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Il capitale di amicizie è lo scudo: 36 punti sulla solitudine giovanile
Editoriali

Il capitale di amicizie è lo scudo: 36 punti sulla solitudine giovanile

Il 32% dei giovani adulti si sente solo, ma con oltre 10 amici si scende al 14,9%. Il nodo delle reti e il fondo AscoltaMI da 18,5 milioni.

Chi ha meno di tre amici si sente solo nel 51,4% dei casi, chi ne ha almeno dieci solo nel 14,9%. Tra i due estremi la differenza è di 36,5 punti: più del doppio del divario Nord-Sud e tre volte quello di genere. È qui, non nel dato aggregato del 32% di giovani adulti isolati, che si gioca la partita.

Il 32% che ribalta la geografia della socialità

L'indagine 2025 pubblicata il 9 ottobre dall'Osservatorio per l'informazione statistica misura la quota di 18-34enni che si sentono soli al 32%, contro il 20,2% degli altri adulti. Il divario di genere è netto: 36,8% tra le ragazze, 24,8% tra i ragazzi, dodici punti pieni di distanza. Le ragazze pagano anche la quota più alta di ansia e depressione grave.

La vera novità è la mappa territoriale. Al Sud la solitudine giovanile tocca il 36,7%, al Centro il 32,1%, al Nord il 27,6%: nove punti di scarto che ribaltano un cliché storico. Il Mezzogiorno era la terra delle reti familiari e di vicinato, della socialità lenta che faceva da ammortizzatore. Oggi è la fascia più esposta all'isolamento, segno che quelle reti non reggono più il carico delle transizioni verso la vita adulta.

Gli amici scelti, non quelli ereditati, sono lo scudo

Il dato che pochi hanno letto è la scala degli amici. Chi dichiara al massimo due amici si sente solo nel 51,4% dei casi; chi ne ha da tre a quattro, nel 38,2%; chi ne ha da cinque a nove, nel 29,4%; chi ne ha almeno dieci, nel 14,9%. Il salto tra i due estremi è di 36,5 punti, un ordine di grandezza che nessun'altra variabile dell'indagine replica.

La ricerca mostra che il supporto familiare e la rete di quartiere non proteggono. A proteggere è la rete che il giovane si costruisce, i pari scelti come interlocutori quotidiani. È un'informazione pratica, perché separa due interventi: ricucire relazioni familiari è utile ma non basta, serve una pedagogia dell'amicizia che si costruisce dove i giovani passano le ore, cioè a scuola.

Il peso di questo dato si capisce leggendolo accanto alla correlazione tra solitudine e depressione, pari a 0,77 su una scala che arriva a 1: una quasi proporzionalità. La quota di depressi tra i giovani adulti è scesa dal 20% del 2022 al 18% del 2025, misurata con il questionario clinico PHQ-9. Prevenire la solitudine è prevenzione psichiatrica a monte, un dato che pesa quando si guarda alla fotografia ISTAT sulla salute mentale.

AscoltaMI da 18,5 milioni, ma il modello è ancora riparativo

La risposta pubblica c'è e ha una cifra precisa. La legge di bilancio 2025 ha istituito un fondo strutturale per il sostegno psicologico agli studenti: 10 milioni per il 2025 e 18,5 milioni l'anno dal 2026. Il decreto MIM n. 56 del 30 marzo 2026 attiva il servizio AscoltaMI, un voucher da 250 euro per cinque sedute con uno psicologo accreditato, riservato a studenti dell'ultimo anno delle medie e del primo biennio delle superiori.

Il perimetro racconta i limiti. AscoltaMI è un presidio clinico individuale, pensato per intercettare chi è già in difficoltà, non per costruire le reti di pari che l'indagine indica come fattore protettivo. Resta fuori la fascia 18-34, cioè proprio il bacino che registra il 32% di isolamento. Lo stesso perimetro programmatico, come mostra il documento di finanza pubblica del 2027, mette risorse sui servizi sanitari e poche righe sul capitale relazionale giovanile.

A fare il quadro di contesto si aggiungono la precarietà abitativa dei giovani adulti nelle grandi città, già raccontata a proposito di Milano, e un welfare generazionale che resta sbilanciato verso l'età anziana, come emerge anche dal nodo delle pensioni minime. Chi cambia città per lavoro o studio perde proprio quella rete di pari che l'indagine indica come lo scudo più efficace.

La scuola ha gli strumenti per lavorare prima del voucher: orari che favoriscono gruppi stabili, laboratori pomeridiani, tutoraggio tra pari, spazi per associazionismo studentesco. Sono interventi a basso costo marginale ma ad alto effetto, perché agiscono proprio sulla variabile da 36,5 punti. Senza quel passaggio, il fondo da 18,5 milioni finirà per curare un disagio che la stessa scuola, con un'organizzazione diversa, potrebbe prevenire.

Domande frequenti

Qual è il legame tra numero di amici e solitudine tra i giovani?

L'indagine mostra che chi ha meno di tre amici si sente solo nel 51,4% dei casi, mentre tra chi ne ha almeno dieci la percentuale scende al 14,9%. Avere una rete di amici scelti è il fattore più protettivo contro la solitudine giovanile.

Come varia la solitudine giovanile tra Nord, Centro e Sud Italia?

La solitudine giovanile è più alta al Sud (36,7%), seguita dal Centro (32,1%) e dal Nord (27,6%). Questo dato ribalta il cliché storico che vedeva il Mezzogiorno come più protetto grazie alle reti familiari e di vicinato.

Quali sono le differenze di genere nella percezione di solitudine e disagio psicologico?

Le ragazze si sentono sole più dei ragazzi (36,8% contro 24,8%) e registrano anche una quota più alta di ansia e depressione grave. Il divario di genere nella solitudine giovanile è di 12 punti percentuali.

Cosa prevede il servizio AscoltaMI per il sostegno psicologico agli studenti?

AscoltaMI offre un voucher da 250 euro per cinque sedute con uno psicologo accreditato, destinato agli studenti dell'ultimo anno delle medie e del primo biennio delle superiori. Tuttavia, non copre la fascia 18-34 anni, che è la più colpita dalla solitudine.

Quali interventi scolastici possono prevenire la solitudine tra i giovani?

La scuola può favorire la creazione di reti di pari attraverso orari che incentivano gruppi stabili, laboratori pomeridiani, tutoraggio tra pari e spazi per l'associazionismo studentesco. Questi interventi aiutano a costruire il capitale relazionale, riducendo il rischio di solitudine.

Perché la prevenzione della solitudine è importante per la salute mentale?

La solitudine è fortemente correlata alla depressione, con un coefficiente di 0,77. Prevenire la solitudine tra i giovani equivale a una forma di prevenzione psichiatrica precoce, riducendo l'incidenza di disagio mentale.

Pubblicato il: 9 ottobre 2026 alle ore 12:15

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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