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Vandali a Volpago: 40 vetrate distrutte prima del 10 settembre

Quaranta finestre distrutte in una primaria di Volpago (TV), 20mila euro di danni. Il fondo MIM 2026 per il vandalismo è chiuso: Volpago resta fuori.

Quaranta finestre in frantumi, 20mila euro di danni, poche ore prima del suono della prima campanella. Gli atti vandalici alla scuola primaria di Volpago del Montello, in provincia di Treviso, hanno colpito il lato Sud dell'edificio. Il comune si affiderà a pellicole protettive se non riuscirà a sostituire i vetri entro il 10 settembre.

Cosa è successo a Volpago

I danneggiamenti sono stati scoperti mercoledì dal personale scolastico, che ha subito avvertito la dirigenza e il Comune. Le vetrate del lato Sud dell'edificio sono state colpite ripetutamente con sassi o oggetti contundenti, lasciando fessure, crepe e piccoli fori. Il sindaco Paolo Guizzo ha depositato denuncia ai carabinieri e ha escluso l'ipotesi del tentato furto: se ci fosse un solo foro, ha detto al Gazzettino, potrebbe pensare a una casualità, ma il danno è ingente e sistematico. La stima iniziale parla di 20mila euro, ma il conto potrebbe salire quando si concluderà il sopralluogo tecnico su tutte le vetrate. Le indagini sono affidate alla stazione dei carabinieri di Volpago, con appello a chiunque abbia visto o sentito qualcosa nelle notti scorse. Il sindaco ha aggiunto che, se l'atto risalisse a diversi giorni fa, le registrazioni della videosorveglianza potrebbero non essere più disponibili.

Il fondo del Ministero è già chiuso

Il Ministero dell'Istruzione ha stanziato per il 2026 tre milioni di euro per riparare i danni da furti e atti vandalici nelle scuole statali, cifra prevista dal Decreto ministeriale n. 89 del 22 maggio 2026. La finestra per candidarsi si è chiusa alle 23:59 del 24 luglio 2026, dopo appena sedici giorni di apertura della piattaforma SIDI. Il perimetro degli eventi ammessi è ancora più stretto: solo i danni subiti tra il 5 novembre 2023 e il 30 giugno 2026 rientrano nel bando. Volpago è quindi fuori doppiamente. L'atto vandalico è avvenuto oltre il periodo coperto e la scadenza per la domanda è passata da oltre un mese. Il costo dei nuovi vetri graverà per intero sul bilancio comunale, senza alcuna copertura ministeriale straordinaria. Il fondo da 3 milioni, del resto, va rapportato alle oltre 40mila scuole statali italiane: bastano centocinquanta interventi da 20mila euro come quello di Volpago per esaurirlo, e la selezione delle domande passa per un'istruttoria che tiene conto dell'entità del danno, della documentazione prodotta e del fabbisogno complessivo nazionale. Un dettaglio che si aggiunge al divario tra spesa italiana per istruzione e media OCSE già ampio.

Cosa succede ora a bambini e famiglie

La priorità del Comune è ripristinare la primaria in tempo per l'inizio delle lezioni, fissato per giovedì 10 settembre in tutte le scuole del Veneto. Se i vetri di sicurezza non arriveranno in tempo, verranno applicate pellicole protettive come soluzione temporanea, mantenendo comunque il livello di sicurezza previsto per gli edifici scolastici. La sostituzione completa di quaranta vetrate stratificate richiede in media diverse settimane tra sopralluogo, ordine e posa, tempi difficilmente compatibili con la settimana che separa la scoperta dal suono della prima campanella. Le famiglie di Volpago, che quest'anno affrontano un conto medio di 2.500 euro per il rientro a scuola tra libri, corredo e attività integrative, si trovano davanti a un imprevisto in più: un edificio che ripartirà con soluzioni provvisorie e finestre riparate alla meglio. Sul piano dei costi indiretti, restano fuori dal calcolo pubblico i tempi tecnici di sostituzione dei serramenti, le eventuali riparazioni interne se sassi o schegge hanno raggiunto arredi o pareti dietro le vetrate, e l'impegno del personale ATA che dovrà gestire l'accoglienza in un edificio ancora in cantiere.

Il 10 settembre resta la data cerchiata sul calendario dei bambini di Volpago. Ridurre l'ansia del primo giorno di scuola diventa quest'anno anche una richiesta al Comune, che dovrà scegliere tra un rinvio dell'apertura e un'aula con vetri temporanei.

Pubblicato il: 5 settembre 2026 alle ore 09:20