Sono già mille i docenti iscritti al corso della Fondazione Giulia Cecchettin per la scuola dell'infanzia e primaria. Il 16 settembre 2026 Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, ha chiesto di fermarlo perché sarebbe "un'educazione femminista che colpevolizza i maschi". A quella data la richiesta di formazione, secondo la Fondazione, aveva già superato le mille adesioni previste.
Cosa contesta l'ex generale
Nell'intervista al programma "Il segno dei tempi", Vannacci contesta il progetto "Educare all'uguaglianza di genere, fin dall'infanzia", promosso dalla Fondazione Cecchettin con il dipartimento Forlilpsi dell'Università di Firenze. La Regione Toscana partecipa con un finanziamento di 44 mila euro. L'ex generale parla di "decostruzione maschile" e rivendica il principio dell'articolo 3 della Costituzione. Poche settimane prima, il consigliere veneto Stefano Valdegamberi, dello stesso partito, aveva scritto al ministro Valditara definendo il programma un "cavallo di Troia" ideologico. Nella replica, la Regione Toscana ha parlato di "rappresentazione distorta" di un progetto con "preciso valore scientifico ed educativo".
Sessanta ore, quattro moduli, mille iscritti
Il corso Cecchettin nasce dal Protocollo d'intesa tra MIM e Fondazione Cecchettin firmato l'8 gennaio 2025. Si articola in quattro moduli per 60 ore complessive, è online, gratuito e accreditato ai sensi della Legge 170/2016. Le adesioni nazionali hanno superato le mille unità, con 500 iscrizioni solo in Toscana e altre in Veneto e Puglia, le tre regioni pilota. La Fondazione, attiva da un anno e mezzo, ha già raggiunto 100 mila studenti con laboratori paralleli e ha avviato in alcune aziende percorsi rivolti ai genitori, che restano il pubblico più difficile da intercettare. La responsabilità scientifica è affidata all'ateneo fiorentino, non alla Fondazione.
Il contesto: 62 donne uccise da un partner nel 2025
I dati ISTAT sulla violenza contro le donne pubblicati il 21 novembre 2025 descrivono un fenomeno stabile. Sono 62 le donne uccise da partner o ex partner sia nel 2024 sia nel 2025. Nel corso della vita, il 31,9% delle italiane fra 16 e 75 anni ha subito almeno una violenza fisica o sessuale: parliamo di 6 milioni e 400 mila persone. Il 12,6% delle donne che hanno o hanno avuto un partner ha subito violenza fisica o sessuale dentro la coppia; la violenza psicologica sale al 17,9%, quella economica al 6,6%. Il numero di vittime nei cinque anni precedenti l'indagine risulta sostanzialmente stabile rispetto alla rilevazione del 2014: dodici anni di politiche pubbliche non hanno spostato l'ago. Sono i numeri che spiegano perché la richiesta di formazione dei docenti abbia superato l'offerta prevista.
Perché la scuola torna al centro del dibattito
La spinta arriva dal basso e non da un obbligo di legge. In parallelo, la controversia normativa si è spostata sui banchi della Corte di cassazione, dove il referendum sull'educazione affettiva a scuola promosso da alcuni comitati ha appena ottenuto un primo passaggio. Il tema si intreccia con la legge 104/2026 sull'educazione sessuo-affettiva e il divario dell'Italia rispetto all'Unione europea, che ha ridisegnato il perimetro dei corsi opzionali dopo la scuola primaria e ha lasciato scoperta proprio la fascia 3-10 anni. Il corso della Fondazione resta uno dei pochi spazi accreditati per gli insegnanti dell'infanzia e della primaria e per questo raccoglie richieste anche fuori dalle regioni pilota.
Cosa cambia per docenti e famiglie
Per chi insegna il pacchetto è concreto: 60 ore riconosciute, accesso gratuito, contenuti coordinati da un dipartimento universitario pubblico. Non è un programma per bambini, ma per adulti che lavorano con bambini dai tre ai dieci anni. La leva è la formazione dei docenti sui bias, non la scrittura del curricolo. Le famiglie non sono chiamate a sottoscrivere nulla: l'iscrizione è del docente, l'attività didattica resta soggetta alle regole ordinarie della scuola. Il quadro sulla tenuta della scuola italiana e la dispersione implicita risalita all'8,7% ricorda che il progetto Cecchettin nasce dentro una scuola che convive con emergenze educative sovrapposte.
Il progetto pilota è previsto in estensione a tutta Italia dal prossimo anno scolastico. Se il criterio è la protezione dei minori, il primo numero da leggere è quello degli insegnanti che già scelgono di formarsi per proteggerli.