L'amministrazione Trump aveva provato quattro volte a cancellarlo tra il 2018 e il 2025. Il 30 agosto 2026 alle 13:26 ora italiana il Nancy Grace Roman Space Telescope è invece decollato dal Kennedy Space Center a bordo di un Falcon Heavy, con oltre nove mesi di anticipo sulla data di prontezza al lancio fissata dal GAO per maggio 2027.
Il lancio dal Kennedy Space Center e la configurazione Falcon Heavy
Il decollo dal Launch Complex 39A è avvenuto puntuale alle 07:26 ora locale della Florida, con separazione dallo stadio superiore 31 minuti dopo il liftoff. La configurazione prevedeva due booster laterali riutilizzati (B1104-1 e B1072-3), rientrati al sito di lancio in vista di una futura missione militare prevista a ottobre, e uno stadio centrale (B1105-1) sacrificato per garantire la massima spinta verso il secondo punto di Lagrange, a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.
Il contratto di lancio con SpaceX vale 255 milioni di dollari, cifra che comprende il servizio Falcon Heavy e i costi accessori di missione. Il riutilizzo di booster con più voli alle spalle è ormai standard, ma non senza effetti collaterali: il secondo stadio Falcon 9 che ha impattato la Luna il 5 agosto è stato documentato da LRO e Danuri come esempio dell'impronta crescente di detriti da lanci commerciali.
Quattro tentativi di cancellazione bloccati dal Congresso
Tre budget presidenziali tra il 2018 e il 2020 avevano proposto la chiusura del programma allora noto come WFIRST, un quarto tentativo ha inseguito un taglio tardivo. Ad aprile 2025 il "passback" della Casa Bianca proponeva di dimezzare il budget scientifico della NASA, da 7,5 a 3,9 miliardi di dollari, cancellando decine di missioni. A Roman veniva assegnato solo il residuo per l'anno fiscale 2026: 156,6 milioni, meno della metà di quanto ricevuto nel FY25.
Il Congresso ha ribaltato quel disegno. A gennaio 2026 ha approvato un budget NASA da 24,4 miliardi contro i 18,8 miliardi chiesti dalla Casa Bianca, e per Roman ha stanziato 300 milioni, il doppio della richiesta presidenziale. Nella relazione di accompagnamento è comparso un floor esplicito da 167 milioni per proteggere la data di lancio di un osservatorio già ultimato. Lo stesso schema si è visto in altri programmi finanziati dal settore pubblico: dalle scoperte biomediche come NDRG1 candidato come nuovo BRCA per terapie mirate al tumore del colon alle grandi infrastrutture spaziali, i cicli di ritorno arrivano dopo un decennio o più.
L'assessment del GAO pubblicato il 23 luglio 2026 fissa il costo di vita del progetto a 4,316 miliardi di dollari e la data di prontezza al lancio a maggio 2027. Roman arriva quindi in orbita sotto quel tetto e con oltre nove mesi di margine rispetto alla scadenza fissata dallo stesso GAO.
Cosa cercherà Roman nei prossimi cinque anni
La missione primaria dura cinque anni, con estensioni possibili grazie a missioni robotiche di manutenzione in L2 (opzione preclusa al JWST). Il telescopio scaricherà a terra fino a 1,4 TB di dati al giorno attraverso il Deep Space Network. La fotocamera a infrarossi Wide Field Instrument da 300 megapixel restituirà la risoluzione di Hubble ma su un campo visivo cento volte più ampio: una scansione che a Roman richiede un mese, a Hubble ne richiederebbe un secolo.
Nei primi 18 mesi di survey del bulge galattico il telescopio dovrebbe individuare oltre 100 mila esopianeti con il metodo del microlensing, comprese migliaia di masse simili a Marte e centinaia di pianeti liberi da vincolo stellare. Il coronografo tenterà invece la rilevazione diretta di analoghi di Giove attorno a stelle vicine, un banco di prova per il futuro Habitable Worlds Observatory. La calibrazione dei modelli fisici che accompagnano queste osservazioni si intreccia con altri filoni astrofisici: il nuovo valore log 115 che avvicina il Sole alle meteoriti primitive è un esempio recente di quanto stia diventando fitta la mappa dei dati primari per la formazione dei sistemi planetari.
Le prime immagini scientifiche di calibrazione sono attese all'inizio del 2027. Il primo catalogo pubblico di esopianeti da microlensing è previsto entro il 2028, secondo la roadmap NASA disponibile sulla pagina ufficiale della missione Nancy Grace Roman Space Telescope.