La filiera tecnico-professionale 4+2 quasi raddoppia gli iscritti in un anno: per il 2026/2027 il Ministero dell'Istruzione e del Merito registra 10.532 domande di iscrizione, rispetto alle 5.449 dell'anno scolastico precedente. Il percorso unisce quattro anni di istituto tecnico o professionale a due anni di ITS Academy e ha completato il passaggio da fase sperimentale a ordinamentale: per il solo anno in corso sono stati autorizzati 532 nuovi percorsi e oltre 700 istituti coinvolti su scala nazionale, con circa 400 che attivano la filiera per la prima volta.
La riforma entra a regime
La dichiarazione è della sottosegretaria al Ministero dell'Istruzione Paola Frassinetti, intervenuta il 27 aprile al convegno "Istruzione, formazione, competenze per il settore dell'artigianato artistico" nella 90a edizione di Mida a Firenze. "Adesso è strutturata, è ordinamentale e gli iscritti e i laboratori sono raddoppiati", ha detto Frassinetti riferendosi al consolidamento della riforma. La sottosegretaria ha ricordato l'origine parlamentare della misura: "La filiera 4+2 è una legge voluta da tutto il Parlamento, l'abbiamo votata tutti". Il modello punta a integrare scuola, università, fondazioni ed enti locali per rispondere alla domanda di tecnici qualificati da parte delle aziende. Frassinetti ha tuttavia precisato un confine: "La scuola non deve essere un'azienda. La scuola è la scuola e deve mantenere una struttura didattica". Il dato sui laboratori raddoppiati, citato accanto a quello degli iscritti, conferma che la crescita della filiera è al tempo stesso quantitativa e infrastrutturale.
Il Mezzogiorno inverte la rotta
Il dato che distingue il ciclo 2026/2027 dai precedenti è la crescita nel Mezzogiorno, territorio tradizionalmente orientato verso i licei. Il comunicato del MIM sulle iscrizioni 2026/2027 parla esplicitamente di "boom nel Mezzogiorno": un segnale che la filiera tecnico-professionale sta acquisendo credibilità sociale anche in aree dove fino a pochi anni fa il percorso liceale era quasi l'unica opzione percepita. Sul fronte occupazionale, i dati del monitoraggio INDIRE 2025 sugli ITS Academy indicano che l'84% dei diplomati trova lavoro entro un anno dal titolo, con il 93% degli impieghi coerente con il percorso formativo. Il 90% di occupazione citato da Frassinetti nel suo intervento fa riferimento ai Paesi europei dove sistemi analoghi hanno una tradizione più lunga e un tasso di penetrazione nel tessuto produttivo più elevato.
Il quadro si inserisce nell'allarme già sollevato dal ministro Valditara: le imprese italiane cercano 160.000 diplomati tecnici l'anno, ma il sistema attualmente ne produce 153.000, con un disavanzo destinato ad allargarsi se la composizione delle scelte scolastiche non cambia strutturalmente. Con l'allargamento della filiera 4+2 a nuovi istituti e il primo segnale concreto di inversione al Sud, il Governo punta a colmare un gap che, secondo le proiezioni ministeriali, potrebbe tradursi in oltre 110.000 posizioni vacanti nel settore tecnico nei prossimi anni.