Il liceo classico scende al 5,20% delle iscrizioni per il 2026/2027, dal 5,37% dell'anno precedente. Ma il dato nazionale nasconde uno spread territoriale che rende il crollo drammatico solo in una parte del Paese: in Lombardia il classico è al 3,19%, in Emilia Romagna al 2,83%, in Veneto al 3%. In Lazio arriva invece all'8,62%, in Calabria all'8,52%. È dentro questo divario che si spiega la riorganizzazione annunciata dal liceo Parini di Milano per l'anno scolastico 2027/2028.
Cosa cambia al Parini dal 2027/2028
La riforma, approvata dal consiglio d'istituto e presentata dal preside con la lettera "Il nuovo tempo della scuola", ha tre novità principali. La prima è la settimana su cinque giorni: il sabato viene eliminato, ma il lunedì pomeriggio, dal triennio, si resta a scuola fino alle 16 per lezioni di dibattito, retorica, public speaking, scrittura e uso critico dell'intelligenza artificiale. La seconda è l'introduzione di percorsi di approfondimento per sezione: una sarà dedicata a geopolitica e relazioni internazionali, altre seguiranno il percorso Cambridge, restano il biomedico e il matematico. La terza è la riduzione dei corsi pomeridiani, oggi 150, per fare spazio alla lettura integrale delle opere.
L'indirizzo matematico si inserisce in una dinamica più larga: nel decreto MIM sul liceo matematico dal 2026/27 solo 3 dei 100 istituti autorizzati sono licei classici, un segnale di quanto l'indirizzo stia perdendo terreno anche nelle sperimentazioni ministeriali.
Lo spread Nord-Sud che il dato nazionale nasconde
Il 5,20% nazionale è il livello più basso mai registrato per l'indirizzo. Nel 2010 la percentuale era intorno all'8% e la caduta è concentrata quasi interamente nelle regioni del Nord. Il rapporto tra Lombardia (3,19%) e Lazio (8,62%) è di 1 a 2,7: a Roma su cento matricole quasi nove scelgono il classico, a Milano meno di tre e mezzo. Il ministro Valditara ha indicato la soglia del 5% come linea di allerta per la tenuta degli istituti, ma questa soglia riguarda già oggi quasi tutto il Nord.
I dati ufficiali del comunicato MIM sulle iscrizioni 2026/2027 fotografano un liceo classico sotto pressione nelle regioni ricche: Emilia Romagna, Veneto e Lombardia sono già sotto il 3,2%. Nel Centro-Sud la situazione è opposta: in Lazio, Calabria e in molte regioni meridionali l'indirizzo resta il liceo di riferimento per le famiglie medio-alte e non mostra segnali di implosione.
Perché il modello Parini non risolve il problema geografico
La riorganizzazione del Parini interviene sul sintomo. L'eliminazione del sabato risponde a una domanda concreta delle famiglie milanesi, che vivono in una città dove il fine settimana significa attività sportive e scuole internazionali chiuse. La retorica, il dibattito e i percorsi Cambridge inseguono l'offerta dei licei scientifici e linguistici, che al Nord raccolgono quote crescenti. Ma la scelta di restituire il sabato per "studio autonomo, lettura, esperienze culturali" fa i conti con un problema noto: le vacanze estive mostrano quanto sia diseguale la capacità delle famiglie italiane di sostenere la lettura fuori dall'aula. Dove il classico è una scelta di nicchia, questa asimmetria pesa di più.
Il problema, poi, non si esaurisce nell'orario. Se il Nord scendesse ancora, il rischio è la chiusura di sezioni con contrazione degli organici: sul 2026/27 il MIM ha già chiesto 44.642 immissioni in ruolo, l'8% in meno rispetto all'anno precedente. Se l'indirizzo continua a perdere iscritti proprio nelle regioni con il calo più forte, la contrazione degli organici sarà concentrata lì.
Il banco di prova sarà autunno 2027: se il Parini con la nuova formula recupera iscritti a Milano, altre scuole del Nord potranno seguire. Se il calo lombardo continuerà sotto il 3%, il problema smetterà di essere didattico e diventerà di sopravvivenza istituzionale.