Il decreto Scuola convertito nella Legge 30 ottobre 2025, n. 164 dimezza il margine di manovra delle commissioni d'esame: i punti bonus della Maturità 2026 scendono da 5 a 3 e scattano solo oltre i 90 punti. La conseguenza non riguarda solo il voto sul diploma, ma anche chi accede ai 500 euro della Carta del Merito e alle agevolazioni universitarie collegate.
Bonus dimezzati e soglia a 90 punti
Il testo coordinato della Legge 164/2025 in Gazzetta Ufficiale modifica l'articolo 18 del D.Lgs. 62/2017. Le commissioni potevano integrare il punteggio finale fino a 5 punti se il candidato superava 30 crediti e 50 punti nelle prove d'esame; ora il tetto è di 3 punti e la soglia complessiva sale a 90.
Il punteggio massimo resta fissato a 100: 40 punti per il credito scolastico, ripartiti in 12, 13 e 15 negli ultimi tre anni, e 60 distribuiti tra la prima prova scritta (20), la seconda prova (20) e il colloquio orale (20). Il margine di intervento della commissione passa quindi dal 5 al 3 per cento del punteggio complessivo.
Quando scatta la lode
La lode resta agganciata alle regole originarie del D.Lgs. 62/2017: l'attribuisce all'unanimità la commissione a chi raggiunge 100 punti senza ricorrere all'integrazione, dopo aver ottenuto il credito scolastico massimo con voto unanime del consiglio di classe e il punteggio pieno in tutte le prove d'esame. Chi conta sui bonus per arrivare a 100 non può, per definizione, avere la lode: il 100 con integrazione vale come 100 pieno, mentre il 100 e lode certifica un percorso senza appoggi.
Le novità sulle prove scritte introdotte nel ciclo precedente avevano già spostato il baricentro della valutazione (vedi le nuove regole sulle seconde prove dell'esame 2025).
Chi prendeva il 100 grazie all'integrazione: la fotografia del 2025
Per pesare l'impatto basta leggere i numeri della Maturità appena conclusa. Su 524.415 candidati, il 7,1 per cento ha ottenuto 100 e il 2,8 per cento anche la lode: 13.857 diplomati, in crescita rispetto al 2,6 per cento del 2024 secondo il focus del Ministero dell'Istruzione e del Merito diffuso il 4 agosto 2025.
Il dato nazionale però nasconde un divario consolidato. In valore percentuale la Calabria guida con il 6,1 per cento di diplomati con lode, seguita da Puglia (5,5%) e Sicilia (4,7%); al Nord la quota crolla: Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto superano di poco l'1%, la Valle d'Aosta si ferma allo 0,3%. In valori assoluti il primato è della Campania con 2.898 lodi, seguita da Sicilia (1.947) e Puglia (1.891). Il divario è anche per indirizzo: liceo classico e internazionale registrano l'8,4 per cento di lodi, contro l'1,5 per cento degli istituti tecnici e lo 0,6 per cento dei professionali.
La stretta sui bonus tocca soprattutto le commissioni che usavano 4 o 5 punti per portare un candidato dal 95 al 100 senza lode, il segmento in cui i territori del Sud erano storicamente più concentrati. Tradotto: anche assumendo che le commissioni esercitino al massimo il nuovo margine, il numero di 100 e lode del 2026 difficilmente confermerà il record dell'anno scorso. Una rassegna delle novità degli esami 2025 aveva già anticipato la direzione.
L'effetto Carta del Merito e le agevolazioni universitarie
Il 100, con o senza lode, è la soglia di accesso alla Carta del Merito sul portale del Ministero della Cultura, il voucher da 500 euro cumulabile con la Carta della Cultura Giovani e spendibile in libri, musei, cinema, corsi di lingua e di musica. Per i diplomati 2026 le richieste si apriranno il 31 gennaio 2026 e l'importo dovrà essere speso entro il 31 dicembre 2026, con il limite dei 19 anni di età.
Per la coorte 2026 le conseguenze concrete sono due. La prima: i candidati che con la vecchia disciplina avrebbero chiuso a 95 o 97 possono restare sotto la soglia del 100 se la commissione, ora più vincolata, non li porta al massimo. La seconda: la stretta restringe la platea di chi accede a borse di studio universitarie e riduzioni delle tasse di iscrizione collegate al voto di diploma, strumento che molti atenei legano proprio al 100 o al 100 e lode.
C'è anche un effetto indiretto sulle scelte post-diploma. La perdita di un punteggio premio può spostare verso percorsi formativi diversi, comprese le mobilità internazionali tra Italia, USA e Canada che richiedono diplomi competitivi per candidarsi a borse e residenze.
Per chi sostiene la prova nelle prossime settimane vale la pena simulare il punteggio insieme alla propria scuola: senza arrivare a 90 punti tra credito e prove, i 3 punti bonus non si attivano, e l'unico ponte verso il 100 resta una prestazione piena, dallo scritto al colloquio.