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Approvato Eärendil-1: perché ESO ha detto no ai 50.000 satelliti-specchio

La FCC autorizza Eärendil-1. Uno studio ESO di 8 giorni prima calcola: con 50.000 satelliti il fondo cielo aumenta 3-4 volte e ognuno brilla come Venere.

La FCC statunitense ha autorizzato il 9 luglio 2026 il lancio di Eärendil-1, il primo di una nuova classe di satelliti-specchio proposta dalla startup californiana Reflect Orbital. Otto giorni prima, il 1° luglio, uno studio pubblicato su Astronomy & Astrophysics dall'European Southern Observatory aveva fissato in 100.000 il tetto massimo di satelliti compatibili con l'osservazione del cielo notturno da Terra. Reflect Orbital da sola punta a metterne 50.000 entro il 2035.

Il satellite e la roadmap industriale

Eärendil-1 pesa 142 chilogrammi e sarà collocato entro fine 2026 in un'orbita compresa tra 600 e 650 chilometri di quota. Una volta operativo dispiegherà una pellicola riflettente quadrata di 18 metri di lato, capace di dirigere la luce solare verso aree circoscritte per pochi minuti alla volta. Il prototipo dovrebbe illuminare circa 23 chilometri quadrati con un'intensità paragonabile alla Luna piena per circa cinque minuti.

Le applicazioni dichiarate dall'azienda includono l'illuminazione temporanea di cantieri notturni, le operazioni di ricerca e soccorso in aree colpite da calamità e il prolungamento della produzione degli impianti fotovoltaici dopo il crepuscolo. Il piano industriale prevede una prima costellazione di 1.000 satelliti entro il 2028 e la sua estensione fino a 50.000 unità entro il 2035. La domanda alla FCC ha attirato quasi 1.900 commenti pubblici, in larga parte contrari.

Perché ESO parla di soglia superata

Lo studio firmato da Olivier Hainaut per conto dell'European Southern Observatory analizza gli 1,7 milioni di apparecchi che le varie aziende del settore hanno annunciato di voler mettere in orbita nel prossimo decennio. Contro i circa 14.000 satelliti attualmente attivi, l'Unione Astronomica Internazionale considera come tetto compatibile con la ricerca astronomica un massimo di 100.000 apparecchi, tutti mantenuti sotto la magnitudine visuale 7. Sette è la soglia oltre la quale un satellite diventa invisibile all'occhio nudo e non lascia scie sufficienti a rovinare le pose lunghe dei telescopi.

I 50.000 satelliti-specchio previsti da Reflect Orbital, da soli, occuperebbero metà del budget disponibile e violerebbero in modo strutturale la soglia di magnitudine. Le simulazioni ESO indicano che ogni singolo apparecchio, anche quando il suo specchio non è puntato verso l'osservatore, apparirebbe brillante come Venere, il secondo oggetto più luminoso del cielo notturno dopo la Luna. All'interno del fascio direttamente riflesso la luminosità sale a quattro volte quella della Luna piena. Il fondo del cielo notturno sopra il Very Large Telescope di Paranal, nel deserto cileno di Atacama, aumenterebbe di un fattore tra tre e quattro.

Tony Tyson, responsabile scientifico del Vera C. Rubin Observatory e docente a UC Davis, ha definito il progetto "più folle" delle grandi costellazioni di telecomunicazioni già in orbita. Betty Kioko dell'ESO parla di "minaccia esistenziale" per l'astronomia ottica da Terra. Nel provvedimento la FCC ha risposto che gli effetti su astronomia e ambiente esulano dalle proprie competenze regolatorie.

Cosa cambia per gli osservatori a Terra

L'osservatorio Vera Rubin, che ha visto la prima luce nel 2025 sul Cerro Pachón, ospita la fotocamera digitale più grande mai costruita, 3.200 megapixel, e realizza una scansione completa del cielo australe ogni tre-quattro notti. Le simulazioni pubblicate dallo stesso osservatorio stimano che già senza Reflect Orbital circa il 10 per cento delle immagini LSST conterrà almeno una scia satellitare, con percentuali molto più alte durante il crepuscolo. Il modello ESO aggiunge che, con la flotta di satelliti-specchio completa, ogni immagine ripresa mentre gli apparecchi sono illuminati dal Sole diventerebbe scientificamente inutilizzabile.

L'impatto non è solo sulla ricerca. Modificare artificialmente i cicli luce-buio interferisce con i ritmi circadiani di esseri umani e animali, con le migrazioni di uccelli e insetti e con il fitoplancton oceanico, la base della catena alimentare marina. La capacità di studiare da Terra la nostra stella, che dopo oltre ottant'anni di fisica solare resta legata a osservatori a bassa luce come Paranal e Cerro Pachón, dipende da un cielo di fondo scuro.

Il lancio di Eärendil-1 è atteso entro la fine del 2026 e servirà a raccogliere i primi dati reali sulla dispersione della luce riflessa. Prima di quella data, ESO e le principali organizzazioni astronomiche stanno preparando una richiesta formale di valutazione ambientale delle future costellazioni orbitali da presentare agli enti regolatori statunitensi ed europei.

Pubblicato il: 16 luglio 2026 alle ore 07:06