Il Consiglio dei ministri, riunito giovedì 23 luglio 2026 sotto la presidenza di Giorgia Meloni, ha dato il via libera al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2022-2024 dell'Area Istruzione e Ricerca per il personale dirigente. Il provvedimento autorizza il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, a esprimere il parere favorevole del Governo sull'ipotesi contrattuale sottoscritta all'ARAN l'11 maggio 2026 dalle sigle rappresentative del settore, ANP, FLC CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA e DirigentiScuola. Il perimetro applicativo comprende 7.916 dirigenti, per la quasi totalità dirigenti scolastici, secondo il comunicato n. 182 del Consiglio dei ministri.
I numeri del rinnovo
L'ipotesi contrattuale riconosce un beneficio medio a regime del 5,78% calcolato sul monte salari 2021, come indicato nel comunicato del Consiglio dei ministri. Alla parte tabellare si affianca una quota destinata alla contrattazione integrativa e alla retribuzione di posizione variabile, sulla quale si definiscono a livello locale i differenziali legati al ruolo e ai risultati. In base alle stime diffuse dalle sigle sindacali dopo la firma di maggio, l'aumento medio complessivo si attesta intorno ai 500 euro lordi al mese su tredici mensilità, mentre gli arretrati, decorrenti dal 1° gennaio 2024, ammontano in media a circa 5.800 euro lordi per dirigente. La parte economica ha effetto retroattivo dall'inizio del 2024, mentre gli istituti normativi entreranno in vigore dalla sottoscrizione definitiva del testo, prevista dopo il passaggio in Corte dei Conti. Il Ministero dell'Istruzione motiva la scelta di procedere in tempi ristretti con la finalità di recuperare il potere d'acquisto eroso dall'inflazione registrata nel triennio contrattuale.
L'iter verso il triennio 2025-2027
Nel comunicato ministeriale, il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato l'avvio del percorso per il rinnovo successivo. L'obiettivo dichiarato è la chiusura in tempi rapidi dell'Atto di indirizzo, il documento con cui il Governo definisce risorse e priorità della trattativa, e l'apertura del confronto all'ARAN per il contratto 2025-2027 dedicato alla dirigenza scolastica. Sul fronte del personale non dirigente, il CCNL del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027 è stato invece firmato in via definitiva il 1° luglio 2026 all'ARAN, con la parte economica destinata a docenti, personale ATA, università e ricerca. L'ordine dei tavoli ricalca quello del precedente triennio, quando il rinnovo dei dirigenti era arrivato dopo quello del comparto e dopo un analogo iter di parere governativo.
L'efficacia del CCNL è condizionata alla registrazione da parte della Corte dei Conti e alla successiva sottoscrizione definitiva all'ARAN. Aumenti in busta paga e arretrati sono attesi nella seconda metà del 2026, al termine dei controlli di regolarità contabile. Il perfezionamento del testo definirà anche gli istituti normativi, tra cui le disposizioni su ferie, mobilità e permessi già delineate nell'ipotesi di maggio, che valgono per l'intera platea dei circa 8.000 dirigenti scolastici in servizio.