Save the Children ha lanciato Corri il rischio, un videogame gratuito per bambini di 8-12 anni che simula terremoti, alluvioni, incendi boschivi e crisi ambientali. Esce mentre il 43% delle scuole italiane si trova in zone sismiche 1 e 2 e solo una su venti ha mai svolto una prova di evacuazione per alluvione.
Cosa fa il videogame e a chi si rivolge
La onlus ha presentato il gioco l'11 giugno 2026 per la Giornata Internazionale del Gioco delle Nazioni Unite, in collaborazione con lo studio Code This Lab. La meccanica è quella di un adventure runner: il personaggio corre in automatico, il giocatore reagisce a ostacoli, salti, cambi di direzione e raccoglie oggetti utili in quattro scenari ispirati alla cronaca recente, alluvione, incendio boschivo, terremoto e crisi ambientale. Tra un livello e l'altro, minigame educativi e video formativi spiegano come comportarsi davvero in emergenza, con contenuti sviluppati da esperti nella gestione dei rischi.
Il gioco gira su telefoni, tablet e PC ed è gratuito sul portale feelsafe di Save the Children. La validazione è passata attraverso l'ente UNGUESS e focus group con bambini nei Punti Luce della onlus, in modo che linguaggio e sfide siano calibrati sulla fascia 8-12 anni.
I numeri dietro al gioco: 17.300 scuole in zona sismica
I bambini imparano cosa fare in caso di sisma o alluvione. Gli edifici dove studiano no. Sui 40.133 plessi censiti dall'anagrafe scolastica del Ministero dell'Istruzione e del Merito, 2.876 stanno in zona sismica 1, la classe a maggior pericolosità, e 14.467 in zona 2: oltre 17.300 scuole, il 43% del totale. Di queste, solo poco più del 3% ha avuto interventi di adeguamento o miglioramento sismico; l'11,4% è stato progettato fin dall'origine secondo la normativa antisismica. Il resto regge sulla speranza che il prossimo evento non arrivi. Tra settembre 2023 e settembre 2024 i crolli registrati nelle scuole italiane sono stati 69, il numero più alto degli ultimi sette anni.
Sul fronte alluvioni, uno dei quattro scenari del videogame, l'ultimo rapporto ISPRA stima 6,8 milioni di abitanti in aree a pericolosità idraulica media e oltre 742.000 edifici esposti al rischio frana elevato o molto elevato (Indicatori di rischio dissesto idrogeologico - ISPRA). Gli edifici scolastici in aree con vincolo idrogeologico sono il 6,7% del totale, ma in provincia di La Spezia salgono al 26,3% e crescono nei comuni interni, montani e rurali. Eppure le prove di evacuazione svolte nelle scuole coprono incendio (79%) e terremoto (70%), mentre il rischio alluvione si ferma al 5% e quello vulcanico all'1%. La frequenza dei fenomeni estremi cresce, il calendario delle simulazioni no.
Come usare il gioco in famiglia e in classe
Il videogame può tamponare il vuoto delle simulazioni che non si fanno. Save the Children consiglia di non lasciare il bambino solo davanti allo schermo: Francesca Valla, insegnante e autrice che ha collaborato al progetto, ricorda che il gioco funziona se l'adulto si siede accanto e gioca insieme. In classe, l'edu-game diventa un'integrazione concreta delle prove di evacuazione, soprattutto sui rischi meno coperti dal calendario interno della scuola.
Per le famiglie con figli in plessi in zona sismica 1 o 2 vale la pena verificare lo stato di agibilità della struttura: nel 59,16% degli edifici scolastici il certificato non risulta, e nel 57,68% manca anche quello di prevenzione incendi. Quando il rischio diventa concreto le conseguenze si vedono subito, come nella chiusura delle scuole per rischio tossico nei comuni intorno a Caivano dopo gli incendi industriali, o nelle situazioni meno spettacolari ma altrettanto pesanti che riguardano la qualità dei servizi alimentari, come la scoperta di larve nella pasta della mensa scolastica.
Il gioco copre il pezzo che la scuola pubblica fatica a coprire: il riconoscimento del rischio prima che diventi cronaca. I 225 interventi di adeguamento sismico finanziati a partire dal 2008 dal programma del Dipartimento della Protezione Civile (Sicurezza degli edifici scolastici - Dipartimento Protezione Civile) coprono meno dell'1,5% degli edifici in zona 1 e 2, e i prossimi terremoti non aspetteranno il completamento del piano.