Il 15 luglio 2026 Autostrade dello Stato ha presentato a Roma il primo sistema di monitoraggio intelligente su due infrastrutture strategiche: il Viadotto del Vernetto sulla A32 del Traforo del Frejus e il Ponte Talloria sull'Asti-Cuneo. Sensori, algoritmi di intelligenza artificiale e un Digital Twin dell'opera per anticipare le criticità prima che si manifestino.
La sperimentazione: Digital Twin e sensori
Sul Vernetto il perno è il gemello digitale dell'opera, un modello virtuale ad alta precisione costruito con rilievi tridimensionali. Riproduce geometrie e caratteristiche costruttive del viadotto e si aggiorna con i dati delle ispezioni. Sul Talloria una rete di sensori misura in continuo vibrazioni, movimenti strutturali e variazioni dovute a carichi e condizioni ambientali. I flussi confluiscono nella piattaforma Strive, dove algoritmi di intelligenza artificiale li trasformano in indicatori di manutenzione.
Il progetto punta a superare l'intervento in emergenza per costruire capacità di prevenzione basate sull'analisi continua. È lo stesso schema già testato a Mestre lo scorso marzo con i Vigili del Fuoco per il rilevamento del fumo in galleria, e a giugno con i droni sul Traforo del Monte Bianco per il controllo delle reti paramassi lungo l'arco alpino.
Il divario che i due cantieri non colmano
Le opere coinvolte nel pilota sono due. In Italia, secondo il censimento nazionale delle opere pubbliche, i ponti su autostrade e strade ANAS sono 21.072, circa il 4% di una rete stradale che raggiunge 840.000 chilometri. Il resto viaggia sulle strade gestite da 7.904 Comuni e da 123 fra Regioni, Province e Città Metropolitane.
Il divario negli investimenti per chilometro è di due ordini di grandezza. Le concessioni autostradali destinano tra i 20 e i 30 milioni di euro per chilometro alla manutenzione. Le strade provinciali si fermano a una media di 1.500 euro per chilometro. Un rapporto che oscilla fino a 1 a 20.000. Sulle strade regionali e provinciali il censimento delle opere pubbliche del Ministero delle Infrastrutture era completo all'80% a fine 2025, contro il 75% dell'anno precedente.
I 27 concessionari autostradali gestiscono meno dell'1% delle amministrazioni stradali italiane, ma controllano il tratto di rete dove passa la quota più esposta del traffico. È qui che le classi di attenzione, i quattro punteggi che valutano rischio strutturale, sismico, di frana e idraulico, restituiscono i valori più critici. L'archivio nazionale, alimentato dai gestori sulla base del decreto ministeriale 430 del 2019, conta oltre 47.000 opere già codificate fra ponti, viadotti e cavalcavia stradali e ferroviari.
Cosa cambia per la manutenzione predittiva
Il monitoraggio predittivo cambia il calendario delle ispezioni. Al posto delle verifiche periodiche, i sensori inviano dati continui. Un'anomalia nelle vibrazioni o un movimento strutturale fuori soglia attiva un alert prima che diventi visibile all'occhio dell'ispettore. Le variazioni termiche registrate sulle opere rispecchiano cicli sempre più severi legati al clima, come mostrano i dati sulle notti tropicali e sul peso del caldo.
Sul Ponte Talloria i parametri raccolti confluiscono nella piattaforma e vengono confrontati con i comportamenti attesi. Sul Vernetto, la copia digitale offre un ambiente di simulazione che permette di anticipare gli effetti di un carico eccezionale o di un evento sismico prima di eseguire un intervento fisico. Il costo del modello non è però replicabile su scala provinciale con gli attuali budget. Le istruzioni operative dell'ANSFISA aggiornate a novembre 2025 riconoscono che la sensoristica avanzata resta un'opzione per le opere in classi di attenzione più alte, non lo standard di riferimento.
Il pilota di Vernetto e Talloria misura la fattibilità tecnica. La scala di adozione dipende ora dalla capacità di trasferire il modello alle infrastrutture minori, dove il gap di risorse resta l'ostacolo più concreto per la manutenzione ordinaria delle opere secondarie.