Gennaro Capriati è entrato in classe convinto di dover sgridare gli studenti. Li ha trovati in piedi sui banchi del liceo Salvemini di Bari, a recitare 'O capitano, mio capitano'. È il suo ultimo giorno dopo quasi quarant'anni di insegnamento di matematica e fisica. Il video del saluto, diventato virale in pochi giorni, è la cornice di una statistica meno emotiva: a settembre 2026, con Capriati, lasceranno la cattedra altri 25.351 docenti italiani.
Il saluto e l'intervista al Corriere
Nell'intervista al Corriere, Capriati ha raccontato di aver pensato a un richiamo dei colleghi, non a una sorpresa. 'Quando sono entrato in classe e ho visto studenti di diverse generazioni accogliermi in quel modo, sono stato travolto dall'emozione', ha detto. Alla domanda su cosa gli mancherà di più, la risposta è netta: il confronto quotidiano con i ragazzi. Cosa non gli mancherà: la burocrazia, il registro elettronico e i voti, che a suo avviso 'spesso finiscono per inquinare la relazione educativa'. Si descrive come un 'artigiano della didattica' e attribuisce alla formazione parrocchiale nei vicoli di Bari vecchia la propria idea di rapporto con gli studenti. 'Prima delle discipline ci sono le persone. Un ragazzo non apprende davvero se non si sente accolto e riconosciuto'.
25.352 cessazioni, 10.518 solo nella secondaria di II grado
Il caso Capriati arriva nelle stesse settimane in cui il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha illustrato ai sindacati il quadro delle cessazioni 2026/2027: secondo le rilevazioni SIDI al 12 gennaio 2026, le uscite complessive del personale docente sono 25.352, in calo del 9,2% rispetto alle 27.926 dell'anno precedente. Il dato più rilevante riguarda proprio il grado dove insegnava il prof barese: la secondaria di secondo grado registra 10.518 uscite, oltre il 41% del totale nazionale. Gli altri segmenti contano 3.013 docenti dell'infanzia, 7.155 della primaria e 4.666 della secondaria di primo grado. Le procedure per coprire le cattedre vuote sono regolate dall'ordinanza MIM sulla mobilità del personale scolastico 2026/2027, che ha fissato la pubblicazione degli esiti per il 29 maggio.
Il numero da solo dice poco. Pesa quando lo si confronta con il quadro internazionale. Secondo il rapporto Education at a Glance 2025 dell'OCSE, scheda Italia, nel 2023 il 52% dei docenti italiani della scuola secondaria aveva più di 50 anni: 14 punti sopra la media OCSE, ferma al 38%. L'Italia è il sesto Paese su 37 per quota di insegnanti senior. Dieci anni prima quella quota era al 69%, e solo Italia e Germania hanno registrato un calo significativo nel decennio. La pipeline di ricambio resta però sottile: in tutta l'area OCSE solo il 9% degli insegnanti della secondaria ha meno di 30 anni.
Chi prenderà il posto dei 10.518
Capriati era un docente di matematica e fisica, esattamente i profili in cui i concorsi scuola degli ultimi anni hanno registrato il maggior numero di posti vacanti rispetto ai candidati idonei. La ricaduta concreta delle 10.518 uscite nella secondaria di II grado dipenderà dalla velocità con cui i nuovi vincitori dei concorsi PNRR entreranno nelle classi. Ogni anno scolastico in cui la cattedra resta affidata a un supplente significa, per uno studente di liceo, una probabilità più alta di cambiare professore tra il primo e il quinto anno, con effetti sulla continuità didattica e sul rapporto educativo di cui parla il prof barese. Il tema della relazione fra docente e studente attraversa anche altre vicende del dibattito scolastico recente: dalla protesta degli studenti contro l'accorpamento degli istituti nel Lazio al diritto agli strumenti compensativi riconosciuto dal Consiglio di Stato, fino al tema della salute mentale degli studenti e dei progetti di prevenzione.
Il prossimo 1° settembre Capriati non rientrerà al Salvemini. Con lui chiudono il proprio ciclo altri 10.517 prof della secondaria di II grado. Il video del 'capitano' non fa parte di nessun report ministeriale, ma il numero che lascia sul tavolo dei dirigenti scolastici è il termine reale del confronto.