Il Decreto ministeriale 221 del 9 dicembre 2025 riporta il latino nella scuola secondaria di primo grado, ma non lo trasforma in disciplina obbligatoria. Si tratta di un insegnamento opzionale di almeno un'ora settimanale, che le scuole dovranno attivare dal 2026/2027 nelle classi seconde e terze, ritagliandolo dagli spazi di autonomia gia' disponibili nel Piano triennale dell'offerta formativa.
Cosa dice davvero il decreto 221/2025
La disciplina si chiama Latino per l'educazione linguistica (LEL) e non entra nel quadro orario ordinario definito dal DPR 89/2009. Il decreto specifica che l'insegnamento e' avviato in via di prima applicazione e su base opzionale, nelle classi seconde e terze gia' funzionanti nel 2026/2027. La denominazione non e' casuale: l'obiettivo dichiarato e' collegare il mondo antico all'esperienza degli studenti, senza riprodurre l'impianto liceale delle traduzioni e delle versioni.
Ogni istituto dovra' inserire l'insegnamento nel PTOF utilizzando spazi di autonomia, flessibilita' e ampliamento dell'offerta formativa. La dotazione minima suggerita e' di un'ora a settimana, che puo' essere collocata nello spazio di approfondimento in materie letterarie oppure in orario extracurricolare, anche per gruppi misti fra classi diverse. Le nuove Indicazioni convivranno con quelle del 2012 fino al passaggio completo previsto entro il 2028/2029 per le medie, con esaurimento nel 2030/2031 per la primaria.
Il nodo vero: chi lo insegnera'
La nota ministeriale prot. 1312 del 2026 chiede agli istituti di individuare docenti dell'organico dell'autonomia in possesso di adeguate competenze. Le classi di concorso di lettere alle medie non prevedono automaticamente la lingua classica tra le abilitazioni richieste, e nei percorsi di formazione iniziale degli ultimi anni essa e' spesso opzionale o assente. Il risultato e' che molte scuole rischiano di trovarsi senza risorse interne pronte all'uso, con il paradosso di una disciplina prescritta ma priva di personale gia' formato.
Il decreto prevede allora una soluzione operativa esplicita: se non ci sono insegnanti con competenze specifiche, gli istituti potranno stipulare convenzioni con istituti di istruzione secondaria di secondo grado che erogano latino, tipicamente licei classici e scientifici del territorio. E' un passaggio che sposta il tema dal piano didattico a quello organizzativo e contrattuale, aprendo questioni sulla continuita' del docente, sull'orario e sul costo dell'operazione per le scuole con budget piu' stretti. Come gia' rilevato, il vero nodo resta il reclutamento dei docenti.
Il Consiglio di Stato, nel parere favorevole reso a novembre 2025, aveva gia' segnalato il rischio di disparita' territoriali: la stessa scuola in zone con piu' licei classici avra' piu' opzioni di quella in aree periferiche, dove la convenzione puo' essere difficile da attivare. Un'osservazione condivisa anche dal CSPI che ha espresso parere non unanime sulle novita' del secondo ciclo, con dodici voti contrari sul dossier.
Cosa devono fare le scuole entro settembre 2026
Le istituzioni scolastiche hanno tre adempimenti concreti prima dell'avvio dell'anno scolastico. Il primo e' adattare il PTOF rielaborando il curricolo di istituto sulle Indicazioni 2025, con particolare attenzione alle discipline che hanno una scansione temporale diversa dal 2012, come la storia e la matematica con l'aggiunta dell'informatica. Il secondo e' avviare l'orientamento delle famiglie delle classi seconde e terze funzionanti, cosi' che la scelta del LEL sia consapevole e non tardiva, presentata con progetto e ricadute didattiche chiare.
Il terzo passaggio e' la verifica dell'organico: mappare i docenti con competenze specifiche, valutare la copertura delle richieste e, se necessario, aprire i contatti con i licei del bacino per una convenzione formalizzata. I libri di testo saranno adeguati solo dalle classi prime del 2026/2027; per le seconde e terze in prima applicazione i collegi dovranno scegliere autonomamente materiali coerenti con l'impianto della LEL, senza attendere la nuova offerta editoriale. Rimangono ferme le modalita' di valutazione, mentre il registro elettronico andra' aggiornato per accogliere i nuovi obiettivi di apprendimento.
L'integrazione del quadro orario settimanale del DPR 89/2009 arrivera' solo in un secondo momento: fino ad allora il latino nelle scuole medie resta un insegnamento in autonomia, e la sua diffusione reale dipendera' piu' dalle scelte organizzative dei singoli istituti e dalla disponibilita' di docenti competenti sul territorio che dal decreto stesso.