- Una storia lunga 156 anni
- La petizione su Change.org: 15mila firme e un appello chiaro
- Bottega storica: cosa significa e perché potrebbe fare la differenza
- Il mercato delle librerie in Italia: un equilibrio sempre più fragile
- Milano e i suoi simboli: una responsabilità collettiva
- Domande frequenti
Una storia lunga 156 anni
C'è un angolo di Milano che profuma di carta e di storia da oltre un secolo e mezzo. La libreria Hoepli, fondata nel 1870 dall'editore svizzero Ulrico Hoepli, non è soltanto un esercizio commerciale: è un pezzo di identità cittadina, un luogo che ha attraversato due guerre mondiali, il boom economico, la rivoluzione digitale. Ha resistito a tutto, o quasi. Perché ora, stando a quanto emerge, la situazione economica è diventata insostenibile.
La notizia ha colto di sorpresa molti milanesi. Eppure i segnali c'erano. Il mercato dell'editoria fisica è sotto pressione da anni, i costi di gestione di uno spazio nel cuore del capoluogo lombardo sono proibitivi, e la concorrenza delle piattaforme online ha eroso margini già sottili. La Hoepli, con i suoi 156 anni di attività, rischia concretamente di abbassare la saracinesca.
La petizione su Change.org: 15mila firme e un appello chiaro
La reazione dei lettori e dei cittadini è stata immediata. Su Change.org è stata lanciata una petizione che in pochi giorni ha raccolto oltre 15mila firme. L'obiettivo è preciso: chiedere al Comune di Milano di riconoscere la libreria Hoepli come bottega storica, un passaggio che — secondo i promotori — potrebbe aprire la strada a forme concrete di tutela e supporto economico.
Non si tratta di nostalgia fine a sé stessa. Chi ha firmato chiede un atto amministrativo con conseguenze reali. Il tono della petizione è fermo: "La Hoepli non è solo una libreria, è un presidio culturale. Milano non può permettersi di perderla senza nemmeno tentare di salvarla". Parole che hanno trovato eco sui social e sulle principali testate, alimentando un dibattito che va ben oltre il singolo caso.
In un'epoca in cui anche le istituzioni culturali più radicate possono scomparire — come dimostra la scomparsa di figure cardine del panorama artistico internazionale — la mobilitazione attorno alla Hoepli assume un valore quasi simbolico.
Bottega storica: cosa significa e perché potrebbe fare la differenza
Il riconoscimento di bottega storica non è un semplice attestato onorifico. Nel quadro normativo italiano, e in particolare nella disciplina del Comune di Milano, le attività commerciali che ottengono questa qualifica accedono a una serie di agevolazioni e tutele.
Il Comune di Milano ha istituito da tempo un proprio registro delle botteghe storiche, rivolto agli esercizi che operano da almeno cinquant'anni nello stesso ambito merceologico. I benefici possono includere:
- Agevolazioni fiscali sui tributi locali
- Contributi a fondo perduto per interventi di manutenzione e conservazione
- Maggiore visibilità istituzionale, con inserimento in circuiti turistici e culturali
- Protezione da sfratti speculativi, attraverso clausole di salvaguardia nei contratti di locazione commerciale
Per una realtà come la Hoepli, che risponde ampiamente ai requisiti anagrafici e culturali previsti, l'inserimento nel registro potrebbe rappresentare un primo, concreto argine alla crisi. Ma la questione resta aperta: il Comune si è finora limitato a prendere atto della mobilitazione senza pronunciarsi ufficialmente.
Il nodo dei tempi amministrativi
Come spesso accade in Italia, il problema non è solo politico ma burocratico. L'istruttoria per il riconoscimento richiede documentazione, verifiche, delibere. Tempi che una libreria in difficoltà potrebbe non avere. Da qui l'urgenza della petizione, che punta a forzare un'accelerazione.
Il mercato delle librerie in Italia: un equilibrio sempre più fragile
Il caso Hoepli non è isolato. Le librerie storiche italiane vivono da anni una crisi strutturale che la pandemia ha aggravato e che la ripresa post-Covid non ha risolto. I dati dell'Associazione Librai Italiani parlano chiaro: il numero di librerie indipendenti si è ridotto drasticamente nell'ultimo decennio, con una concentrazione sempre maggiore nelle mani delle grandi catene e, soprattutto, dei colossi dell'e-commerce.
Milano, che si presenta al mondo come capitale della cultura e del design, non è immune da questa tendenza. Anzi, proprio l'alto costo degli affitti nel centro storico rende la sopravvivenza di queste realtà ancora più precaria. Un paradosso: la città che più avrebbe bisogno di presidi culturali fisici è anche quella che, per ragioni di mercato immobiliare, li espelle con maggiore rapidità.
La vicenda richiama per certi versi il tema più ampio della preservazione della memoria storica nell'era digitale. In un mondo in cui persino la registrazione del primo dominio web risale ormai a quarant'anni fa, la convivenza tra fisico e digitale resta una sfida irrisolta, soprattutto per chi ha costruito la propria identità sulla materialità del libro.
Milano e i suoi simboli: una responsabilità collettiva
La Hoepli non è la Scala né il Duomo. Non ha lo status di monumento nazionale. Eppure per generazioni di milanesi — studenti, professionisti, curiosi — ha rappresentato un punto di riferimento insostituibile. I suoi scaffali hanno ospitato manuali tecnici che hanno formato ingegneri e architetti, saggi che hanno alimentato il dibattito pubblico, romanzi che hanno accompagnato le sere di migliaia di lettori.
Perdere la Hoepli significherebbe perdere qualcosa di più di una libreria. Significherebbe ammettere che Milano, nonostante le sue ambizioni culturali, non riesce a proteggere ciò che la rende unica. Le 15mila firme raccolte in pochi giorni dicono che una parte significativa della città non è disposta ad accettarlo.
Ora la palla passa al Comune. L'assessorato al Commercio e quello alla Cultura sono chiamati a dare risposte concrete, e in fretta. Il riconoscimento come bottega storica sarebbe un primo passo, necessario ma forse non sufficiente. Servirebbe un piano più ampio di tutela delle librerie indipendenti, sul modello di quanto già sperimentato in altre città europee — da Parigi con la sua loi sur le prix unique du livre a Lisbona con gli incentivi per le livrarias históricas.
La storia della Hoepli non si è ancora chiusa. Ma il tempo stringe, e le firme da sole non bastano. Servono decisioni.