La continuità sostegno per il 2026/2027 si gioca in una sezione della domanda 150 preferenze, aperta su Istanze on line fino alle 14 del 29 luglio. La disponibilità raccolta a maggio dal dirigente scolastico è solo una manifestazione di interesse: la scelta diventa definitiva e irrevocabile soltanto in questa fase, e chi compila male la sezione rischia di perdere il diritto anche con l'ok della famiglia e del Gruppo di lavoro operativo.
Come funziona la conferma sui posti di sostegno
La procedura è disciplinata dall'articolo 13 dell'ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 e dettagliata nella Nota MIM sulla continuità dei docenti a tempo determinato 2026/2027.0007766.26-03-2026.pdf/). Il percorso parte dalla richiesta della famiglia dell'alunno con disabilità entro il 31 maggio, prosegue con la valutazione del dirigente scolastico entro il 15 giugno (sentito il Gruppo di lavoro operativo) e il consenso non vincolante del docente, e si chiude con l'inserimento a SIDI entro il 26 giugno. Solo dopo, il docente esprime la scelta definitiva nella domanda POLIS delle 150 preferenze.
Nella sezione dedicata compaiono le scuole per cui è stata formalizzata la richiesta. Il docente deve confermare la disponibilità per ciascuna e indicare le tipologie di contratto accettate: fino al 31 agosto 2027, fino al 30 giugno 2027 su posto intero, fino al 30 giugno 2027 su spezzone con eventuale interesse al completamento. Come compilare la sezione continuità sostegno passo per passo.
125mila precari, 58mila conferme: il peso reale del meccanismo
I posti di sostegno in deroga nelle scuole statali sono passati da 33.371 nel 2015/16 a 125.462 nel 2024/25, con un incremento del 276% in dieci anni. Nell'anno scolastico 2025/26 il Ministero ha comunicato quasi 58mila conferme complessive grazie al nuovo meccanismo introdotto lo scorso anno, meno della metà del bacino dei precari. Di queste, circa 24mila hanno riguardato docenti non specializzati individuati dalla seconda fascia GPS o dalle graduatorie incrociate.
La conseguenza è che ogni errore nella sezione ha un impatto ampio. La conferma dipende da un algoritmo che assegna prima i posti al personale di ruolo, alle utilizzazioni e alle assegnazioni provvisorie: la cattedra deve restare disponibile dopo queste operazioni, e l'aspirante deve avere titolo a una nomina qualsiasi nella prima fase di scorrimento. Se la domanda è troppo restrittiva, il sistema salta la conferma.
Quattro mosse che salvano (o azzerano) la conferma
* Vincolo sulla scuola, non sulla classe: il diritto è con l'istituzione scolastica, quindi chi aveva uno spezzone può chiedere anche cattedra intera. * Preferenze ampie, non solo la scuola della continuità: l'algoritmo verifica prima il diritto a una nomina in fase iniziale. Poche preferenze significano meno probabilità di conferma.
* Nessun obbligo di prima posizione: la scuola della continuità può stare in qualsiasi punto dell'elenco. La conferma dipende dalla disponibilità della cattedra, non dall'ordine.
* Attenzione agli spezzoni: includerli tra le tipologie accettate può portare a un incarico ridotto invece di una cattedra intera. Il consiglio della Gilda è limitarsi ai contratti annuali e fino al termine delle attività didattiche.
L'accettazione è definitiva: esclusi anche gli interpelli
Il consenso espresso nella domanda POLIS è definitivo, vincolante e irrevocabile. Se ricorrono le condizioni, il docente viene assegnato alla sede richiesta ed è escluso da tutte le altre procedure di supplenza, comprese quelle di interpello previste dall'articolo 14 dell'ordinanza. Chi cambia idea non può tornare sui propri passi. Attenzione anche a un adempimento formale: la sezione delle supplenze standard va compilata comunque, perché senza quella l'aspirante non può essere né confermato né destinatario di supplenze fino al 31 agosto o al 30 giugno.
Il peso della scelta cresce nelle regioni dove il ricorso ai posti in deroga è strutturale e le conferme restano poche. In Sicilia i posti in deroga sono cresciuti del 794% in dieci anni.
La finestra chiude il 29 luglio alle 14. Per chi ha maturato il diritto, la sezione delle 150 preferenze è l'unico passaggio in cui il docente ha una leva reale: gli altri passi dipendono da famiglia, dirigente scolastico e Ufficio scolastico territoriale.