Indice: In breve | Cosa dice lo studio Wharton sul fresh start effect | I tre esperimenti sul campo | Perché settembre in Italia agisce come un secondo Capodanno | Errori da evitare | Domande frequenti
In breve
- Lo studio Wharton del 2014 di Dai, Milkman e Riis dimostra che le persone iniziano più spesso nuovi obiettivi subito dopo un landmark temporale
- Le ricerche di “diet” su Google salgono del 14,4% dopo il lunedì e dell'82,1% dopo Capodanno
- Le entrate in una palestra universitaria aumentano tra il 33% e il 47% dopo i landmark osservati
- Gli impegni pubblici sugli obiettivi crescono del 62,9% a inizio settimana e del 145,3% a inizio anno
- L'effetto misura la partenza, non il mantenimento dell'obiettivo nei mesi successivi
Cosa dice lo studio Wharton sul fresh start effect
Il paper The Fresh Start Effect: Temporal Landmarks Motivate Aspirational Behavior, pubblicato nel 2014 su Management Science da Hengchen Dai, Katherine L. Milkman e Jason Riis della Wharton School, analizza un fenomeno molto comune: la tendenza delle persone a sentirsi maggiormente motivate a perseguire i propri obiettivi quando arriva un momento percepito come un nuovo inizio.
Gli autori definiscono questi momenti temporal landmarks, ovvero eventi che segnano simbolicamente il passaggio da un periodo a un altro. Possono essere il Capodanno, l'inizio di una nuova settimana o di un nuovo mese, un compleanno, l'inizio di un semestre o il ritorno dalle vacanze.
L'idea alla base del Fresh Start Effect è che questi passaggi creino una separazione psicologica tra il passato e il presente. Gli errori e i fallimenti precedenti vengono così associati al periodo passato, mentre quello nuovo viene percepito come un'occasione per ripartire e adottare comportamenti più coerenti con i propri obiettivi.
Gli autori testano questa ipotesi attraverso tre studi sul campo, osservando ricerche online sulla dieta, visite in palestra e impegni concreti verso determinati obiettivi. Nel complesso, i risultati mostrano che questi comportamenti aumentano dopo diversi temporal landmarks, suggerendo che i nuovi inizi possano influenzare concretamente la motivazione e il comportamento.
I tre esperimenti sul campo
Lo studio si basa su tre analisi indipendenti, tutte costruite su dati osservati sul campo e non su questionari o esperimenti di laboratorio. Il disegno è lo stesso: misurare la variazione di un comportamento aspirazionale nei giorni immediatamente successivi a un landmark, confrontandola con la media dei giorni ordinari.
- Ricerche Google sulla parola “diet”: otto anni di dati statunitensi mostrano aumenti del 14,4% all'inizio di una nuova settimana, del 3,7% all'inizio di un nuovo mese e dell'82,1% all'inizio dell'anno. Il picco del lunedì è quasi tre volte più grande di quello prodotto in giornata da un articolo del New York Times su un nuovo farmaco dimagrante.
- Frequenza in palestra: monitorando per un intero anno accademico le entrate in una palestra universitaria, i ricercatori hanno rilevato aumenti compresi tra il 33% e il 47% dopo l'inizio di una nuova settimana, di un nuovo mese e di un nuovo semestre. Il landmark del semestre è quello più vicino, per calendario, al rientro settembrile italiano.
- Impegni pubblici su stickK.com: sulla piattaforma dove gli utenti sottoscrivono contratti finanziari legati a obiettivi personali, la creazione di nuovi impegni sale del 62,9% all'inizio della settimana e del 145,3% all'inizio dell'anno. Chi firma un contratto stickK rischia denaro se non raggiunge l'obiettivo, quindi la scelta segnala un impegno serio, non un buon proposito passeggero.
Perché settembre in Italia agisce come un secondo Capodanno
Lo studio non analizza direttamente il rientro settembrile italiano, ma include il primo giorno di un nuovo semestre tra i landmark testati nella palestra universitaria. Il meccanismo funziona nello stesso modo: settembre riapre le scuole, riporta al lavoro chi era in ferie, ridefinisce la routine settimanale di studenti, docenti e famiglie. Per il calendario mentale di chi vive in Italia, il primo settembre è una discontinuità netta quanto il primo gennaio.
Dai, Milkman e Riis spiegano il fenomeno con la teoria dei conti mentali temporali. Il cervello archivia gli obiettivi mancati nel periodo precedente in un conto chiuso e apre un conto nuovo per quello che comincia. Le scelte del conto vecchio non pesano più su quello nuovo, e la motivazione a ricominciare cresce nel momento del passaggio, per poi tornare gradualmente ai livelli usuali nelle settimane successive. È la ragione per cui il picco italiano di iscrizioni a corsi, palestre e nuovi progetti personali si concentra nella prima metà di settembre.
Errori da evitare
Confondere la spinta iniziale con la costanza: lo studio misura l'attivazione, non il mantenimento. Le tre analisi osservano picchi di ricerche, iscrizioni e impegni sottoscritti, ma non tassi di successo a distanza di mesi. Chi entra in palestra a settembre non ha, per il solo fatto di aver scelto una data simbolica, più probabilità di trovarsi ancora ad allenarsi a dicembre. Gli autori sono espliciti nel distinguere l'aumento delle intenzioni dall'effettivo raggiungimento dell'obiettivo.
Sopravvalutare l'ampiezza dell'effetto: i tre esperimenti riguardano obiettivi individuali di miglioramento personale, cioè dieta, sport e propositi generici. Il paper non estende la conclusione a decisioni professionali complesse, a comportamenti già consolidati o a scelte che richiedono risorse economiche significative. Attribuire al landmark di settembre una spinta anche verso cambi di lavoro o investimenti finanziari significa uscire dal perimetro dei dati raccolti.
Dare per scontato che ogni data funzioni: i landmark testati nello studio hanno un significato culturale condiviso, dal Capodanno alle festività federali statunitensi, dal lunedì al primo del mese, dall'inizio del semestre al compleanno. Un venerdì qualsiasi non produce lo stesso effetto, e nemmeno una data personale che nessun altro riconosce. Chi vuole sfruttare il meccanismo deve scegliere una data che il proprio ambiente riconosce come punto di svolta.
Domande frequenti
Quando è stato pubblicato lo studio sul fresh start effect?
Il paper è uscito online in Articles in Advance il 23 giugno 2014 sulla rivista Management Science, edita da INFORMS. L'edizione definitiva compare nel volume 60, numero 10, alle pagine 2563-2582.
Chi sono gli autori dello studio?
Hengchen Dai, Katherine L. Milkman e Jason Riis. Al momento della pubblicazione tutti e tre erano affiliati alla Wharton School dell'università della Pennsylvania. Dai e Milkman hanno poi proseguito la ricerca sui comportamenti aspirazionali in altri lavori successivi.
L'effetto vale anche per il rientro di settembre in Italia?
Lo studio include il primo giorno di un nuovo semestre tra i landmark che aumentano le visite in palestra, quindi il rientro settembrile italiano ricade nella stessa categoria. Non ci sono però dati italiani specifici nel paper, che analizza solo comportamenti osservati negli Stati Uniti.
Basta scegliere una data simbolica per raggiungere un obiettivo?
No. I ricercatori misurano l'aumento delle nuove intenzioni, non del successo a lungo termine. Senza pianificazione concreta e continuità, la spinta iniziale si esaurisce nelle settimane successive al landmark. Settembre è per il calendario italiano quello che gennaio è per il calendario del mondo anglosassone: una soglia in cui le buone intenzioni si moltiplicano, ma il tempo di conferma resta lo stesso. I dati della Wharton School spiegano perché in queste settimane ci si iscrive più volentieri a un corso, si sottoscrive un abbonamento o si annuncia un obiettivo pubblico. Restano poi undici mesi per capire se la scelta reggerà.