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La basilica di Saccargia oggi: 3 euro per un capolavoro del 1116

Consacrata il 5 ottobre 1116, la basilica di Saccargia è uno dei 150 siti dell'itinerario del romanico sardo: cosa vedere e quanto costa entrare.

Cinque ottobre 1116. Nell'entroterra di Sassari il giudice Costantino I di Torres consacra la basilica della Santissima Trinità di Saccargia insieme ai monaci camaldolesi arrivati da Firenze. Novecentodieci anni dopo, la chiesa in calcare bianco e basalto nero è uno dei 150 siti censiti dall'itinerario del romanico sardo, e uno dei pochissimi con un ciclo di affreschi romanici integro in tutta l'isola.

Il cantiere del 1116 e la promessa di Costantino

La cronaca del cantiere è documentata nel condaghe: la donazione ai camaldolesi risale al 1112, la consacrazione al 5 ottobre 1116, con il consenso dell'arcivescovo Atone. Costantino I e la moglie Marcusa, secondo la tradizione, avevano fatto voto di edificare la chiesa dopo un pellegrinaggio a San Gavino di Porto Torres, ospiti dei monaci. Alla nascita dell'erede Gonario II offrirono l'edificio all'ordine camaldolese di San Salvatore, che vi rimase per circa tre secoli.

La pianta è a navata unica orientata est-ovest, chiusa da un'unica abside semicircolare. La torre campanaria, alzata in una seconda fase in stile pisano-pistoiese, alterna cantoni di calcare bianco e basalto nero: la stessa bicromia che, due millenni prima, avevano scelto i costruttori dei nuraghi delle colline vicine. Per chi ama misurare la distanza tra ciò che chiamiamo eterno e la sua fragilità reale, vale la lettura della storia della Major Oak di Sherwood, morta dopo mille anni.

Il romanico sardo: 150 chiese, 14 itinerari, 2 milioni per il Logudoro

La basilica non è un unicum. Secondo la Fondazione Sardegna Isola del Romanico, l'itinerario del romanico sardo conta oltre 150 monumenti censiti e 14 sub-percorsi tematici distribuiti tra Logudoro, Meilogu, Oristanese e Gallura, con circa 100 chiese effettivamente aderenti alla rete di visita.

Il paradosso sardo sta nei numeri del turismo. Nel 2025 l'isola ha superato per la prima volta i 20 milioni di presenze turistiche, contro i 15,8 milioni del 2019: un salto di quasi il 27% sul precedente record. Ma il flusso resta concentrato sul mare, mentre l'entroterra romanico, che ospita capolavori come Saccargia, San Pietro di Sorres e Santa Maria del Regno, intercetta ancora una quota minima del movimento. Per raddrizzare la rotta la Conferenza episcopale sarda ha lanciato il programma Itinerari di fede e di arte romanica nel Logudoro e nel Meilogu: 2,1 milioni di euro sul triennio per 11 chiese, di cui 1,05 milioni garantiti dalla Diocesi di Sassari e il resto dal Piano di Sviluppo Regionale.

Gli affreschi absidali di Saccargia, unico ciclo di pittura murale romanica integro dell'isola, sono un capitolo a parte: già oggetto di restauri pesanti a inizio Novecento, restano il caso di studio più discusso. Attribuiti a maestranze umbro-laziali dell'ultimo ventennio del XII secolo, raccontano su tre registri Cristo in mandorla, la Madonna orante e le scene della Passione. Un parallelo interessante sulla circolazione dell'arte medievale è offerto dal manoscritto Lebaudy con 126 miniature battuto in asta.

Cosa vedere con tre euro di biglietto

L'ingresso costa 3 euro e la visita chiede almeno un'ora e mezza. Il percorso comincia dal triportico costruito in epoca più tarda da maestranze lucchesi, dove sopravvivono i graffiti a forma di calzari lasciati come ex voto dai pellegrini in partenza per la Terra Santa. Sul fianco destro dell'edificio sono ancora leggibili le fondamenta del monastero camaldolese, con il perimetro delle celle.

Nella navata unica, oltre agli affreschi absidali, il pezzo più prezioso è la statua lignea della Madonna regina, alta e slanciata, con corona e corpetto in argento cesellato. Sulla parete destra, incastonata tra le pietre, una piccola testa scolpita è tradizionalmente identificata con il volto di Costantino I. Conviene arrivare in mattinata, quando la luce radente esalta la bicromia della facciata. In Toscana c'è chi ha istituzionalizzato la prescrizione sociale di teatro, lettura e cultura come parte dei percorsi di cura: qui la stessa esperienza si compra per il prezzo di un caffè.

Pubblicato il: 9 luglio 2026 alle ore 06:44