La Regione Emilia-Romagna mette a disposizione 300.000 euro a fondo perduto per studi, analisi e iniziative promossi dai Centri di assistenza tecnica (CAT) a favore della rete commerciale. Scadenza il 15 settembre 2026.
La Regione Emilia-Romagna stanzia 300.000 euro a fondo perduto per sostenere studi, analisi e iniziative di promozione della rete commerciale distributiva proposti dai Centri di assistenza tecnica (CAT). Le domande possono essere presentate entro il 15 settembre 2026.
L'obiettivo dell'intervento è favorire i processi di sviluppo dell'economia urbana, valorizzando il ruolo dei CAT come soggetti in grado di aggregare, informare e assistere le imprese del commercio e dei servizi sul territorio regionale.
Chi può candidarsi
Il contributo è riservato ai Centri di assistenza tecnica (CAT) riconosciuti e operanti in Emilia-Romagna, che svolgono attività di supporto alle imprese del commercio, del turismo e dei servizi. Rientrano nel perimetro dei beneficiari le realtà che promuovono progettualità collettive a favore della rete distributiva.
Le attività ammissibili riguardano in particolare:
- studi e analisi sulla rete commerciale distributiva regionale;
- iniziative di promozione, animazione e valorizzazione dei centri commerciali naturali e dei distretti urbani del commercio;
- azioni di informazione, formazione e assistenza tecnica rivolte alle imprese associate;
- progetti di innovazione organizzativa e digitale della rete commerciale.
Come e quando
L'agevolazione è concessa nella forma del contributo a fondo perduto, con una dotazione complessiva pari a 300.000 euro. La ripartizione delle risorse tra i progetti ammessi avviene secondo le regole e le procedure definite dall'atto regionale di riferimento.
Il termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato al 15 settembre 2026. Le modalità operative di invio, la modulistica e i criteri di valutazione sono pubblicati sui canali ufficiali della Regione Emilia-Romagna, che gestisce l'istruttoria e la concessione dei contributi.
Si consiglia ai potenziali beneficiari di verificare per tempo i requisiti di ammissibilità, la coerenza delle spese preventivate con le finalità del bando e la completezza della documentazione richiesta, così da evitare esclusioni formali in fase di istruttoria.