Il 55,9% degli studenti iscritti al primo anno delle superiori nel 2026/2027 ha scelto un liceo, il 30,8% un istituto tecnico e il 13,3% un professionale. Il dato del Iscrizioni 2026/2027 - Ministero dell'Istruzione e del Merito fotografa oltre 500.000 ragazze e ragazzi che a settembre entrano in aula dopo aver formalizzato l'iscrizione tra gennaio e febbraio. Un'indagine del Censis su più di 8.000 studenti delle secondarie di secondo grado mostra però che la scelta non è mai un fatto individuale: dietro il richiamo alle passioni pesano il titolo di studio dei genitori e il consiglio orientativo ricevuto alle medie.
Quello che gli studenti dichiarano
Il criterio più citato sono gli interessi e le passioni personali: lo indica il 61,7% degli intervistati, quota che sale al 62,9% tra le ragazze. Il 26,8% dice di aver scelto un indirizzo che tenga aperte più opportunità future, il 21,7% riconosce il peso dei suggerimenti di genitori e familiari. Il riferimento al lavoro desiderato pesa per il 13%, il consiglio degli insegnanti per il 12,5%. Più marginali la vicinanza a casa (8,6%), i futuri studi universitari (6,6%), le scelte degli amici (4,3%) e la ricerca di un indirizzo meno impegnativo (2,1%).
Sul consiglio orientativo formulato in terza media, quasi metà degli studenti (49,3%) dichiara di averlo seguito interamente, il 23,3% solo in parte e il 18,4% ha scelto un indirizzo diverso da quello suggerito dagli insegnanti. Un dato che assegna alla scuola secondaria di primo grado un ruolo di filtro tutt'altro che neutro nel disegno delle traiettorie successive.
Il fattore famiglia che i dati fanno emergere
Il 48,3% degli studenti liceali ha almeno un genitore in possesso di laurea o altro titolo terziario. La stessa condizione riguarda il 25,8% degli iscritti agli istituti tecnici e il 25,5% dei professionali: una differenza di oltre venti punti percentuali tra chi va al liceo e chi frequenta gli altri due indirizzi. Tra i ragazzi dei professionali risulta invece più elevata la presenza di famiglie con titoli di studio medio-bassi. Lo scarto non è nuovo, ma le percentuali attuali confermano che il tipo di scuola scelta continua a correlare con il capitale culturale della famiglia di origine.
La rilevazione, realizzata dal Censis nell'ambito del progetto "La scuola vista dai giovani" dell'Osservatorio Iride, incrocia la scelta effettiva con il retroterra familiare. Ne emerge che gli studenti motivano la propria decisione con le passioni personali, ma la distribuzione tra licei, tecnici e professionali segue un tracciato che ricalca il livello di istruzione ereditato in famiglia.
Per docenti e famiglie il quadro suggerisce di rileggere il consiglio orientativo di terza media come strumento che può ampliare, o restringere, le opzioni percepite dai ragazzi. Vale soprattutto per chi non ha in casa un modello universitario: nei dati Censis la passione dichiarata si intreccia con una geografia sociale che i numeri rendono difficile da ignorare.