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Iride, con Eaglet II completata l'Italia tocca 39 satelliti su oltre 60

OHB chiude Eaglet II con 24 satelliti da 25 kg. Due delle sei costellazioni Iride operative: 1,1 miliardi del PNRR per l'osservazione italiana.

OHB Italia ha messo in orbita gli ultimi otto satelliti Eaglet II il 1° ottobre 2026, portando a 24 i piccoli apparati da 25 chili dedicati all'osservazione della Terra. È la seconda delle sei costellazioni del programma Iride a chiudere il piano industriale previsto dal PNRR.

Il lancio: 8 satelliti su Transporter-18

L'inserimento in orbita è avvenuto alle 20:32 ora italiana dalla base di Vandenberg, in California, a bordo della missione condivisa Transporter-18 di SpaceX. Il batch chiude l'anno di lavoro di OHB Italia, che aveva avviato le operazioni a gennaio: 24 microsatelliti pronti in meno di dodici mesi. Ogni Eaglet II pesa circa 25 chili, poco più di un forno a microonde, e integra sensori multispettrali per immagini ottiche e la ricezione dei segnali AIS per il tracciamento delle navi, con tempi di risposta rapidi e sorveglianza persistente sui mari italiani. Le quote operative vanno dai 467 ai 625 chilometri di altitudine, con risoluzione a terra di circa due metri.

Iride, una Copernicus da 1,1 miliardi finanziata dal PNRR

Dietro Eaglet II c'è il piano Iride, l'iniziativa di osservazione della Terra coordinata dall'Agenzia Spaziale Europea con il supporto dell'Agenzia Spaziale Italiana e finanziata con 1,1 miliardi di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il programma prevede sei costellazioni distinte per oltre 60 satelliti complessivi. Oggi quelle in orbita sono due: Eaglet II con 24 unità e Hawk costruita da Argotec con 15 satelliti già operativi, per un totale di 39 apparati su oltre 60 previsti. Restano quattro gruppi da completare, inclusi i sei satelliti con radar ad apertura sintetica di Thales Alenia Space e la piattaforma Platino di SITAEL con sensore iperspettrale di Leonardo. La scelta italiana è esplicita: niente singoli giganti alla Sentinel europea da due tonnellate, ma sciami di apparati leggeri sotto i cento chili. Dietro ci sono oltre 47 aziende italiane della filiera dello spazio, dalle grandi realtà quotate alle PMI piemontesi e milanesi, raccolte attorno a un bilancio che per ordine di grandezza vale circa un terzo di quanto l'Unione Europea ha speso tra il 2014 e il 2021 per l'intero programma Copernicus. Un modello che ricalca quello già visto con lo sciame di droni sottomarini del progetto italiano Venus e che misura la scommessa industriale italiana sull'osservazione terrestre.

Cosa cambia per PA, protezione civile e ricerca

Dal 1° luglio 2026 Iride è operativa e dal 1° ottobre è attivo il Marketplace nazionale, dove enti pubblici, università e aziende possono acquistare prodotti geospaziali derivati dalla costellazione. I dati servono al monitoraggio dei movimenti del suolo, al rischio idrogeologico, agli incendi, alla qualità dell'aria, al controllo delle infrastrutture critiche come le reti stradali e ferroviarie. Finora i soli satelliti Hawk hanno acquisito oltre 1.700 immagini, scaricato più di 3.000 gigabyte di dati e coperto 9 milioni di chilometri quadrati, secondo i numeri diffusi a maggio dall'Agenzia Spaziale Italiana Pagina ASI sulla crescita della costellazione Iride. Per la ricerca italiana, abituata a comprare dati esteri o aspettare passaggi europei, la differenza è concreta: tempi di rivisita più corti sulla penisola e priorità nazionale sui dati acquisiti. Un salto che si somma a quello della ricerca spaziale pura, come dimostra la scoperta di Elias 2-24 b, il pianeta record identificato da un dottorando italiano in Cile. Il monitoraggio satellitare interessa anche demografia e salute pubblica, due filoni dove le immagini del suolo si intrecciano con le rilevazioni di popolazione raccontate nello studio sulle 12 spie dell'invecchiamento e il peso demografico italiano.

Mancano quattro costellazioni, inclusi i satelliti SAR più pesanti attesi nel 2027, e il PNRR aveva fissato il traguardo a metà 2026: la squadra italiana prosegue con lanci programmati nei prossimi trimestri, con il resto della filiera che lavora sui gruppi radar e iperspettrali.

Pubblicato il: 2 ottobre 2026 alle ore 13:39