Le assunzioni a tempo indeterminato di personale Ata autorizzate per l'anno scolastico 2026/27 sono 12.284, appena il 36% dei 33.981 posti vacanti certificati dopo la mobilità. I restanti 21.697 buchi resteranno coperti solo con supplenze annuali.
Il decreto 166 e la ripartizione per profili
Il Decreto ministeriale 166 del 7 agosto 2026 sul portale del Mim, pubblicato il 2 settembre, distribuisce così le 12.284 nuove assunzioni: 388 posti per l'Area dei funzionari e dell'elevata qualificazione (ex Dsga), 8.379 collaboratori scolastici, 2.623 assistenti amministrativi, 824 assistenti tecnici. Restano briciole per i profili minori: 36 guardarobieri, 17 operatori dei servizi agrari, 3 infermieri e 2 cuochi.
Il numero definitivo è più basso di quello proposto a giugno. La richiesta iniziale trasmessa il 26 giugno alla Ragioneria generale dello Stato quantificava il fabbisogno in 12.291 posti; il parere del 30 luglio l'ha rideterminato al netto di sette esuberi nell'Area dei funzionari. La decorrenza giuridica dei contratti è fissata al 1° settembre 2026, quella economica alla presa di servizio effettiva.
Il 64% dei posti vacanti resta scoperto
Il vero numero dell'anno scolastico non è 12.284: è 33.981. Sono i posti Ata dichiarati vacanti dopo la mobilità e certificati dal Mim al tavolo sindacale del 4 agosto. Il rapporto tra fabbisogno reale e assunzioni autorizzate è di uno a tre. In termini più netti: due posti su tre resteranno formalmente scoperti, disponibili solo per contratti a tempo determinato entro un anno scolastico.
Il gap non si spiega con la carenza di candidati. Per assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori il canale sono le graduatorie provinciali permanenti aggiornate a inizio 2026: sono le liste da cui si attinge, e in molti profili sono ancora affollate. La differenza tra vacanze e assunzioni è una scelta di contingente. Anche dove le persone ci sono, i posti non vengono coperti a tempo indeterminato.
Il taglio più visibile riguarda i futuri Dsga. Dei 388 posti dell'Area dei funzionari, solo 326 saranno effettivamente coperti quest'anno: 62 restano vuoti perché le graduatorie della procedura valutativa (Dd 1897/2024) e del concorso ordinario (Dd 3122/2024) non hanno più candidati utili in alcune regioni. Quei 62 posti slittano al contingente 2027/28, come già accaduto nelle tornate precedenti.
Cosa succede ai 21.697 buchi
I 21.697 posti non trasformati in ruolo diventeranno supplenze annuali al 31 agosto 2027 o al 30 giugno 2027, gestite dalle stesse graduatorie provinciali permanenti. La differenza per chi lavora nelle scuole è concreta: niente sede definitiva, niente anzianità utile per la ricostruzione di carriera sui periodi non stabilizzati, contratti che ripartono ogni settembre.
Per le segreterie e i plessi il conto è pesante: il grosso dei posti scoperti riguarda i collaboratori scolastici, il profilo che presidia ingressi, pulizie, sorveglianza. La distribuzione territoriale del taglio è omogenea. A Bologna ci sono 403 posti di collaboratore disponibili e 158 assunzioni (39%); a Napoli 298 posti e 117 assunzioni (39%). Non c'è un Nord risparmiato e un Sud penalizzato: il decreto pesa allo stesso modo ovunque.
Sul fronte docenti il Mim ha comunicato 37.430 immissioni in ruolo di docenti per il 2026/27, 7.700 in più del 2025/26. Ma dietro quella cifra la Uil Scuola aveva già segnalato 2.184 posti persi tra mobilità e proposta al Mef. Il quadro Ata è coerente: numeri assoluti in crescita, coperture percentuali che restano parziali. Nelle province più grandi il fenomeno è ancora più marcato, come mostrano le 12.632 supplenze concentrate nella sola area di Napoli.
Le graduatorie provinciali cominciano a girare in questi giorni. Ai 62 posti Dsga slittati e ai 21.697 posti Ata scoperti si aggiungeranno le rinunce dell'ultimo momento, che ridurranno ancora il numero degli assunti effettivi entro fine settembre.