Il percorso quadriennale della filiera tecnologico-professionale, noto come filiera 4+2, entra nell'ordinamento scolastico da settembre 2026. I dati del Ministero dell'Istruzione e del Merito diffusi il 2 marzo 2026 fotografano una crescita rapida: 10.532 iscritti al primo anno per il 2026/27, quasi il doppio dei 5.449 dell'anno precedente. Gli studenti complessivamente coinvolti nel canale superano i 20.000.
Il quadro della riforma dal 2026/27
Con l'ingresso a regime, tutti gli istituti tecnici e professionali possono offrire un doppio binario: quadriennale o quinquennale. Il MIM ha autorizzato 532 nuovi percorsi per il 2026/27, portando a oltre 700 gli istituti che offrono il modello. Circa 400 scuole lo attivano per la prima volta. La riforma introduce esperti d'impresa in aula: imprenditori e manager possono insegnare quando la scuola necessita di competenze non presenti nel corpo docente, con curricoli concordati fra istituto, azienda partner e ITS Academy di riferimento.
Il quadro delle scelte per la secondaria di secondo grado nel 2026/27 vede i licei al 55,88%, gli istituti tecnici al 30,84% e i professionali al 13,28% (comunicato MIM sulle iscrizioni 2026/2027). Il boom di adesioni al quadriennio si concentra al Sud, con 90 nuovi percorsi autorizzati in Campania, di cui 50 nella provincia di Napoli.
Perché il vero snodo sono gli ITS Academy
Il quadriennio non è un canale a sé: la sua ragione strategica sta nel biennio finale presso gli ITS Academy, gli istituti tecnologici superiori nati nel 2010 e potenziati dal PNRR. Al 1° febbraio 2026 il sistema conta 149 ITS Academy in tutte le regioni, 2.275 percorsi formativi, 40.854 iscritti ai percorsi attivi tra gennaio 2023 e maggio 2026 e 5.482 soggetti partner, dei quali 2.585 sono imprese (numeri INDIRE sugli ITS Academy).
Il monitoraggio nazionale 2026 di INDIRE ha esaminato 506 percorsi conclusi al 31 dicembre 2024, erogati da 115 ITS Academy. Su 13.195 iscritti risultano 9.991 diplomati, il 75,7% degli iscritti. Di questi, il 79,7% (7.964) ha un contratto di lavoro stipulato entro dicembre 2024, e il 92,8% svolge una mansione coerente con il percorso di studi. Un tasso di occupazione che nessuna altra filiera post-diploma italiana oggi registra.
Cosa cambia per scuole, docenti e famiglie
Per le famiglie del 2026/27 la scelta del quadriennio significa un diploma ottenuto in quattro anni con la possibilità di proseguire con due anni di specializzazione tecnica orientati all'impiego, oppure con l'iscrizione all'università. Per gli istituti significa costruire partenariati stabili con aziende, ITS Academy, formazione professionale regionale, CPIA ed enti di ricerca: il curricolo non è più solo materia del collegio docenti, ma esito di un accordo di filiera.
Restano nodi tecnici aperti. Il quinquennio compresso in quattro anni chiede di redistribuire ore di italiano, storia, matematica e discipline di indirizzo senza sacrificare la formazione di base. Sul versante del contratto e dell'organico, i docenti coinvolti si trovano a lavorare accanto a manager d'impresa in aula, con effetti da definire su orari e retribuzioni: si vedano gli aumenti stipendiali già in cedolino ad agosto 2026 dopo il rinnovo contrattuale. Anche la formazione dei tutor aziendali che entrano in classe è ancora in cantiere.
Prossimi mesi e primo banco di prova
Il primo indicatore utile arriverà a ottobre-novembre 2026, quando saranno note le classi effettivamente attivate rispetto ai percorsi autorizzati. Nel 2028 arriverà la prima maturità in quattro anni della filiera ordinamentale: il confronto con il format delle prove del ciclo attuale commentato dalla sottosegretaria Frassinetti dirà se il quadriennio regge la stessa asticella disciplinare. Le altre riforme della scuola in corso, compresa la legge 104/2026 sull'educazione sessuo-affettiva su cui l'Italia sta recuperando terreno rispetto all'Europa, convivranno con l'ingresso del nuovo canale. Gli ITS Academy, dal canto loro, hanno cinque anni per portare gli iscritti dalle 40mila unità attuali alla soglia dei 100mila fissata dal ministero come obiettivo di legislatura.