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SLS Artemis III in assemblaggio al Kennedy, ma senza sbarco lunare

Il razzo NASA per Artemis III entra in assemblaggio al KSC. Ma dal 2026 la missione non è più uno sbarco lunare: sarà una prova in orbita bassa.

L'assemblaggio del razzo Space Launch System per Artemis III è iniziato a luglio nel Vehicle Assembly Building del Kennedy Space Center. Ma la missione che quel razzo dovrà lanciare, non prima della metà del 2027, non prevede più lo sbarco degli astronauti sulla Luna.

Cosa sta succedendo dentro il VAB

Le squadre della NASA hanno posizionato a luglio i segmenti inferiori dei due booster laterali, con i restanti segmenti arrivati via treno al Kennedy Space Center nel mese di giugno. Parallelamente prosegue la lavorazione del core stage: a maggio è stata unita una parte dello stadio con la sezione motori inferiore, e due dei quattro motori RS-25 richiesti sono arrivati al VAB a giugno. Gli altri due propulsori, tutti di derivazione Space Shuttle, sono attesi nelle prossime settimane per iniziare l'integrazione.

I tecnici hanno installato lo scudo termico della capsula Orion, composto da 186 blocchi di Avcoat con un design aggiornato per migliorare il comportamento in rientro. Il modulo di servizio europeo ha completato i test acustici che simulano le condizioni di lancio. Il team di controllo missione ha già iniziato le simulazioni del conto alla rovescia dentro il Launch Control Center, comprese le procedure di caricamento del propellente. L'obiettivo dichiarato dall'amministratore NASA Jared Isaacman è arrivare al Wet Dress Rehearsal entro la fine dell'anno.

La missione non è più uno sbarco: è una prova in orbita bassa

Il 27 febbraio 2026 la NASA ha riscritto il programma con un aggiornamento all'architettura Artemis annunciato ufficialmente. Artemis III, che doveva essere il primo allunaggio con equipaggio dopo Apollo 17, diventa una demo in orbita bassa terrestre. Gli astronauti si aggancianno in LEO con uno o entrambi i lander commerciali, lo Starship HLS di SpaceX e il Blue Moon di Blue Origin, per testarli in condizioni di sicurezza recuperabile, e proveranno la nuova tuta Axiom AxEMU. Il primo sbarco lunare slitta ad Artemis IV, previsto per inizio 2028.

Il motivo è pratico: entrambi i contractor del Human Landing System sono in ritardo sui tempi e l'agenzia ha ritenuto non sicuro provare il primo allunaggio senza aver prima volato l'HLS con equipaggio in orbita terrestre. Il conto, però, resta lunare. Secondo l'audit dell'Office of Inspector General della NASA, ogni missione SLS+Orion costa 4,1 miliardi di dollari per singolo lancio: 2,2 miliardi per la produzione SLS, 1 miliardo per Orion, 300 milioni per il modulo di servizio europeo e 568 milioni per i servizi di terra. Alla data di lancio originariamente prevista, settembre 2025, NASA aveva già speso oltre 55 miliardi tra SLS, Orion e Exploration Ground Systems. Il PowerPC a 133 MHz che ancora guida i rover NASA rende l'idea di come l'agenzia spinga hardware datato ben oltre i costi dell'industria commerciale.

Il cuore del razzo parte da Torino e Nerviano

Il modulo che tiene in vita l'equipaggio è italiano prima ancora che europeo. L'European Service Module numero 3, destinato ad Artemis III, ha la struttura portante costruita da Thales Alenia Space a Torino, joint venture Thales-Leonardo 67/33, e i pannelli fotovoltaici e le unità di distribuzione dell'energia (PCDU) prodotti da Leonardo a Nerviano. Il modulo fornisce propulsione, energia e supporto vitale: senza il suo segnale di attivazione scatta l'aborto automatico della missione, come confermato dopo il volo di Artemis II. L'ESM-3 è già partito dalla Germania verso gli Stati Uniti secondo la ESA per l'integrazione con Orion.

L'Italia contribuisce all'ESA con 3,5 miliardi di euro per il triennio 2026-2028, oltre il 13% in più rispetto alla tornata precedente: più o meno la stessa cifra che gli Stati Uniti sborsano per un singolo lancio di SLS. I numeri veri del contributo italiano ad Artemis II mostrano una filiera cresciuta a 8.900 addetti e 3,1 miliardi di fatturato nel 2024. Il talento formato in Italia poi lavora nei laboratori più avanzati del mondo, dai chip space-grade americani ai sistemi di raffreddamento senza acqua sviluppati al MIT.

Se il Wet Dress Rehearsal di fine anno supera i test, SLS parte a metà 2027 per una missione più modesta di quella promessa nel 2020. Il primo allunaggio americano dopo Apollo dovrà aspettare Artemis IV, previsto per inizio 2028.

Pubblicato il: 16 luglio 2026 alle ore 07:27