Giuseppe Macaione ha 82 anni e a luglio 2026 ha ricevuto il diploma di perito elettrotecnico al corso serale dell'Itis Galilei di Livorno. Aveva lasciato la scuola a diciotto anni per lavorare, prima in ferrovia e poi alle Poste. In Italia la sua è una storia rara: solo il 4% degli adulti frequenta corsi di istruzione formale.
Dalle Poste ai banchi: la storia di Giuseppe
Nato a Cefalù, in provincia di Palermo, Macaione ha lavorato oltre trent'anni nell'amministrazione pubblica prima di andare in pensione. È stato allora che ha deciso di riprendere la passione giovanile per l'elettrotecnica, coltivata da ragazzo ma mai portata a compimento. Si è iscritto al triennio serale dell'Itis Galilei, dove ha studiato accanto a compagni molto più giovani. Lo scorso anno ha dovuto sospendere le lezioni per assistere la moglie malata, poi è tornato in aula e ha completato il percorso.
Nella preparazione domestica lo ha seguito un'insegnante di lettere, che lo ha aiutato soprattutto sulle materie umanistiche, il tallone d'Achille classico dei percorsi tecnici serali. Il dirigente scolastico Antonio Manfredini lo ha descritto come un esempio di volontà che supera l'età. La vicenda del diplomato dell'Itis Galilei di Livorno è stata raccontata in prima battuta dal quotidiano locale che lo ha intervistato a fine corso.
Solo il 4% degli adulti torna a lezione, Italia 21ª in UE
Il caso di Livorno tocca un problema più ampio: la partecipazione degli adulti alla formazione italiana è ferma da anni. Secondo il report ISTAT sulla formazione degli adulti, nel 2022 il 35,7% dei 25-64enni ha partecipato ad attività formative formali o non formali, contro una media UE del 46,6%. Il divario è di quasi 11 punti percentuali e colloca il paese al 21° posto nel ranking Ue27.
Il dato più basso riguarda proprio i percorsi come quello di Giuseppe. I corsi che rilasciano un titolo di studio riconosciuto, come corsi serali, CPIA e università, sono frequentati dal 4% degli adulti italiani, contro il 6,3% della media UE. L'obiettivo del Consiglio europeo per il 2025 era portare la partecipazione complessiva al 47%: l'Italia resta lontana oltre 11 punti percentuali dal traguardo.
Il quadro peggiora nel confronto tra paesi. Svezia e Paesi Bassi superano il 65% di partecipazione, mentre l'Italia si trova nella parte bassa della classifica insieme a Polonia, Bulgaria e Grecia. L'indagine ISTAT spiega anche perché: quasi l'80% degli adulti che non si formano dichiara di non avere interesse a farlo. Tra gli altri, il freno principale è economico: il 23,7% degli italiani cita i costi come ostacolo, contro il 13,7% della media europea.
Come funziona il diploma per adulti in Italia
L'istruzione degli adulti è organizzata su due livelli. Il primo, gestito dai Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti (CPIA), rilascia licenza media e alfabetizzazione linguistica per stranieri. Il secondo, quello del percorso di Macaione, è ospitato dagli istituti superiori con classi serali e porta al diploma quinquennale. La pagina del Ministero sull'istruzione degli adulti raccoglie i riferimenti normativi aggiornati.
L'iscrizione avviene presso la sede della scuola serale scelta e non prevede limiti di età. Vengono riconosciuti crediti per esperienze lavorative e formative pregresse, che possono ridurre gli anni di frequenza. I docenti dei corsi serali arrivano dalle graduatorie provinciali: la nuova sezione 5 delle GPS 2026-2028 è il canale con cui si costruisce l'organico degli adulti. Le iscrizioni per l'anno 2026/2027 si chiudono nel mese di ottobre.
Il traguardo di Macaione fa notizia perché resta un'eccezione. Mentre la mobilità della Gen Z verso il Sud dopo la maturità mostra un Paese in cui il diploma è ormai una tappa scontata tra i più giovani, per chi lascia la scuola prima dei vent'anni la strada di ritorno resta stretta e poco frequentata. La finestra amministrativa, però, è aperta ogni anno.