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Libri di scuola 2026: perché i tetti del MIM non fermano la stangata

DM 51/2026: tetti fermi tra 303 e 346 euro per anno. Federconsumatori stima 545 euro solo di libri. In Trentino spesa zero fino al biennio delle superiori.

Nel 2026 i tetti di spesa per la dotazione libraria della scuola secondaria salgono dell'1,5%, l'inflazione programmata fissata dal Ministero dell'economia. La UIL Scuola stima però che i listini reali cresceranno dell'1,8% e che il materiale didattico rincarerà fino al 4%. Il segretario generale Giuseppe D'Aprile propone di estendere a tutta Italia il modello del Trentino, dove il costo dei libri per le famiglie è zero fino al biennio delle superiori.

I tetti MIM per il 2026/2027, cifra per cifra

Il decreto ministeriale numero 51 del 26 marzo 2026, firmato dal ministro Giuseppe Valditara, aggiorna i limiti entro cui i docenti devono restare quando adottano i libri di testo. Nella scuola secondaria di primo grado il tetto è di 303 euro in prima, 121 in seconda, 136 in terza: 560 euro complessivi per il triennio. Alle superiori il primo anno pesa di più: 346 euro al liceo classico e al linguistico, 331 allo scientifico, 329 all'istituto tecnico settore economico. Il decreto pubblicato dal Ministero dell'istruzione prevede uno sconto del 10% per i testi in versione mista cartacea-digitale e del 30% per quelli solo digitali; gli aumenti motivati dal collegio docenti non possono superare il 20%.

Perché il tetto non basta

La stima Federconsumatori porta invece a 545 euro la spesa media reale per i soli libri di una prima superiore e a 673 euro il corredo, prima di tecnologia e trasporti i numeri Federconsumatori sul rientro a scuola 2026. Il divario nasce dai vocabolari, dai testi consigliati fuori dotazione libraria e dai frequenti cambi di edizione che rendono inutilizzabile l'usato. È il punto su cui insiste D'Aprile: quando gli aggiornamenti non sono sostanziali, non si può costringere una famiglia ad acquistare un nuovo libro. Sommando i tetti MIM per due figli, uno in prima media e uno in prima classica, il costo teorico si ferma a 649 euro. La spesa complessiva per il rientro 2026 arriva però a 1.478 euro tra libri, corredo e tecnologia, senza contare bollette e trasporti.

Il modello Trentino sposta il costo dalla famiglia alla Provincia

In Trentino il canale è pubblico. La scuola primaria fornisce i libri gratuitamente in proprietà. Nella secondaria di primo grado e nel biennio delle superiori è garantito il comodato d'uso gratuito. Dal terzo anno delle superiori i libri tornano a carico delle famiglie ma restano dentro tetti fissati dalla Giunta provinciale, con compartecipazioni economiche calcolate sull'indicatore ICEF. Il finanziamento arriva dalla Provincia autonoma, che copre acquisto, distribuzione e riuso pluriennale dei testi. La scheda ufficiale della Provincia autonoma di Trento specifica che le nuove adozioni non possono più essere solo cartacee. La Provincia sta rivedendo intanto anche altri passaggi del sistema: nel 2026 cambia il sistema di recupero con il 6 con l'asterisco.

La cornice europea e l'orizzonte pluriennale

La relazione della Commissione europea 'Investire nell'istruzione 2026', pubblicata il 1° settembre 2026, colloca l'Italia all'ultimo posto per quota di spesa pubblica destinata alla scuola: 8% contro la media UE del 9,7%. Su quel divario si innesta la proposta UIL: legare le adozioni dei libri a una programmazione con orizzonte triennale o quinquennale, pari alla durata di un ciclo scolastico, e destinare risorse strutturali alle scuole per finanziare acquisto, comodato e riuso pluriennale dei testi.

Nel Trentino, per due figli in prima media e in prima superiore, la voce libri resterebbe pari a zero fino alla terza classe delle superiori: sarebbe lo Stato, tramite la Provincia autonoma, ad acquistare i testi e a garantirne il riuso negli anni seguenti. Nel resto d'Italia il tetto ministeriale resta un vincolo per i docenti in fase di adozione, non per la spesa che finisce realmente sul bilancio delle famiglie. La differenza tra un sistema e l'altro non è nei tetti fissati per legge, ma in chi apre il portafoglio.

Pubblicato il: 8 settembre 2026 alle ore 15:18