Il presidente della Commissione Istruzione della Camera, Federico Mollicone (Fratelli d'Italia), è intervenuto il 16 luglio con una nota per commentare i dati del Rapporto Invalsi 2026 presentati a Montecitorio. Il deputato ha definito il calo della dispersione scolastica al 7,3% un traguardo storico e ha attribuito il risultato alle riforme dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni, ringraziando il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara e la sottosegretaria Paola Frassinetti per le politiche adottate in questi anni.
Dispersione al 7,3%, superato l'obiettivo UE del 2030
I dati Invalsi diffusi il 16 luglio 2026 indicano una dispersione scolastica scesa al 7,3% rispetto all'11,5% del 2022. Mollicone parla di oltre 520mila ragazzi che hanno scelto di restare tra i banchi, un valore in linea con quello riferito dal ministro Valditara nella conferenza di presentazione. Il dato consente all'Italia di centrare con quattro anni di anticipo l'obiettivo europeo del 9% fissato per il 2030 e di collocarsi davanti a Spagna e Germania. La riduzione riguarda sia la dispersione esplicita sia quella implicita, ridottasi dall'8,7% del 2025 al 6,3% del 2026. Nella nota il deputato attribuisce il risultato agli strumenti introdotti dal Governo, dal docente tutor all'Agenda Sud fino al Piano Estate e al Decreto Caivano, indicati come leva per ridurre i divari territoriali e far recuperare terreno al Mezzogiorno. Il Rapporto Invalsi 2026 e il dato sulla matematica ancora indietro mostra però che non tutte le aree registrano lo stesso segno.
Eccellenza al 13,1% e piano da 420 milioni per l'estero
La quota di studenti eccellenti sale dal 12,3% del 2025 al 13,1% del 2026, con progressi in italiano, matematica e inglese registrati soprattutto nell'ultimo anno della secondaria di secondo grado. Il presidente della Commissione Istruzione rivendica anche i riscontri sulle competenze digitali e annuncia un rafforzamento del piano da 420 milioni 'Gli studenti italiani in Europa', presentato il 30 giugno al MIM alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il programma punta a portare all'estero 150mila studenti delle superiori con copertura ministeriale di viaggio, vitto e alloggio, e prevede l'accompagnamento di circa 15mila docenti nei percorsi in Unione Europea. La selezione degli studenti passerà per i criteri di merito e ISEE. Il quadro va però letto anche insieme al monitoraggio Istat sui divari territoriali, come discusso nell'analisi del dato Valditara sulla dispersione all'8,2% e il divario segnalato dall'Istat.
Il Rapporto Invalsi 2026 registra anche un lato meno rassicurante: alla primaria calano di circa tre punti le percentuali di alunni che raggiungono almeno il livello base in matematica, mentre in italiano si registrano flessioni analoghe nei primi cicli. Il monitoraggio ha coinvolto oltre 2,3 milioni di studenti dai primi anni delle elementari fino all'ultimo anno della secondaria di secondo grado. Su questo fronte si concentrerà buona parte del dibattito parlamentare in Commissione Istruzione nelle prossime settimane, in un confronto che rimette al centro la qualità della didattica di base.