Libro Città: Al Via la Prima Edizione del Percorso di Eccellenza per le Finaliste della Capitale Italiana del Libro 2026
Indice
- Introduzione: Libro Città, una nuova stagione per la cultura italiana
- Le città finaliste: Carmagnola, Nardò, Perugia, Tito e Pistoia
- Obiettivi e visione del progetto Libro Città
- Il ruolo strategico del Ministero della Cultura e della Scuola nazionale del patrimonio
- Networking culturale: costruire reti e relazioni per un’Italia dei libri
- Formazione progettuale: le future strategie per la cultura italiana
- Workshop e attività dedicate alle città finaliste non vincitrici
- Impatto sul territorio e prospettive future
- Le nuove sfide della Capitale italiana del libro 2026
- Conclusioni: il valore aggiunto di Libro Città per la diffusione della cultura italiana
Introduzione: Libro Città, una nuova stagione per la cultura italiana
La cultura italiana si arricchisce, a partire da oggi, di un nuovo percorso di valorizzazione, formazione e scambio: si tratta della prima edizione di Libro Città, iniziativa promossa dal Ministero della Cultura e dalla Scuola nazionale del patrimonio. Collocata nella sede del MiC a Roma, l'iniziativa si inserisce nel ricco quadro della selezione della Capitale italiana del libro 2026, coinvolgendo strettamente le città finaliste che hanno saputo offrire progetti di altissimo livello e una visione futura di sviluppo culturale.
In un contesto in cui la promozione della lettura e la valorizzazione della cultura locale assumono rilevanza strategica su scala nazionale, il programma si propone anche come momento di riflessione e di sviluppo sulle competenze progettuali degli enti locali e delle amministrazioni che desiderano divenire un punto di riferimento nel settore.
Le città finaliste: Carmagnola, Nardò, Perugia, Tito e Pistoia
Protagoniste indiscusse di Libro Città sono le cinque città finaliste alla selezione per il titolo di Capitale italiana del libro 2026: Carmagnola, Nardò, Perugia, Tito e Pistoia. Questi centri urbani, scelti attraverso una procedura imparziale e rigorosa, si sono distinti per la qualità e l’innovatività delle loro proposte culturali, racchiudendo in ciascuna di esse storiche tradizioni librarie, circuiti di eventi consolidati e una progettualità che guarda al futuro.
- Carmagnola, nota per il suo ricco patrimonio storico e artistico, si distingue per l’attenzione alla filiera del libro e il coinvolgimento delle comunità locali nella promozione della lettura.
- Nardò, in terra di Puglia, porta avanti una tradizione di festival culturali e d’iniziative mirate a valorizzare le nuove generazioni e l’identità mediterranea.
- Perugia, capoluogo umbro, vanta circuiti di biblioteche storiche e una vivacissima comunità accademica e letteraria.
- Tito, in Basilicata, rappresenta un’esperienza di rigenerazione urbana incentrata su cultura, inclusione e narrazione partecipata.
- Pistoia, già Capitale italiana della Cultura nel 2017, offre un tessuto di progetti bibliotecari di grande impatto e una presenza solida nel panorama nazionale degli eventi culturali.
Ciascuna città, pur nella propria specificità, condivide con le altre la volontà di fare della lettura, delle biblioteche, dell’educazione al patrimonio e della progettualità culturale strumenti fondamentali di coesione sociale e sviluppo locale.
Obiettivi e visione del progetto Libro Città
L’ambizione centrale di Libro Città va ben oltre la mera celebrazione: mira a costruire una rete di collaborazione stabile e duratura tra le città finaliste e a creare un modello di formazione condiviso che possa essere replicato nel tempo e in tutto il territorio nazionale. Il percorso, infatti, è strutturato come un processo di consolidamento delle competenze progettuali, ponendo l’accento sulla possibilità di apprendere buone pratiche, scambiare idee, mettere a confronto esperienze e metodologie per la crescita congiunta dei territori coinvolti.
Tra gli obiettivi specifici del programma figurano:
- Rafforzare la capacità dei Comuni e delle istituzioni coinvolte nel progettare e gestire eventi culturali innovativi.
- Promuovere il networking tra città, favorendo la nascita di collaborazioni interregionali e la condivisione di risorse.
- Migliorare l’accessibilità ai servizi bibliotecari e favorire una più ampia partecipazione della cittadinanza.
- Offrire strumenti pratici per la scrittura e la gestione di progetti culturali, anche in ottica europea.
- Stimolare la creazione di reti tra biblioteche, scuole, associazioni e imprese culturali.
- Fornire opportunità di formazione continua agli operatori del settore, con particolare attenzione ai giovani amministratori e ai professionisti della cultura.
In questo modo, Libro Città si presenta come una risposta concreta alle nuove sfide della promozione della lettura e della valorizzazione del patrimonio culturale italiano.
Il ruolo strategico del Ministero della Cultura e della Scuola nazionale del patrimonio
Il Ministero della Cultura (MiC), in sinergia con la Scuola nazionale del patrimonio, riveste un ruolo centrale non solo nell’organizzazione del progetto, ma anche nella sua visione di medio-lungo periodo. Il MiC ha infatti colto la necessità di strutturare interventi a sostegno del tessuto culturale italiano non solo attraverso l’erogazione di finanziamenti o la designazione di “capitali”, ma puntando sulla formazione, la condivisione di buone pratiche e la diffusione di approcci metodologici innovativi.
La collaborazione con la Scuola nazionale del patrimonio garantisce un’altissima qualità nella progettazione dei percorsi formativi. Essa infatti rappresenta una delle realtà più autorevoli nel campo della tutela, valorizzazione e gestione dei beni culturali in Italia, offrendo competenze tecniche, scientifiche e manageriali ormai riconosciute anche a livello internazionale.
Questo connubio consente di mettere a disposizione delle città finaliste strumenti e metodologie aggiornate, sempre con l'obiettivo di rendere le pratiche culturali italiane al passo con le esigenze della società contemporanea e dei contesti europei.
Networking culturale: costruire reti e relazioni per un’Italia dei libri
Uno dei pilastri fondanti di Libro Città è il concetto di networking culturale. Ogni iniziativa, ogni workshop, ogni incontro, si colloca all’interno di un disegno più ampio di collaborazione e co-progettazione tra enti pubblici, amministratori, operatori della cultura e cittadini.
Il networking culturale permette di abbattere le barriere territoriali, facilitando la realizzazione di progetti condivisi e la sperimentazione di soluzioni innovative a problemi annosi. Ne nascono reti informali ma anche veri e propri partenariati, capaci di:
- Potenziare la promozione dei libri e delle biblioteche su scala interregionale.
- Ideare eventi culturali di ampio respiro e di richiamo nazionale (e internazionale).
- Mettere a sistema risorse, professionalità e buone prassi.
- Affrontare in modo coordinato le criticità relative a finanziamenti, infrastrutture e accessibilità dei servizi culturali.
- Costruire una “comunità di pratica” incentrata sull’innovazione e sulla sostenibilità dei progetti culturali.
L’aspetto del networking assume un rilievo particolare per tutte quelle realtà, medio-piccole o periferiche, che spesso faticano a emergere nei circuiti culturali dominati dalle grandi città. Libro Città si configura quindi come una piattaforma di visibilità e crescita collettiva.
Formazione progettuale: le future strategie per la cultura italiana
Nel cuore del programma Libro Città c’è una proposta avanzata e concreta di formazione progettuale. Si tratta, nello specifico, di una serie di appuntamenti che vedono coinvolti amministratori pubblici, dirigenti comunali, bibliotecari, associazioni culturali e giovani professionisti, tutti chiamati a confrontarsi sui temi della progettazione, della gestione e della valutazione delle iniziative culturali.
La formazione si articola in:
- Sessioni teoriche, che approfondiscono sia le politiche nazionali sul libro sia le strategie europee in materia di cultura e patrimonio.
- Laboratori pratici (workshop) in cui vengono simulate le fasi di progettazione, implementazione e monitoraggio di attività culturali complesse.
- Tavoli di lavoro tematici sulle principali sfide del settore: inclusione sociale, sostenibilità economica dei progetti, cooperazione pubblico-privato, digitalizzazione e nuove tecnologie applicate al mondo del libro.
Il programma di formazione punta quindi a rafforzare la professionalità degli operatori locali e a costruire una nuova generazione di amministratori ed esperti, capaci di rispondere con competenza e creatività alle esigenze di una società in rapido mutamento.
Workshop e attività dedicate alle città finaliste non vincitrici
Uno degli elementi più innovativi di Libro Città riguarda l’attenzione posta alle città finaliste che, pur non essendo state designate come Capitale italiana del libro, sono chiamate a svolgere un ruolo attivo e propositivo. Il programma prevede, infatti, una serie di workshop specifici dedicati a queste realtà, con l’obiettivo di:
- Consolidare le loro proposte iniziali.
- Offrire strumenti per la trasformazione delle idee progettuali in iniziative concrete e sostenibili.
- Sollecitare il mantenimento di rapporti stabili tra le città finaliste e quelle già titolate in passato.
- Rafforzare la consapevolezza dell’importanza della continuità nella promozione culturale.
Questi momenti di formazione e confronto rappresentano un’occasione preziosa per dare valore al lavoro svolto da ciascuna amministrazione, riducendo il rischio che la mancata vittoria comporti un arresto nelle strategie di crescita e sviluppo culturale.
Impatto sul territorio e prospettive future
Le ricadute auspicate da Libro Città sono molteplici e si misurano tanto sul piano locale quanto su quello nazionale. L’iniziativa si pone come un vero e proprio catalizzatore per lo sviluppo di una cultura diffusa e accessibile, capace di alimentare circuiti virtuosi in grado di:
- Rafforzare il senso di identità e appartenenza delle comunità.
- Favorire la rigenerazione urbana e sociale attraverso la cultura.
- Incentivare investimenti pubblici e privati nel settore.
- Promuovere una maggiore apertura verso le dinamiche del mercato europeo e internazionale del libro.
- Offrire nuovi sbocchi occupazionali e professionali nei territori coinvolti.
In prospettiva futura, il consolidamento di queste pratiche rappresenta un punto di svolta fondamentale per rendere la promozione della lettura una politica pubblica strutturale e non episodica.
Le nuove sfide della Capitale italiana del libro 2026
La fase che si apre con Libro Città rappresenta, anche a livello istituzionale, l’avvio di una nuova stagione nella gestione del titolo di Capitale italiana del libro. Il confronto fra città finaliste, la co-progettazione e la formazione condivisa segnalano una discontinuità rispetto a modelli passati più focalizzati sulla competizione che sulla collaborazione. Le principali sfide che si delineano sono:
- Sostenere nel tempo le reti costruite, evitando che la progettualità culturale si esaurisca con la fine dell’anno da “capitale”.
- Integrare le istanze delle città finaliste nelle linee d’indirizzo nazionali.
- Sviluppare nuovi strumenti di monitoraggio e valutazione dell’impatto dei progetti sulla società.
- Rafforzare il dialogo interistituzionale e con il sistema delle imprese culturali.
Queste azioni sono essenziali per rendere il titolo della Capitale italiana del libro un motore di cambiamento concreto e durevole per tutto il Paese.
Conclusioni: il valore aggiunto di Libro Città per la diffusione della cultura italiana
La prima edizione di Libro Città sancisce l’inizio di una stagione di rinnovamento e investimenti nel settore culturale italiano. Il programma, sintesi delle migliori pratiche internazionali e della ricca tradizione culturale italiana, offre nuove prospettive a città che aspirano a divenire poli d’innovazione e sviluppo sociale attraverso progetti sul libro e la lettura.
Attraverso la formazione, il networking e la co-progettazione, le città finaliste della Capitale italiana del libro 2026 stanno già lavorando per tessere reti solide che sapranno coinvolgere amministratori, operatori e cittadini. L’impegno condiviso tra il Ministero della Cultura e la Scuola nazionale del patrimonio crea i presupposti per rendere questi processi durevoli, efficienti e sempre più inclusivi.
In uno scenario globale in cui l’investimento in cultura è la chiave per il progresso sociale e civile, Libro Città si conferma come un modello innovativo da seguire, sostenere e, perché no, esportare. Un’Italia dei libri, attenta, partecipe e solidale: questa la sfida, questa la promessa con cui il 2026 si apre nel segno della cultura.