Al liceo classico Vincenzo Monti di Cesena due studenti di quinta hanno preso 6 in condotta per aver esposto uno striscione con la scritta “L’Italia agli italiani”. Il consiglio di classe ha loro assegnato un compito critico sulle leggi razziali e sul saggio “Gli africani siamo noi” del genetista Guido Barbujani. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara è intervenuto in aula: “La frase non ha nulla di censurabile”.
Cosa ha detto Valditara al question time
Il 15 luglio 2026, alla Camera dei Deputati, Valditara ha confermato che l’ispezione dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna è tuttora in corso. L’obiettivo dichiarato è verificare “il rapporto tra la violazione delle regole scolastiche e il contenuto dell’elaborato”. Se dall’accertamento emergesse che il tema è stato scelto in reazione allo striscione e non per la violazione delle regole di condotta, “sarebbe un episodio in contrasto con la deontologia professionale dei docenti”, ha detto il ministro.
Il ministro ha anche ricordato che nessuno studente può essere sanzionato per il proprio pensiero politico: il DPR 249/1998 stabilisce infatti che la vita scolastica si fondi sulla libertà di espressione, pensiero e coscienza, nel rispetto del pluralismo delle idee. Il riferimento è al testo dello Statuto delle studentesse e degli studenti sul sito MIM, in vigore da oltre venticinque anni.
L’elaborato non è una scelta della scuola: lo impone la legge 150/2024
Il compito assegnato ai due studenti non è un’invenzione del consiglio di classe. È la conseguenza automatica del 6 in condotta, prevista dalla riforma della valutazione approvata dallo stesso Valditara nell’ottobre 2024. La legge 150/2024 stabilisce che, nella secondaria di secondo grado, per il voto di comportamento pari a sei decimi il consiglio di classe assegni un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, da discutere in sede di colloquio d’esame. Il debito formativo va colmato per essere ammessi al colloquio d’esame. Un voto sotto il 6 in condotta comporta invece la bocciatura automatica: la riforma è entrata pienamente a regime nell’anno scolastico 2025/2026. Il testo integrale è disponibile sulla Gazzetta Ufficiale del 16 ottobre 2024.
Il consiglio di classe del Monti ha applicato lo strumento previsto dalla norma. La differenza sta nel tema scelto: le leggi razziali del 1938 e il saggio di Barbujani, genetista dell’Università di Ferrara che smonta scientificamente il concetto biologico di “razza”. Ed è su questa scelta che l’ispezione dell’USR entra in gioco.
Cosa verifica davvero l’ispezione
Valditara ha specificato che “non esiste alcun potere ministeriale sul processo valutativo del singolo consiglio di classe”. L’ispezione non può quindi annullare il 6 in condotta né cancellare il compito assegnato al liceo Monti. Verifica una cosa sola: se il tema è stato scelto in reazione allo striscione. Se emergesse questo collegamento, i docenti potrebbero rispondere per violazione della deontologia professionale, non per l’elaborato in sé. Il caso di Cesena è il primo che porta un’ispezione ministeriale sull’uso dell’elaborato critico previsto dalla riforma.
L’orientamento del ministero è coerente con la circolare sul pluralismo firmata da Valditara nel novembre 2025, che invita le scuole a stimolare lo spirito critico e a contrastare “ogni forma di indottrinamento”. Lo stesso ministro ha ribadito la centralità della libertà educativa intervenendo al premio Oltre la vetta, con la proposta di una scuola incentrata sulla persona. Nel confronto europeo la stessa linea ha spinto interventi mirati, dalle regole sull’uso degli smartphone in aula al riconoscimento alle scuole di Catania vincitrici della Robocup 2026 ricevute al ministero.
Fino agli esiti dell’accertamento, i due studenti restano con il 6 in condotta e l’elaborato assegnato: la riforma del 2024 lo prevede, e nessuna verifica ispettiva può modificare questa parte. Quello che l’ispezione può ancora incidere è la valutazione della condotta dei docenti che hanno scelto il tema del compito.