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Il De Pretto di Schio vince la STEM Racing e vola alla finale di Singapore

L'Itis vicentino conquista il titolo nazionale di STEM Racing e accede al mondiale, ma l'Italia resta sotto la media UE per laureati STEM.

L'Itis "Silvio De Pretto" di Schio ha vinto per la seconda volta la STEM Racing Italy, il campionato nazionale che porta nelle scuole la Formula 1 in miniatura ad aria compressa. La squadra Proioxis correrà ora le finali mondiali a Singapore.

La vittoria al Mugello e la rotta per Singapore

La finale nazionale si è svolta il 20 e 21 giugno 2026 all'Autodromo del Mugello, con dieci team studenteschi arrivati da tutta Italia dopo un percorso di qualificazioni regionali. I giudici hanno valutato non solo la velocità del prototipo sul rettilineo, ma anche la progettazione aerodinamica, il piano di sostenibilità finanziaria e la capacità di attrarre sponsor: una simulazione di tutto il ciclo di una scuderia, dalla cartella tecnica al pit display. L'ex presidente del Veneto Luca Zaia ha definito l'istituto vicentino un'eccellenza nel campo della formazione tecnica e delle discipline STEM. I ragazzi del De Pretto raccontano giorni e notti passati a limare millesimi di secondo, culminati con due giornate di prove a 35 gradi al Mugello. Per la scuola di Schio è il secondo titolo italiano in pochi anni, un dato che spiega perché Proioxis sia diventata una delle realtà più strutturate del torneo.

80 squadre italiane in un torneo che nel mondo coinvolge 1,83 milioni di studenti

A Singapore Proioxis troverà avversari da 33 Paesi. Le finali mondiali della passata edizione hanno radunato 83 squadre e oltre 900 partecipanti, e il programma globale STEM Racing coinvolge ogni anno circa 17.000 scuole in 51 nazioni, per un totale stimato di 1,83 milioni di studenti dalla nascita del progetto. L'Italia partecipa con circa 80 squadre, concentrate in poche regioni: la sola finale del Triveneto ospitata a Schio ha messo in pista 149 studenti su 16 team, segno che il bacino reale è ancora geograficamente sbilanciato. Il contrasto si riflette sui numeri di sistema. Secondo l'ISTAT, in Italia si laureano 18,3 giovani in discipline scientifico-tecnologiche ogni 1.000 abitanti tra i 20 e i 29 anni, contro una media UE di 23. La quota di iscritti universitari in percorsi STEM è ferma al 25%, sotto la media europea del 26,9% e lontana dall'obiettivo del 32% fissato dall'UE per il 2030. Il divario di genere amplifica il problema: solo 14,3 ragazze su 1.000 completano un percorso STEM, contro 21 ragazzi, una distanza che resta intatta da anni. Iniziative scolastiche come il focus su robotica e STEM di Scuola Futura a Pescara cercano di colmare il gap, ma per ora i risultati di laboratorio non si traducono nei numeri delle facoltà scientifiche.

Gli istituti tecnici in calo, ma il settore tecnologico tiene

Il successo del De Pretto arriva mentre gli istituti tecnici nel loro complesso perdono terreno. Secondo i dati MIM sulle iscrizioni 2026/2027, gli iscritti agli istituti tecnici scendono al 30,84% del totale, in calo dal 31,32% dell'anno precedente, mentre i licei restano al 55,88%. Il settore tecnologico, quello che include indirizzi come meccanica, meccatronica, elettrotecnica e informatica, resiste invece al 19,06%, sostanzialmente stabile. L'indirizzo meccanico cresce dal 2,89% al 3,06%, mentre informatica e telecomunicazioni si attesta al 4,98%. La filiera quadriennale tecnico-professionale 4+2 ha raddoppiato gli iscritti, passando da 5.449 a 10.532, con una concentrazione particolarmente forte nel Mezzogiorno. Anche il liceo del made in Italy, nato per intercettare studenti interessati a competenze pratiche, mostra segnali di crescita, come ricostruito nell'analisi sull'aumento delle iscrizioni al Liceo Made in Italy. Il quadro è più sfumato del previsto: cala l'istituto tecnico generico, ma cresce dove il percorso è collegato a un ruolo produttivo riconoscibile, come l'ingegnere di linea o lo specialista di automazione.

Per i ragazzi di Schio restano ora alcuni mesi di test sul prototipo Proioxis prima del confronto a Singapore. Per il sistema scolastico italiano, il dato da non perdere di vista è un altro: l'eccellenza isolata produce vittorie, ma non basta a chiudere la distanza con l'Europa sui laureati scientifici.

Pubblicato il: 24 giugno 2026 alle ore 16:11