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Donne, lavoro e cambiamento perché cresce l’addio ai ruoli ad alta pressione
Editoriali

Donne, lavoro e cambiamento perché cresce l’addio ai ruoli ad alta pressione

Sempre più donne in ruoli ad alta pressione stanno rallentando o cambiando carriera per tutelare equilibrio, salute mentale e qualità della vita. Tra carichi familiari e nuovi modelli di successo, sta emergendo una visione del lavoro più sostenibile che valorizza benessere e flessibilità senza rinunciare alla professionalità.

Sommario

  • Perché il modello di carriera basato sulla pressione costante sta entrando in crisi
  • Cosa spinge molte donne ai vertici a cambiare percorso professionale
  • Burnout femminile e carico invisibile: perché colpisce in modo diverso le donne
  • La situazione in Italia tra carichi di lavoro, famiglia e sostenibilità professionale
  • Il ruolo della maternità nelle scelte di rallentamento o trasformazione della carriera
  • Come sta evolvendo il concetto di successo femminile
  • I nuovi modelli di lavoro che emergono dopo l’uscita dai ruoli ad alta pressione
  • Conclusione

Perché il modello di carriera basato sulla pressione costante sta entrando in crisi

Per molti anni il successo professionale è stato costruito attorno a un’idea di disponibilità totale.

Orari lunghi, responsabilità crescenti, reperibilità continua e una forte identificazione tra valore personale e rendimento lavorativo hanno rappresentato la normalità per chi ambiva ai ruoli di leadership.

Questo modello ha favorito carriere rapide e riconoscimento sociale, ma ha anche creato ambienti in cui la pressione è diventata strutturale e la stanchezza una condizione cronica.

Negli ultimi anni sempre più donne che hanno raggiunto posizioni dirigenziali o ruoli di leadership stanno mettendo in discussione questa impostazione.

L’intensità costante, l’assenza di reali spazi di recupero e la difficoltà di conciliare lavoro e vita privata stanno mostrando un costo umano sempre più evidente.

Cresce così una riflessione collettiva sulla sostenibilità reale di carriere costruite esclusivamente sulla performance continua.

Cosa spinge molte donne ai vertici a cambiare percorso professionale

Dietro queste scelte non c’è una decisione impulsiva, ma un processo graduale di consapevolezza.

Le professioni ad alta responsabilità richiedono concentrazione costante, gestione di obiettivi complessi, pressione sui risultati e una presenza mentale che spesso prosegue anche fuori dall’orario lavorativo.

Con il tempo molte donne raccontano di vivere in uno stato di urgenza continua, con la sensazione di non riuscire mai a staccare davvero.

Il lavoro occupa spazi sempre più ampi della quotidianità, riducendo tempo personale, relazioni e possibilità di recupero.

Rallentare o cambiare direzione diventa così una scelta lucida per tutelare salute, equilibrio e qualità della vita.

Burnout femminile e carico invisibile: perché colpisce in modo diverso le donne

Il burnout nelle donne che ricoprono ruoli ad alta pressione assume spesso caratteristiche specifiche.

Oltre alle responsabilità professionali, molte continuano a sostenere una parte significativa del lavoro domestico, organizzativo ed emotivo legato alla gestione familiare, quello che viene spesso definito carico invisibile.

Questa doppia presenza, sul lavoro e nella sfera privata, genera un affaticamento progressivo che si accumula nel tempo.

Le donne ai vertici si trovano frequentemente a dover garantire performance elevate mentre mantengono il controllo dell’organizzazione quotidiana della vita familiare, con pochissimi spazi reali di recupero.

Anche la Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce il burnout come conseguenza di stress cronico sul lavoro, e numerosi studi mostrano come l’impatto sia spesso più intenso sulle donne proprio per la sovrapposizione dei ruoli e delle responsabilità.

La situazione in Italia tra carichi di lavoro, famiglia e sostenibilità professionale

In Italia questo fenomeno si inserisce in un contesto particolarmente complesso.

Le analisi condotte da vari enti mostrano una crescita dei livelli di stress lavoro-correlato e una forte difficoltà di conciliazione tra vita professionale e privata.

Il mercato del lavoro italiano resta ancora in larga parte legato a modelli rigidi, con orari prolungati e una cultura della presenza che spesso valorizza il tempo trascorso in ufficio più dei risultati reali.

Questo sistema pesa in modo particolare sulle donne che ricoprono ruoli di responsabilità, chiamate a sostenere contemporaneamente alte pressioni professionali e carichi familiari ancora oggi distribuiti in modo diseguale.

Sempre più professioniste iniziano così a rivedere le proprie scelte di carriera cercando soluzioni più compatibili con una vita equilibrata.

Il ruolo della maternità nelle scelte di rallentamento o trasformazione della carriera

Per molte donne la maternità rappresenta un momento di profonda riorganizzazione delle priorità.

La gestione del tempo, delle energie e delle responsabilità quotidiane cambia radicalmente, rendendo evidente quanto certi ritmi lavorativi siano difficili da mantenere nel lungo periodo.

Trasferte frequenti, riunioni serali e carichi decisionali elevati entrano rapidamente in tensione con le esigenze di cura e presenza familiare.

Molte professioniste raccontano che dopo la nascita dei figli lo stress lavorativo assume un peso diverso, diventando una fonte costante di affaticamento emotivo.

Le analisi internazionali mostrano come la genitorialità continui a incidere in modo significativo sulle carriere femminili, soprattutto nei ruoli dirigenziali.

Organismi come l’OCSE evidenziano da tempo l’impatto del carico di cura sulle opportunità di avanzamento e sulla sostenibilità delle carriere ad alta intensità.

Come sta evolvendo il concetto di successo femminile

Uno degli aspetti più profondi di questo cambiamento riguarda il modo in cui molte donne stanno ridefinendo la realizzazione professionale.

Per lungo tempo il successo è stato associato quasi esclusivamente alla scalata gerarchica, all’aumento delle responsabilità e al riconoscimento economico, spesso accettando come normale un alto livello di sacrificio personale.

Oggi sempre più professioniste stanno ampliando questa definizione.

Il successo inizia a includere salute mentale, qualità del tempo, autonomia decisionale, relazioni personali e possibilità di vivere una vita equilibrata.

Il prestigio del ruolo resta importante, ma non è più l’unico parametro di valore.

Questa evoluzione culturale sta trasformando anche il modo di intendere la leadership, sempre meno legata all’iper-disponibilità e sempre più alla capacità di lavorare in modo efficace senza esaurimento continuo.

Il successo femminile diventa così multidimensionale, capace di integrare carriera, benessere e vita privata in modo armonico.

I nuovi modelli di lavoro che emergono dopo l’uscita dai ruoli ad alta pressione

Quando molte donne lasciano incarichi caratterizzati da ritmi estremi, raramente rinunciano al proprio capitale professionale.

Nella maggior parte dei casi riorganizzano la carriera in forme più flessibili e sostenibili, capaci di offrire maggiore controllo sul tempo e sulle energie mentali.

Crescono la consulenza indipendente, il lavoro freelance altamente qualificato, l’imprenditoria e i progetti digitali, che permettono di mantenere un alto livello professionale senza la pressione continua tipica dei ruoli apicali tradizionali.

Accanto a questi percorsi, alcune professioniste scelgono posizioni aziendali meno esposte ma comunque strategiche, privilegiando responsabilità importanti con carichi più equilibrati.

Questi nuovi modelli mostrano una trasformazione profonda del concetto di carriera, sempre più orientata alla sostenibilità personale oltre che alla crescita professionale.

Conclusione

Le nuove scelte di carriera femminili rappresentano una trasformazione significativa del modo di concepire lavoro, successo e realizzazione personale.

Sempre più donne ai vertici stanno scegliendo consapevolmente equilibrio, salute mentale e sostenibilità, senza rinunciare al valore del proprio contributo professionale.

In Italia, come nel resto del mondo, questo cambiamento sta ridisegnando le priorità del mercato del lavoro e aprendo la strada a modelli professionali più umani e compatibili con la vita reale.

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Pubblicato il: 9 febbraio 2026 alle ore 16:12

Tamara Mancini

Articolo creato da

Tamara Mancini

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