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Beinette apre il polo Piero Angela: 4,4 milioni per l'infanzia 0-6

Il comune di 3.500 abitanti inaugura il polo dedicato al divulgatore con 45 posti tra nido e Sezione Primavera. L'Italia resta al 31,6% di copertura nidi.

Nel comune di Beinette, in provincia di Cuneo, il nuovo polo per l'infanzia intitolato a Piero Angela ha aperto le porte il 6 settembre 2026, all'avvio dell'anno scolastico 2026/2027. Alla cerimonia era presente il figlio Alberto Angela, che ha ricordato la fiducia del padre nei giovani e la sua opera di divulgazione scientifica. L'edificio, costruito in piazza Salvo d'Acquisto con 4,4 milioni di euro del PNRR, accoglie in un'unica sede nido, Sezione Primavera e scuola dell'infanzia.

I numeri del polo di Beinette

Il polo integra tre servizi in un unico spazio: 25 posti al nido per bambini da 3 a 36 mesi, 20 posti nella Sezione Primavera dedicata alla fascia 24-36 mesi e le sezioni della scuola dell'infanzia. Il finanziamento PNRR ammonta esattamente a 4.431.375 euro e rientra nella Missione 4, Componente 1, Investimento 1.1, il piano PNRR per asili nido e scuole dell'infanzia. Il costo complessivo dell'opera, con i cofinanziamenti, sfiora i 5,5 milioni.

Beinette conta circa 3.500 residenti: strutture 0-6 di queste dimensioni restano rare nei comuni di fascia demografica bassa. Il modello del polo per l'infanzia, introdotto dal decreto legislativo 65 del 2017 con il sistema integrato 0-6, unisce servizi che nella prassi restano separati e prevede spazi condivisi, personale coordinato e continuità pedagogica dalla nascita all'ingresso in primaria.

L'Italia insegue il 33% al 2027 e il 45% al 2030

Il caso di Beinette arriva mentre l'Italia resta ferma al 31,6% di copertura dei posti nei nidi: è il rapporto tra posti autorizzati (pubblici e privati) e bambini residenti da 0 a 2 anni compiuti, secondo l'ultimo report ISTAT sull'anno educativo 2023/2024. Il valore è appena sotto la soglia del 33% che la legge di Bilancio 234/2021 ha fissato come Livello Essenziale delle Prestazioni da garantire entro il 2027 a livello comunale o di bacino territoriale. Il target europeo è più alto: 45% entro il 2030, secondo gli obiettivi di Barcellona aggiornati dal Consiglio UE il 29 novembre 2022.

I divari territoriali sono il vero problema. Nel Nord-ovest la copertura si ferma al 36,6%, nel Nord-est sale al 39,1% e nel Centro tocca il 40,4%, con un picco del 48,4% in Umbria. Nel Sud e nelle Isole crolla rispettivamente al 19% e 19,5%, con l'unica eccezione della Sardegna. Anche i comuni capoluogo del Mezzogiorno restano lontani dalla vecchia soglia del 33%. Il PNRR sta comunque spingendo l'offerta: nel 2023/2024 i posti autorizzati sono cresciuti del 3,4% e i servizi attivi del 3,8%, per un totale di 378.500 posti in 14.570 strutture. La quota di bambini che frequenta effettivamente una struttura educativa si ferma al 34,5%, contro il 71,5% dei Paesi Bassi e il 57,4% della Francia.

Cosa cambia per le famiglie e per i comuni piccoli

Per una famiglia di Beinette il polo significa un servizio pubblico dalla nascita ai sei anni senza cambiare struttura, con orari e personale coordinati. Nei comuni sotto i 5.000 abitanti, dove spesso il nido non esiste e la conciliazione lavoro-famiglia ricade sulle madri, questo modello incide direttamente sull'occupazione femminile e sulla domanda di posti.

La spesa dei Comuni italiani per i servizi 0-3 anni è arrivata a 1,75 miliardi nel 2023, in crescita del 3,9% sull'anno precedente, ma la spesa corrente pro capite per bambino oscilla dai 234 euro della Calabria ai 3.314 euro della Provincia autonoma di Trento. Chi apre nuovi posti con il PNRR deve mettere in bilancio la gestione a regime: cofinanziamenti comunali, tariffe agevolate, convenzioni con il privato. A Beinette la gara per la gestione quinquennale del polo vale 1,5 milioni. Sul fronte famiglie, dal 2017 il Bonus asilo nido dell'INPS integra la spesa comunale: nel 2023 sono stati erogati 662 milioni di euro.

Entro il 2027 ogni Comune italiano dovrà garantire almeno 33 posti ogni 100 bambini sotto i tre anni. Mancano poco più di quindici mesi e il divario del Mezzogiorno resta il vero nodo del piano nidi.

Pubblicato il: 8 settembre 2026 alle ore 08:53