HD 3167 b emette dalla sua stella appena un terzo del calore atteso per una roccia nuda: 38 ± 11 parti per milione di profondità in eclisse secondaria, misurati dal telescopio spaziale James Webb. È il segnale che un'atmosfera c'è, pur a 1.786 kelvin di temperatura di equilibrio.
Una super-Terra a 154 anni luce, con un anno di 23 ore
Il pianeta orbita HD 3167, una stella nella costellazione dei Pesci a 154 anni luce dal Sistema solare. Misura 1,6 raggi terrestri, pesa 4,84 masse terrestri e ha una densità di 6,49 g/cm³, un profilo da super-Terra rocciosa. L'orbita è così stretta che un anno dura 0,96 giorni terrestri e il corpo è in rotazione sincrona: una faccia è sempre esposta alla stella, l'altra resta in oscurità perpetua.
La firma è di un gruppo guidato dall'Università di Chicago (Brandon Park Coy, Edwin Kite, Megan Weiner Mansfield) e lo studio è uscito a luglio 2026 su The Astrophysical Journal Letters. Il dato chiave è la profondità dell'eclisse secondaria registrata con lo spettrometro a bassa risoluzione dello strumento MIRI: 38 ± 11 parti per milione, un terzo del valore previsto per una superficie priva di gas.
Terzo caso in cui il Webb trova gas dove non dovrebbe esserci
Il modello classico prevedeva che un pianeta roccioso così vicino alla sua stella fosse una roccia nuda: il vento stellare avrebbe dovuto strappare via ogni gas nel giro di poche centinaia di milioni di anni. HD 3167 b è il terzo caso in due anni che smentisce questa previsione, e si inserisce in una serie già significativa.
Il primo era stato 55 Cancri e, super-Terra due volte più larga della Terra a 41 anni luce: nel 2024 il James Webb vi ha trovato segnali di un'atmosfera ricca di monossido e anidride di carbonio. Il secondo è TOI-561 b, due masse terrestri e circa 2.300 kelvin: le osservazioni JWST pubblicate nel 2026 indicano un'atmosfera densa, probabilmente a base di anidride carbonica o anidride solforosa, persistente da miliardi di anni.
HD 3167 b si aggiunge come il più piccolo e il più freddo del gruppo. Il meccanismo che tiene insieme l'atmosfera resta un enigma: potrebbe trattarsi di vapore di silicati rilasciato dal magma di superficie, con pressioni di appena 20 millibar previste dai modelli, oppure di una miscela più pesante con monossido di carbonio, anidride carbonica e acqua. La composizione effettiva è ancora aperta e servono nuove osservazioni per isolarla.
Una finestra sulla Terra di 4,5 miliardi di anni fa
HD 3167 b è troppo caldo per la vita, ma le sue condizioni ricordano quelle della Terra nei primi due milioni di anni dopo la formazione, quando la superficie era un oceano di magma esposto a un vento solare più intenso di oggi. Capire come questo pianeta trattenga la sua atmosfera può raccontare qualcosa di come la Terra abbia conservato o perduto la propria durante l'eone Adeano, prima che si formassero oceani e crosta stabile.
Il tema del vento stellare torna anche in scenari più vicini a noi, con super-flare solari che la Terra non vede dal 1859: il nostro pianeta regge grazie al campo magnetico, ma oltre certe soglie di radiazione il discorso cambia. E nelle scoperte di esopianeti del 2026 il contributo arriva anche dal basso: Elias 2-24 b, il pianeta record individuato da un dottorando italiano in Cile, mostra quanto il settore stia cambiando grazie ai giovani ricercatori.
La partita non si gioca solo sui mondi lontani: in orbita bassa terrestre ci sono oggi oltre 45mila oggetti tracciati, di cui due terzi spazzatura, e gli strumenti ottici che fanno queste misure sono gli stessi che poi vengono riadattati per i cataloghi di esopianeti.
Il gruppo di Chicago ha già richiesto nuove osservazioni per isolare la composizione dell'atmosfera: una sola riga spettrale potrà dire se HD 3167 b somiglia davvero alla Terra di 4,5 miliardi di anni fa o a qualcosa di diverso.