma nel primo anno di riadesione.

Reazioni politiche e istituzionali

Il Primo Ministro Keir Starmer ha descritto l'accordo come l'inizio di una "nuova era" nelle relazioni con l'UE. Il Ministro per le Relazioni con l'UE, Nick Thomas-Symonds, ha dichiarato: "L'adesione a Erasmus+ è una grande vittoria per i nostri giovani, che abbatte le barriere e allarga gli orizzonti per garantire a tutti, di qualsiasi provenienza, l'opportunità di studiare e formarsi all'estero".

Impatto sul sistema educativo britannico ed europeo

Il rientro nel programma Erasmus+ offre agli studenti britannici l'opportunità di studiare in università europee senza costi aggiuntivi, favorendo lo scambio culturale e accademico. Allo stesso modo, gli studenti europei potranno frequentare istituzioni britanniche, arricchendo il panorama educativo del Regno Unito. Questo scambio reciproco è visto come un passo positivo per rafforzare i legami tra le future generazioni europee.

Prospettive future per la cooperazione UK-UE

Oltre al rientro in Erasmus+, il Regno Unito e l'UE hanno avviato negoziati per una maggiore integrazione dei mercati dell'elettricità e hanno fissato obiettivi per accordi su commercio alimentare e collegamento dei mercati del carbonio entro il prossimo anno. Questi sviluppi indicano una volontà reciproca di collaborare su vari fronti, nonostante le sfide poste dalla Brexit.

##

Pubblicato il: 19 dicembre 2025 alle ore 11:55

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

Articoli Correlati