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Fire-Box: atlante rischio incendi per sei parchi nazionali

Sei parchi mappati, database 2007-2024, WebGIS di simulazione: Fire-Box arriva dopo l'incendio del Pollino di luglio 2026.

L'atlante del rischio incendi realizzato per sei parchi nazionali arriva poche settimane dopo che uno di questi, il Pollino, ha visto bruciare circa 1.400 ettari tra il 20 e il 21 luglio 2026. Il pacchetto pubblicato dal progetto Fire-Box copre Val Grande, Stelvio, Appennino Tosco-Emiliano, Gargano, Pollino e Maddalena e mette a disposizione mappe, database e simulazioni pronte all'uso per enti parco e protezione civile.

I quattro strumenti del pacchetto Fire-Box

Il progetto è coordinato dall'Università Statale di Milano insieme a Torino, Bari Aldo Moro e all'Istituto per la BioEconomia del CNR, con fondi PRIN 2022 del PNRR. I quattro output sono complementari e già consultabili nella pagina risultati del progetto Fire-Box.

Il primo è una classificazione nazionale dei combustibili vegetali (erba, arbusti, lettiera, biomassa legnosa), tradotta in una carta italiana dei tipi e dei modelli. È la base per costruire scenari di propagazione confrontabili tra territori. Il secondo è il primo database nazionale degli incendi dal 2007 al 2024, che associa a ciascun evento dati meteorologici, indici di pericolo e stime degli effetti sulla vegetazione, superando la frammentazione delle fonti regionali finora usate dagli enti.

Il terzo prodotto è l'atlante vero e proprio: per ciascuno dei sei parchi sono state elaborate mappe di pericolosità, vulnerabilità, esposizione e rischio. Il quarto è un'applicazione WebGIS che consente di simulare la propagazione potenziale del fuoco, con attenzione al contatto tra vegetazione infiammabile e insediamenti.

Il Pollino, primo banco di prova nell'estate 2026

L'atlante esce in una stagione in cui la mappatura dei parchi non è un esercizio teorico. Nel 2025 la superficie bruciata in Italia ha toccato 965 km², quasi il doppio del 2024, e un'analisi comparata sul caso italiano nel 2025 mostra come l'impatto per singolo evento sia peggiorato pur riducendosi il numero complessivo dei roghi.

Nel 2026 la quota di superficie forestale bruciata dentro parchi e riserve ha superato il 38%, secondo il monitoraggio di ISPRA sugli ecosistemi e gli incendi boschivi. Il caso più visibile è proprio il Pollino: tra il 20 e il 21 luglio le fiamme hanno percorso circa 14 km², con 10 km² di aree prative, 1,60 km² di macchia mediterranea, 1,21 km² di boschi misti di latifoglie e conifere e 0,23 km² di leccete.

Il Pollino era già uno dei parchi target di Fire-Box. Le mappe pubblicate poche settimane dopo l'evento consentono di confrontare la ricostruzione reale del rogo con gli scenari attesi e di ricalibrare le zone a pericolosità elevata. Un ciclo di feedback che, senza un database omogeneo e senza cartografie confrontabili, era quasi impossibile da chiudere per gli enti coinvolti nella gestione post-evento.

Chi userà le mappe e per fare cosa

L'accessibilità è la vera leva del pacchetto: tutto il materiale è consultabile e scaricabile liberamente, dalle schede sui combustibili alle mappe cartografiche fino alla piattaforma di simulazione. Enti parco, Corpo forestale, Regioni e Protezione civile hanno ora dati confrontabili tra un'area e l'altra per aggiornare i piani antincendio prima della stagione 2027, con una base tecnica omogenea al posto di documenti costruiti su fonti diverse per formato e affidabilità.

La collaborazione tra atenei e territori non è isolata. Sul fronte del riuso ambientale, ad esempio, il truck del Polimi che ricicla i compositi nei parchi eolici segue la stessa logica: ricerca universitaria portata in campo con strumenti operativi, non chiusa in rapporti tecnici. Anche sul rischio naturale la direzione è quantificare i fattori fisici in modo trasparente, come mostra un lavoro sul fattore termico del magma surriscaldato che riscrive alcune valutazioni classiche del rischio vulcanico.

Il passaggio decisivo ora è integrare mappe e simulazioni nei piani antincendio 2027, prima della prossima stagione estiva. Il Pollino ha appena mostrato quale margine di manovra si perde quando i dati arrivano dopo la fase acuta.

Pubblicato il: 30 agosto 2026 alle ore 17:46