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Il Ministro Giuli firma con il collega dell'Oman un'intesa su patrimonio, musei e archeologia
Cultura

Il Ministro Giuli firma con il collega dell'Oman un'intesa su patrimonio, musei e archeologia

Il Ministro Giuli e l'omologo omanita firmano a Roma il memorandum: scambi di esperti e corsi di formazione in archeologia, museologia e museografia.

Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e il suo omologo del Sultanato dell'Oman, Sayyid Ibrahim bin Said Al Busaidi, hanno firmato il 6 ottobre 2026 al Collegio Romano il Memorandum Italia-Oman sulla cooperazione nei settori del patrimonio culturale e dei musei. L'accordo apre la strada a scambi di esperti e a programmi di formazione congiunti in archeologia, museologia e museografia tra i due Paesi. Secondo quanto comunicato dal MiC, l'intesa punta a trasformare in iniziative concrete i princìpi di dialogo culturale ribaditi dai due Governi nei mesi scorsi, con un orizzonte pluriennale di attività che coinvolgeranno musei nazionali, soprintendenze e istituti di ricerca.

Cosa prevede l'accordo bilaterale

Il testo firmato dai due ministri impegna le amministrazioni di Roma e Mascate a collaborare su gestione, tutela, restauro e valorizzazione del patrimonio culturale. Le attività previste includono lo scambio di esperti tra le amministrazioni e corsi di formazione comuni nei tre ambiti indicati come prioritari: archeologia, museologia e museografia. Il memorandum non quantifica investimenti né cronoprogrammi: la definizione delle singole iniziative, dalle missioni archeologiche ai tirocini museali, resta affidata ai protocolli attuativi che le due parti firmeranno nei prossimi mesi. Sul piano formativo, l'intesa prevede percorsi dedicati per operatori già in servizio nei musei nazionali dei due Paesi e apre alla possibilità di stage incrociati per giovani ricercatori. Al tavolo erano presenti anche delegazioni tecniche dei due dicasteri, chiamate a lavorare sui primi dossier già nelle prossime settimane.

Dall'incontro di Mascate alla firma di Roma

La firma segue l'incontro del 14 gennaio 2026 a Mascate tra il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Sultano Haitham bin Tarik, nel quale le due parti avevano espresso l'auspicio di un ulteriore sviluppo degli scambi culturali bilaterali. Il comunicato del Ministero della Cultura richiama anche la già avviata collaborazione tra la Pinacoteca di Brera di Milano e il Museo Nazionale di Mascate, culminata nella mostra «Oman e Italia: Due Millenni di Dialogo tra Civiltà». Nel discorso riportato dall'ufficio stampa, Giuli ha parlato di «una nuova pagina» nella cooperazione tra i due Paesi, descritti come «nazioni amiche unite da millenni di scambi culturali». L'intesa arriva in una stagione di attività intense per il Collegio Romano, che vede il MiC impegnato anche su dossier interni come il Premio Olivetti per l'architettura, 680 progetti in valutazione, il cui esito è atteso a novembre.

Nei prossimi mesi il memorandum dovrà essere tradotto in protocolli operativi tra le direzioni generali del MiC e le controparti del Sultanato. Solo con la pubblicazione dei primi bandi di scambio e dei calendari dei corsi sarà possibile valutare l'impatto effettivo dell'accordo su archeologi, curatori e studenti dei corsi di specializzazione nei due Paesi. Nel frattempo la cornice bilaterale copre un ventaglio ampio di temi, dai depositi museali alla formazione dei restauratori, ed è destinata a reggere i rapporti culturali tra Roma e Mascate anche oltre il mandato dei due attuali ministri.

Domande frequenti

Quali sono gli ambiti principali di cooperazione previsti dall'accordo tra Italia e Oman?

L'accordo si concentra su patrimonio culturale, musei e archeologia, prevedendo collaborazione nella gestione, tutela, restauro e valorizzazione del patrimonio culturale.

Che tipo di attività concrete sono previste dal memorandum firmato dai due Ministri?

Le attività includono scambi di esperti, corsi di formazione congiunti in archeologia, museologia e museografia, missioni archeologiche e stage incrociati per giovani ricercatori.

A chi sono rivolti i percorsi formativi previsti dall'intesa?

I percorsi formativi sono dedicati sia agli operatori già in servizio nei musei nazionali dei due Paesi, sia a giovani ricercatori interessati a stage e tirocini incrociati.

Quando saranno definiti i dettagli operativi delle iniziative previste dall'accordo?

I dettagli saranno stabiliti nei prossimi mesi attraverso protocolli attuativi e la pubblicazione di bandi di scambio e calendari dei corsi.

Qual è l'obiettivo generale dell'accordo tra Italia e Oman nel settore culturale?

L'accordo mira a rafforzare il dialogo culturale tra i due Paesi e a trasformare i principi di collaborazione in iniziative concrete e durature nei settori museale e archeologico.

Ci sono già esempi di collaborazione culturale tra Italia e Oman?

Sì, la collaborazione tra la Pinacoteca di Brera di Milano e il Museo Nazionale di Mascate ha portato alla mostra 'Oman e Italia: Due Millenni di Dialogo tra Civiltà'.

Pubblicato il: 7 ottobre 2026 alle ore 09:52

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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